Non mi posti sui social? Meglio così, grazie Amore!

È un titolo – volutamente – provocatorio. Ma la provocazione a volte, si sa, ci spinge a riflessioni profonde. In questo caso, è un titolo dietro al quale si nascondono una gran bella verità nonché studi scientifici. Qualche tempo fa l’algoritmo di un noto social network mi ha proposto il video di uno psicologo che affrontava questa possibilità, argomentandola in modo serio e abbastanza completo, nonostante il tempo e lo spazio necessariamente limitati di un video.  

Uno dei principali rischi dell’uso intenso dei social media, lo sappiamo, è il confronto sociale. Proprio sulla base di questo, la conclusione a cui si arriva è che le coppie che tendono a paragonare la loro relazione all’highlight reel altrui, magari idealizzato in modo acritico, rischiano di subire insicurezza e insoddisfazione. Al contrario, quelle che condividono meno contengono meglio queste pressioni e possono concentrarsi sull’autenticità del loro legame.

Una serie di studi condotti da Juwon Lee (Carnegie Mellon University) e Omri Gillath (University of Kansas) rivela che la divulgazione eccessiva online, soprattutto verso un pubblico ampio e generico, può indebolire l’intimità e la soddisfazione relazionale. Di contro, interazioni private favoriscono il legame emotivo. Uno studio sperimentale ha usato pagine Facebook simulate con diversi livelli di profondità nelle condivisioni. I partecipanti che immaginavano il proprio partner come autore di post profondi e molto personali su una pagina pubblica hanno riportato minore intimità e soddisfazione rispetto a quelli esposti a bacheche più neutre. La sovraesposizione mediatica, inoltre, può mettere in imbarazzo la “metà” meno social della coppia, inquinando di imbarazzo e malcontento il rapporto.

Diversi articoli recenti citano studi che correlano una presenza social ridotta delle coppie con livelli di felicità e autenticità maggiori. Il motivo è semplice: non dover mantenere una facciata spettacolare libera dal bisogno di mostrare a tutti quanto si sia felici. Inoltre, un articolo di Psychoadvisor descrive come l’oversharing di coppia (ossia la condivisione eccessiva) sia legato a stili di attaccamento ansiosi e a un bisogno eccessivo di conferme esteriori, rendendo la relazione più fragile, piuttosto che più forte. Il social media può facilitare sentimenti negativi come gelosia, distrazione e persino atteggiamenti di micro (o macro) infedeltà. Una maggiore esposizione online può amplificare sospetti e confronto con altre relazioni, danneggiando la fiducia reciproca.

Va però sottolineato che non tutta la condivisione è dannosa. Alcune forme moderate e orientate alla coppia—ad esempio cambiare insieme la foto del profilo o celebrare privatamente un anniversario—possono rafforzare il senso di unione e appartenenza. È questa, per esempio, la sottile linea rossa tra esibizionismo e testimonianza. Dove finisce uno e inizia l’altra? Quando si può parlare dell’uno piuttosto che dell’altra? Il parametro è sempre la carità cristiana: mi vanto se voglio mostrare esclusivamente me stesso (o noi stessi, nel caso di una coppia); cerco di dare la mia/nostra testimonianza quando il contenuto, la foto, il post o il video portano il messaggio del Vangelo. Non preoccupiamoci, dunque, di apparire quanto di piacere a Nostro Signore! Pensate, lo diceva già San Paolo, due mila anni fa: “Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!” (Gal 1, 10).

Non preoccupiamoci, quindi, se il nostro lui o la nostra lei non ci posta compulsivamente sui social. Molto volte può essere un’espressione di protezione, quindi d’amore. L’importante è la condivisione del sentimento che lega, della roccia che è Cristo, che dev’essere alla base di ogni relazione sana, matura e duratura che si rispetti. E se proprio si vuole immettere qualcosa nei social, l’importante è discuterne insieme! Chiedendosi innanzitutto che cos’è che ci rappresenta come coppia. Senza dimenticare che allontanare i dispositivi elettronici può favorire momenti offline di grande qualità e importanza: conversazioni, attenzioni quotidiane, sostegno invisibile, preghiere. E, soprattutto, senza mai dimenticare che il miglior supporto per la coppia viene da Dio piuttosto che da un’approvazione esterna, magari di perfetti sconosciuti.

Allora saremo liberi di canticchiare, sulle note del celeberrimo “Il ballo del mattone”: Non essere geloso se non ti posto in un reel!  Piuttosto, “mettimi come sigillo sul tuo cuore” (Cant 8, 6).  

Fabrizia Perrachon

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3 Pensieri su &Idquo;Non mi posti sui social? Meglio così, grazie Amore!

  1. Non ci dimentichiamo che il postare sui social di foto felici aumenta l’invidia nei nostri fratelli. La maggior parte delle persone si sente frustrata , non felice quando vede le foto degli altri. Dall’ invia nascono tante brutte cose come imprecazioni, maledizioni e fatture che sicuramente non ci fanno bene.

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  2. Non ci dimentichiamo che il postare sui social di foto felici aumenta l’invidia nei nostri fratelli. La maggior parte delle persone si sente frustrata , non felice quando vede le foto degli altri. Dall’ invia nascono tante brutte cose come imprecazioni, maledizioni e fatture che sicuramente non ci fanno bene.

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