Cari sposi, un seminarista di origine latino-americana, mentre studiava teologia a Roma, coltivava anche la passione per l’antiquariato liturgico, e nel tempo si era fatto una discreta cultura al riguardo. Durante un pellegrinaggio visitò un piccolo negozio in cui abbondavano oggetti religiosi antichi; curiosando qua e là, nel retrobottega scorse un calice, alquanto opaco ed ammaccato, alla cui vista ebbe un sussulto: si trattava in effetti di una rara manifattura barocca, di origine francese, il cui valore a occhio poteva essere di decine di migliaia di euro.
Si fece furbo e al proprietario ne domandò solo le generalità, rendendosi conto che non avesse idea di cosa teneva in negozio. Una volta acquistatolo per poche decine di euro, iniziò a ripristinarlo come meglio poté per poi donarlo alla sua diocesi di appartenenza. Tale era il valore del calice che, un volta completato il restauro, venne assegnato al Museo diocesano ed esposto in modo permanente.
Anche oggi nella liturgia si parla di tesori scoperti, di rare perle pregiate e poi mercanteggiate… tutte cose preziose e di elevato valore. Ma cosa accomuna tali immagini e soprattutto a chi sono riferite? La risposta è unica: Cristo è il vero e unico tesoro della nostra vita, come diceva con forza Papa Benedetto davanti a oltre un milione di giovani, convenuti a Colonia nella GMG del 2005: “Chi fa entrare Cristo nella propria vita non perde nulla, niente – assolutamente niente di ciò che rende la vita libera, bella e grande. […] Egli è il vero tesoro che dà senso alla nostra esistenza”.
Tali analogie mettono in luce due aspetti fondamentali per comprendere come ragiona Gesù: da una parte Egli desidera da noi la spinta alla ricerca e la disponibilità al sacrificio per vivere con Lui un rapporto vivo, vero, in crescita. È proprio Lui il tesoro celato, la gemma di inestimabile valore. Di certo, più di una volta Lui è entrato nella vostra vita e gli avete detto di sì.
Ma, ahimé, c’è l’altro aspetto, che accade non di rado: dopo uno slancio generoso verso Cristo, poi la vita di tutti i giorni tende a riconquistare terreno e la nostra fede può diventare mediocre e spenta perché probabilmente si smette di cercare il Vero Tesoro, accontentandosi di “tesorucci”, presi qua e là. Tutte cose sì importanti ma effimere, solo bagliori luccicanti che prima o poi ci lasciano al buio. Invece la luce di Cristo non è un bengala ma è più splendente del Sole, capace di accompagnarci per tutta la vita. L’esito è che quel tesoro può finire sottoterra e restare occulto ai nostri occhi.
Che fare? La chiave di lettura del Vangelo ce la dà la prima lettura. In essa vediamo il Re Salomone a cui Dio offre alcuni regali per poter svolgere la sua missione, tutte cose che a quel tempo necessarie per governare. Ma lui sceglie un bene superiore: la saggezza, il discernimento. Salomone non lo sa ma in fondo sta scegliendo Cristo, perché Lui è la Sapienza eterna, la Verità e il Bene per eccellenza.
Tutto ciò mi ricorda una frase di Amoris laetitia: “Se la famiglia riesce a concentrarsi in Cristo, Egli unifica e illumina tutta la vita familiare” (n. 317). Cioè, se Cristo diventa per voi sposi la stella polare, il punto focale, il criterio costante a cui rifarsi nelle scelte, Egli darà equilibrio a tutta la relazione coniugale e familiare, per cui tutto avrà un ordine e coerenza quando si mette Lui davanti e non Gli si antepone nulla. Questa è la vera saggezza che vi rende ricchi davanti a Dio e vi concede una vita buona.
ANTONIO E LUISA
Anche il matrimonio è come una rete gettata nel mare: raccoglie tutto. La tenerezza, la complicità, la fede, ma anche le fragilità, le incomprensioni e le ferite. Sposarsi significa accogliere una persona intera, non soltanto ciò che ci piace. Questo non vuol dire giustificare ciò che fa male, ma imparare a discernere. Gli sposi possono nutrirsi dei “pesci buoni”: il dono dell’altro, la fedeltà, il perdono, la presenza di Dio. Quando il bene viene custodito, anche le difficoltà trovano il loro posto. Restano reali, ma non diventano tutta la verità della coppia e non riescono a distruggerla.
Acquista i nostri libri Il dono del corpo La grazia degli imperfetti Sentire per amare Tobia e Sara