Il mio miglior collega. Diario di un fidanzamento cristiano

IL MIO MIGLIOR COLLEGA. IL LAVORO E LO STUDIO A SERVIZIO DEL PROGETTO VERSO IL MATRIMONIO

Il lavoro diventa partecipazione all’opera stessa della salvezza, occasione per affrettare l’avvento del Regno, sviluppare le proprie potenzialità e qualità, mettendole al servizio della società e della comunione; il lavoro diventa occasione di realizzazione non solo per sé stessi, ma soprattutto per quel nucleo originario della società che è la famiglia.(Lettera apostolica Patris Corde, Papa Francesco)

Cari amici di Diario di un fidanzamento cristiano, non vi nego che questa volta trovare il tempo per mettersi a scrivere è stato difficile, perché il più delle volte mi sentivo stanca tornando da lavoro; dopo tanti anni di studi universitari comprensivi di un’ulteriore abilitazione sono stata finalmente chiamata per una supplenza nella scuola secondaria di primo grado e questa notizia l’ho accolta come un regalo della Provvidenza per me e per Alessandro.

Con lui fin dall’inizio del fidanzamento abbiamo valutato insieme i nostri percorsi di studio verso il raggiungimento dei primi lavori, consapevoli che in un tempo in cui alle giovani generazioni si allunga sempre più il periodo degli studi e la quantità dei titoli richiesti per ricoprire determinati lavori, in linea con le proprie aspirazioni, dobbiamo cercare un modo creativo per progettare insieme gli step da seguire.

Nel nostro caso specifico abbiamo sempre dato valore agli studi universitari, consapevoli che attraverso di essi avremmo potuto trovare in futuro dei buoni lavori per mantenere la nostra futura famiglia. Sapevamo allo stesso tempo che avremmo dovuto dare il meglio e con buona volontà e affidamento a Dio ci siamo riusciti. Io li ho conclusi, mentre Alessandro frequenta l’ultimo anno di studi musicali al conservatorio, oltre all’insegnamento in una scuola privata di musica. E’ stato lui, un po’ come san Giuseppe, ad ottenere il primo lavoro trai due e a porre così le basi lavorative. Nella lettera Patris Corde di Papa Francesco leggiamo a proposito di San Giuseppe: Il coraggio creativo emerge soprattutto quando si incontrano difficoltà. Infatti, davanti a una difficoltà ci si può fermare e abbandonare il campo, oppure ingegnarsi in qualche modo. Sono a volte proprio le difficoltà che tirano fuori da ciascuno di noi risorse che nemmeno pensavamo di avere.

Alcuni mesi fa abbiamo avuto l’opportunità di lavorare insieme per un Istituto di formazione, che si occupava di erogare nelle scuole alcuni corsi sulle competenze digitali previste dal PNRR; è stata un’esperienza davvero bella essere colleghi almeno per un periodo, perché attraverso un buon gioco di squadra quell’occasione lavorativa è diventata più leggera per entrambi.

Posso dire di aver avuto il collega migliore del mondo anche dal punto di vista professionale. Infine da questa riflessione sul lavoro e lo studio nel tempo del fidanzamento ne deriva una conseguente sul “tempo”. Quanto dovrebbe durare un fidanzamento cristiano? La risposta varia da coppia a coppia e dipende molto anche dalla differenza di età che c’è tra i due. Nel nostro caso, avendo la stessa età, il tempo è stato piuttosto lungo per arrivare a porre le basi economiche dei rispettivi lavori, eppure ogni giorno ci ha fatti crescere personalmente e come coppia.

Per me Alessandro non è solo fidanzato, ma anche “fratello” e  carissimo “amico”: adesso possiamo dire di amare l’altro e di conoscerlo come noi stessi.  Ecco che finalmente dopo più di sei anni di fidanzamento abbiamo posto le basi fondanti della nostra futura famiglia (di coppia, spirituali, economiche) e abbiamo fissato la data del matrimonio che sarà la prossima estate 2026.

Se qualcuno si domandasse se Alessandro mi ha fatto la classica proposta da film la risposta è no, perché fin da subito abbiamo desiderato camminare insieme verso il matrimonio. Il fidanzamento cristiano è esso stesso un cammino condiviso verso il Matrimonio! In questi ultimi mesi di attesa vi chiediamo di ricordarci nella preghiera e speriamo che Diario di un fidanzamento cristiano sia una piccola luce di speranza per tanti altri giovani che desiderano la piena realizzazione della loro vocazione. Grazie Signore Gesù, resta con noi.

Eleonora e Alessandro eleonoraealessandro4@gmail.com

BOLLETTINO DELLA COMMUNITY “ISACCO E REBECCA”

La Community WhatsApp dal titolo “Progetto Isacco e Rebecca” raccoglie i desideri profondi di tante persone cristiane in Italia, con il sogno di incontrare altri credenti che condividano i medesimi principi e valori in tema di relazioni e soprattutto la fede. Lascio il link.

CRITERI PER ENTRARE NELLA COMMUNITY

La community viene amministrata da noi (Eleonora e Alessandro) e da Antonio de Rosa. Nella community cerchiamo di favorire un clima di amicizia prima di tutto tra credenti, e in secondo luogo  di favorire la conoscenza tra persone libere che desiderano conoscersi e vivere un fidanzamento cristiano. Ci sono anche alcune persone che si sono rese disponibile come REFERENTI sia per il gruppo Senior sia per il gruppo giovani per aiutarci a gestire il tutto.

Chiediamo SOLO alle persone non separate di entrare nel gruppo Whats app:  non è possibile entrare se si ha  un sacramento in atto. Possono entrare coloro che hanno avuto la nullità matrimoniale alla Sacra Rota.

ETA’:

Nella community c’è una sezione generale in cui ci sono tutti gli iscritti e due sottogruppi:

  • Senior (dai 45 anni in su);
  • Giovani (gruppo 20-35 anni e gruppo 35-45 anni);. Tanti aderiscono a movimenti di preghiera specifici e sono particolarmente inseriti nella vita delle loro parrocchie.

SOTTOGRUPPI REGIONALI:

Abbiamo creato anche sottogruppi regionali per dare modo agli iscritti di conoscere anche persone della stessa regione e organizzare autonomamente videochiamate.

ATTIVITA’:

Periodicamente vengono organizzate videochiamate dai referenti per gruppo Senior e gruppo Giovani. Oltre a questo verrà proposto un giorno di ritrovo in presenza (probabilmente a Firenze) nel periodo delle vacanze natalizie.

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La preghiera dei fidanzati

«Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi […] Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».- Lc 18

Ora che il progetto della Community Isacco e Rebecca è ormai avviato (vedi in fondo all’articolo) riprendiamo la riflessione sul fidanzamento cristiano. Al centro di questo articolo vi sarà un pensiero sulla preghiera che i fidanzati possono vivere personalmente e in coppia.

Gesù trovava sempre uno spazio più profondo per pregare e stare con il Padre, ritirandosi dalla folla e anche dai suoi discepoli di tanto in tanto. La preghiera è il respiro del cristiano e ciò che alimenta la fede, senza di essa anche quest’ultima rischia di spegnersi o di non progredire. E’ quindi necessario che i fidanzati cerchino di viverla come parte fondante della loro vita personale e di coppia.

Nei primi mesi in cui mi fidanzai, Alessandro mi invitò a riflettere su una questione non banale, ovvero quale fosse l’immagine che io avevo di Dio e se tale immagine fosse veritiera. Si era reso conto che forse non avevo proprio un’immagine completa di Dio.

In effetti mi concentravo troppo sulla rappresentazione iconografica/esteriore di Gesù (penso al bellissimo dipinto della Divina Misericordia), tendendo così a tralasciare non solo l’immagine Trinitaria, ma anche l’idea di Dio come Padre. Nella preghiera mi rivolgevo a un “bellissimo” Gesù per come è stato rappresentato nei dipinti, anche con una certa libertà artistica, tralasciando così di scendere più in profondità.

Ho imparato quindi mentre pregavo ad avere più presente anche Dio Padre e a rivolgermi a Lui con fiducia. Gesù stesso del resto ci vuole portare verso il Padre insegnandoci a rivolgerci a lui come figli e insegnandoci la preghiera del Padre Nostro! Nel Catechismo della Chiesa Cattolica al punto 234 leggiamo:

«Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in se stesso. È quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina. È l’insegnamento fondamentale ed essenziale nella gerarchia delle verità di fede. Tutta la storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato ». 

Nel fidanzamento abbiamo imparato ad osservarci vicendevolmente a proposito del nostro stile personale di preghiera che è diverso dallo stile di preghiera di coppia dove abbiamo cercato di realizzare un’armonizzazione reciproca. Alessandro ha un modo di pregare diretto e più sintetico direi, io invece ho bisogno di un tempo maggiore e sono un po’ più prolissa. Questa diversità di stile non è stata facile da accogliere all’inizio, ma quando la sera dopo cena ci vediamo, generalmente la prima cosa che facciamo è proprio pregare insieme una o due decine del rosario oppure pregare la Compieta, in quanto la Liturgia delle ore è la preghiera comune di tutta la Chiesa. Ciò che è essenziale nella preghiera è pregare con il cuore. Ogni tanto apprezziamo scegliere qualche preghiera più specifica che riguarda proprio il cammino di fidanzamento come questa ad esempio:

PREGHIERA DEI FIDANZATI

INSIEME

Ti ringraziamo Signore del nostro amore, tuo splendido dono: ci colma di gioia profonda, ci rende simili a te che sei l’Amore, ci proietta fiduciosi nell’avventura della vita.

LEI

Ti ringrazio Signore per il dono dell’amore di  ……………(dire il nome del fidanzato) Vorrei tanto saperlo accogliere giorno per giorno nella quotidianità fatta di piccole cose e di tante preoccupazioni. Rendimi attenta alle sue ricchezze, riconoscente per la sua presenza, capace di vedere nelle sue fragilità l’occasione per amarlo ancora di più.

LUI

Ti ringrazio Signore per il dono dell’amore di…………… (dire il nome della fidanzata) vorrei essere per lei sostegno sicuro e alleato affidabile. Donami la lucidità per staccarmi dai miei pensieri e dalle mie inquietudini per farle spazio nel mio cuore e nella mente, così da incoraggiarla e sostenerla nei momenti difficili della nostra vita.

Personalmente durante la settimana cerco di partecipare alla messa feriale, generalmente una volta a settimana. Inoltre ho sempre amato particolarmente l’adorazione eucaristica. Ricordo molto bene che prima di conoscere Alessandro tante volte mentre facevo adorazione ho espresso il desiderio di conoscere la persona che il Signore aveva pensato per me. Sono stata esaudita al tempo opportuno. Tantissime grazie per noi e per gli altri passano attraverso l’adorazione eucaristica!

Un saluto e un abbraccio a tutti voi lettori, se lo desiderate scriveteci a eleonoraealessandro4@gmail.com

Eleonora e Alessandro

NOTIZIE SULLA COMMUNITY WHATS APP: PROGETTO ISACCO E REBECCA

La Community WhatsApp dal titolo “Progetto Isacco e Rebecca” raccoglie i desideri profondi di tante persone cristiane in Italia, con il sogno di incontrare altri credenti che condividano i medesimi principi e valori in tema di relazioni e soprattutto la fede. Lascio di seguito il link.

CRITERI PER ENTRARE NELLA COMMUNITY

La community viene amministrata da noi (Eleonora e Alessandro) e da Antonio de Rosa. Nella community cerchiamo di favorire un clima di amicizia prima di tutto tra credenti, e in secondo luogo  di favorire la conoscenza tra persone libere che desiderano conoscersi e vivere un fidanzamento cristiano.

Ci sono anche alcune persone che si sono rese disponibile come REFERENTI sia per il gruppo Senior sia per il gruppo giovani per aiutarci a gestire il tutto. Chiediamo SOLO alle persone non separate di entrare nel gruppo Whats app:  non è possibile entrare se si ha  un sacramento in atto. Possono entrare coloro che hanno avuto la nullità matrimoniale alla Sacra Rota.

ETA’:

Nella community c’è una sezione generale in cui ci sono tutti gli iscritti e due sottogruppi:

  • Senior (dai 45 anni in su);
  • Giovani (gruppo 20-35 anni e gruppo 35-45 anni);. Tanti aderiscono a movimenti di preghiera specifici e sono particolarmente inseriti nella vita delle loro parrocchie.

SOTTOGRUPPI REGIONALI:

Abbiamo creato anche sottogruppi regionali per dare modo agli iscritti di conoscere anche persone della stessa regione e organizzare autonomamente videochiamate.

ATTIVITA’:

Periodicamente vengono organizzate videochiamate dai referenti per gruppo Senior e gruppo Giovani. Oltre a questo verrà proposto un giorno di ritrovo in presenza (probabilmente a Firenze) nel periodo autunnale.

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Diario di un fidanzamento cristiano. Tutto è possibile per chi crede /2

Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma tu sarai chiamata Mio compiacimento
e la tua terra, Sposata […].- Isaia 62,3

Carissimi lettori, la volta scorsa ci siamo soffermati a riflettere sull’incontro tra Isacco e Rebecca narrato in Genesi e su come la Parola voglia darci indicazioni di saggezza nel ricercare un felice incontro. Inoltre abbiamo lanciato la creazione di una community WhatsApp dal titolo “Progetto Isacco e Rebecca” – clicca per entrare – che potesse raccogliere i desideri profondi di tante persone cristiane in Italia, con il sogno di incontrare altri credenti che condividano i medesimi principi e valori in tema di relazioni e soprattutto la fede.

La community viene amministrata da noi (Eleonora e Alessandro) e da Antonio de Rosa. Devo confessare che non pensavo che tale iniziativa avrebbe avuto un tale successo, ma il Signore mi ha un po’ sorpresa questa volta. Siamo arrivati a quasi un centinaio di membri provenienti da varie regioni italiane alla ricerca sia di belle amicizie, sia della persona che potrebbe essere quella giusta per loro.

Nella community cerchiamo di favorire un clima di amicizia prima di tutto tra credenti, e si sente che le basi sono già buone, perché anche solo mettere in contatto tutte queste persone favorisce il loro non sentirsi sole e isolate, cosa che succede facilmente anche nelle nostre parrocchie dove non è detto che il desiderio di un fidanzamento cristiano sia ricambiato.

Qui penso a molti giovani catechisti che purtroppo  scelgono la strada della convivenza, perché non hanno testimoni davanti a loro. I sacerdoti potrebbero forse tornare a parlare con più convinzione di queste cose, soprattutto ai giovani, senza paura di scontentare la massa, ma solo preoccupandosi di annunciare la Verità.  Chi entra nel gruppo WhatsApp si può subito rendere conto che seppure sparse nelle tante parrocchie d’Italia, persone con queste basi valoriali e che cercando  dei fidanzamenti cristiani nel 2025 esistono ancora.

CRITERI PER ENTRARE NELLA COMMUNITY:

Essere liberi o comunque aver ottenuto nullità matrimoniale alla Sacra Rota. Nella community c’è una sezione generale in cui ci sono tutti gli iscritti e due sottogruppi:

  • Senior (dai 45 anni in su);
  • Giovani (fino ai 45); ce ne sono molti e di loro esprimo un grandissimo apprezzamento per la serietà. Tanti aderiscono a movimenti di preghiera specifici e sono particolarmente inseriti nella vita delle loro parrocchie.

SOTTOGRUPPI REGIONALI:

Abbiamo creato anche sottogruppi regionali per dare modo agli iscritti di conoscere anche persone della stessa regione e organizzare autonomamente videochiamate.

ATTIVITA’:

Abbiamo organizzato una videochiamata collettiva a luglio partendo da una riflessione su un brano biblico e poi lasciando spazio alle presentazioni di tutti. E’ in programma una videochiamata collettiva al mese e più avanti ci piacerebbe organizzare un incontro in presenza, probabilmente presso un santuario. La videochiamata è stata particolarmente bella ed è stata occasione prima di tutto di scambio in amicizia tra cristiani. La testimonianza di una persona che ha perso la fidanzata a causa di una malattia ha toccato il cuore di tutti e ci siamo stretti intorno a questa sua grande sofferenza con tanto affetto e rispetto.

Dal prossimo articolo in poi ci sarà sempre uno spazio riservato al “bollettino della community Progetto Isacco e Rebecca”! L’iniziativa è completamente gratuita e noi amministratori la svolgiamo come servizio che possa essere di aiuto agli altri. Chi vuole più informazioni può scriverci a eleonoraealessandro4@gmail.com

ANELLO D’ORO

In questa seconda parte dell’articolo vorrei darvi notizia dell’esistenza di un movimento per incontri matrimoniali gestito dall’Istituto La Casa di Milano.  L’Istituto offre servizi per la famiglia e cura il progetto “Anello d’oro”, un servizio cattolico per favorire l’incontro tra persone che desiderano sposarsi e costruire un rapporto di coppia nel rispetto della dignità e della libertà individuali. Requisito essenziale per accedere al servizio è l’assenza di vincoli civili o religiosi. Le modalità di approccio si basano sul rapporto per corrispondenza nei primi contatti per poi arrivare all’incontro di persona. L’Anello d’Oro (clicca per visitare il sito) non è un’agenzia matrimoniale, anzi, richiede l’impegno personale di ricerca e di scelta fra gli iscritti.

L’Anello d’oro e l’Istituto La Casa di Milano sono nati per iniziativa di un sacerdote paolino, Don Paolo Liggeri, che ha fondato l’Istituto nel 1943, in una Milano che aveva subito i bombardamenti aerei. Il sacerdote aveva capito infatti che  era necessario prima di tutto ricostruire le famiglie prima delle case.

E’ possibile contattare il numero telefonico 02-55189202 da lunedì a venerdì tra le 11:00  e le 13:00 per avere più informazioni. Vi risponderà una delle volontarie, la gentilissima signora Teresa Zuretti. Chi vuole aderire a questo servizio dovrà versare annualmente una quota che andrà a sostegno di Istituto La Casa.

E’ possibile leggere sulla pagina web varie testimonianze di persone che si sono conosciute e poi sposate grazie a questo servizio. Lascio di seguito una delle testimonianze:

RUBRICA COLLOQUI COL PADRE – FAMIGLIA CRISTIANA

Sono la mamma di un ragazzo di 28 anni desideroso di trovare una ragazza per formare una famiglia, ma a causa del suo carattere timido per lui è un vero problema. Ho così pensato che un giornale completo come il vostro dovrebbe avere anche uno spazio per cuori solitari. Lei cosa ne pensa? Mery

Gestire una rubrica di questo genere, garantendone la serietà e l’attendibilità, è un compito troppo grande per il nostro giornale, che già offre molti servizi ai lettori. Nei Colloqui col padre, rubrica di dialogo e confronto con i lettori e tra i lettori su temi morali, religiosi e di attualità, ogni tanto si affronta anche l’argomento della ricerca dell’anima gemella, ma non è possibile fare di più. A tutti quelli che scrivono chiedendo consiglio su questo argomento lasciamo sempre l’indirizzo di un’associazione seria, cattolica, che può essere d’aiuto. L’associazione è “L’anello d’oro” e si trova presso l’Istituto La Casa. TRATTO DA FAMIGLIA CRISTIANA N. 49 / 1999

DON PAOLO LIGGERI: RIBELLE PER AMORE

Vorrei adesso spendere alcune parole per raccontarvi qualcosa sulla vita di Don Paolo Liggeri (1911-1996), fondatore di Istituto La Casa. Natonel 1911 ad Augusta, in provincia di Siracusa, lasciò presto la terra natale, perché ordinato sacerdote a Milano nel gennaio 1935, dove rimase fino alla morte. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, Milano era al centro di retate nazifasciste contro ebrei e dissidenti politici e, dal settembre 1943, venne anche bombardata. Non solo i perseguitati, ma l’intera cittadinanza subiva le conseguenze della guerra.

Gli sfollati aumentavano e don Paolo Liggeri era intenzionato ad aiutare concretamente tutti coloro che erano in difficoltà. Per questo motivo, dopo i bombardamenti si adoperò per la costruzione di un centro di accoglienza. Così, nacque “La Casa”: un centro di assistenza sociale situato in via Mercalli, nel centro di Milano, aperto ad accogliere i più bisognosi. Divenne presto il punto di riferimento e un luogo di ospitalità non solo per chi aveva perso la propria casa durante i bombardamenti, ma per tutti i perseguitati politici e razziali. Durante questi anni,

Don Paolo Liggeri offrì personalmente rifugio a sfollati e ai giovani renitenti alla leva della Repubblica di Salò e organizzò clandestinamente la fuga e l’espatrio di molti ebrei e  antifascisti. Per queste azioni, venne arrestato dai fascisti il 24 marzo 1944 con l’accusa di aver fornito aiuto agli ebrei e ai fuoriusciti dall’esercito, proteggendoli. Dapprima fu condotto al carcere di San Vittore a Milano e poi deportato nel campo di concentramento di Fossoli, in Emilia Romagna.

Gli anni successivi fu trasferito diverse volte fino alla sua liberazione, il 29 aprile 1945, dal lager di Dachau, in Germania. L’operato di Don Paolo Liggeri per la comunità continuò anche dopo la guerra e durò fino alla sua morte. Dopo la liberazione raccolse la propria esperienza della deportazione e nei lager nel libro “Il triangolo rosso”, edito da La Casa nel 1946.  L’Istituto divenne il primo Consultorio familiare prematrimoniale e matrimoniale in Italia, accreditato alla fine degli anni ’70 dalla Regione Lombardia. Morì a Milano il 3 settembre 1996.

Lascio anche un video di approfondimento sul tema dei sacerdoti cattolici deportati nei lager nazisti, una conferenza dell’associazione ANED (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) del 2022.

Con il  racconto della vita di questo straordinario sacerdote vi salutiamo e… al prossimo mese!

Eleonora e Alessandro

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Tutto è possibile per chi crede. Diario di un fidanzamento cristiano

Parte I

“Non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, ma andrai nella mia terra, tra la mia parentela, a scegliere una moglie per mio figlio Isacco”– Genesi 24,4

Cari lettori, la volta scorsa ci siamo soffermati sul VI comandamento e sui tanti doni che esso ci vuole fare se lo accogliamo. In questo articolo vorremmo offrire una luce di speranza a quelle persone, giovani e adulte, le quali per tante ragioni non hanno trovato una persona con la quale poter intraprendere un fidanzamento cristiano, pur desiderandolo fortemente.

In effetti nella nostra società chi sente nel cuore questo desiderio deve fare i conti con una realtà sociale totalmente in opposizione. E’ molto difficile incontrare qualcuno che non solo sia credente, ma che lo sia anche nei fatti e quindi voglia vivere davvero i valori cristiani e gli insegnamenti della Chiesa, specialmente intorno alla tematica delle relazioni e del fidanzamento.

C’è un linguaggio mediatico che assolutamente non ci aiuta in questo, questo linguaggio ci invita a vivere secondo i nostri desideri del momento, ci incoraggia a intraprendere relazioni fisiche con qualsivoglia persona, tanto quello che conta è divertirsi no? Ci propone la strada della convivenza come prova del nove, ci incoraggia a non sposarci affatto. Vorremmo ribadire con molta chiarezza che chi vive un fidanzamento cristiano impara a conoscere l’interiorità dell’altro come se stesso, scioglie tutti i nodi e i problemi in anticipo e non ha alcuna necessità, assolutamente nessuna, di scegliere la convivenza prima del matrimonio!

E’ una garanzia di felicità che il mondo non conosce e dalla quale nascono sorgenti di grazie in tante modalità diverse. Lascio un riferimento a un’intervista che ci è stata fatta da Cecilia Galatolo su Punto Famiglia:

Ritorniamo allora alla Parola di Dio che ci dà indicazioni di saggezza anche in tema “fidanzamenti”. Nel contesto del popolo ebraico ritorna quasi sempre l’invito a cercare moglie/marito all’interno del popolo d’Israele, in quanto si condividono gli stessi valori e la stessa fede; non viene vista compatibile l’unione con gli altri popoli (es: cananei, amorrei, ecc…).

Questa indicazione di saggezza la dovremmo applicare anche alla scelta del nostro fidanzato/fidanzata, dunque scegliere una persona che voglia intraprendere un cammino di fidanzamento basato sulla fede e sugli insegnamenti cristiani, altrimenti incontreremmo una serie di ostacoli a catena che non ci aiuterebbero a sbocciare in prima persona (non condivisione della scelta della castità prematrimoniale, proposta di convivenza, inutilità del matrimonio, incapacità di comprendere il significato teologico del matrimonio sacramento, probabilmente meglio fare viaggi e avere animali piuttosto di avere dei figli, divergenze sull’educazione morale dei figli ecc…).

Vorrei proporvi di rileggere Genesi capitolo 24, nel quale si racconta di come Abramo incarichi un servo di scegliere la moglie per suo figlio Isacco. Si raccomanda di sceglierla all’interno del popolo ebraico e di andare a cercarla nella sua terra d’origine, la famosa Mesopotamia. E’ molto bello il riferimento ad una protezione divina in questa delicata missione: «Egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa prendere là una moglie per mio figlio.» Se il matrimonio è la nostra vocazione Dio non si dimenticherà di aiutarci in questo, la sua benedizione sarà con noi anche nel trovare la persona giusta. Non dimentichiamoci di pregare…la nostra preghiera sincera otterrà quanto chiediamo secondo il nostro bene.

La scelta della moglie per Isacco cade su Rebecca, una pronipote di Abramo. Rebecca si dimostra accogliente e gentile nei confronti del servo di Abramo e gli dà da bere presso un pozzo d’acqua. Il pozzo, così come la sorgente d’acqua ritornano diverse volte nella Bibbia; all’elemento  “acqua” sono associate  grazie particolari (il Battesimo, la ferita del costato di Cristo dalla quale sgorgano sangue ed acqua, l’apparizione della Madonna alla piccola Bernadette a Lourdes, nella quale Maria invita la pastorella a scavare nella terra per far sgorgare una sorgente d’acqua ecc…). Rebecca accoglie con libera  volontà la proposta di fidanzamento e si reca a incontrare Isacco. Leggiamo quindi:

«Intanto Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roì; abitava infatti nella regione del Negheb. Isacco uscì sul far della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli. Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. E disse al servo: “Chi è quell’uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?”. Il servo rispose: “È il mio padrone”. Allora ella prese il velo e si coprì. Il servo raccontò a Isacco tutte le cose che aveva fatto. Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò. »

Rebecca si copre il viso con un velo quando vede Isacco per la prima volta, perché si tratta di un gesto di  rispetto e di decoro, tipico del contesto culturale dell’epoca. Questo atto indica che  riconosce Isacco come futuro marito e che si presenta a lui con umiltà. Il velo non è solo un indumento, ma un simbolo di modestia e di accettazione del ruolo di moglie. 

È un modo per Rebecca di comunicare il suo consenso al matrimonio e il suo rispetto per Isacco, prima ancora che inizino a parlare. Questo gesto è simile a quello di altre figure bibliche, come Mosè che si copriva il volto davanti a Dio, sottolineando il carattere sacro e solenne dell’incontro. Lascio di seguito un video di approfondimento molto interessante sull’incontro tra Isacco e Rebecca:

Detto ciò, io e Alessandro, abbiamo pensato di dare la possibilità ai giovani e alle giovani che leggono Diario di un fidanzamento cristiano di conoscere altre persone che condividano gli stessi valori cristiani e il desiderio di vivere un fidanzamento cristiano. Abbiamo creato una community  Whats App nella quale può entrare chi sente nel cuore questo desiderio particolare. Di seguito il link di invito:

https://chat.whatsapp.com/BuhxrUClIwO5Laj5a08JrF?mode=ac_t

Si tratta di un’opportunità non scontata, ma che davvero può portare molta gioia e speranza nella vita dei giovani.

Chiediamo a chi entra nella community di scrivere una breve presentazione di sé indicando: Nome, età, città di domicilio, studi e professione, passioni e notizie di sé che  desidera condividere.

Il successo di questa community, con questa finalità specifica, dipenderà da quante persone si iscriveranno. Vi invitiamo a non avere paura né a vergognarvi, sarà un gruppo all’insegna della gentilezza. Una volta che un numero congruo di persone sarà entrato e che esse si saranno presentate, avrete la possibilità di scrivere privatamente a chi desiderate.

Vi aspettiamo!

Nel prossimo articolo, la parte II di “Tutto è possibile per chi crede”, parleremo di una proposta simile per persone dai 30 ai 50 anni, gestita da un’associazione di Milano, Istituto La Casa.

Scriveteci a eleonoraealessandro4@gmail.com

Un abbraccio,

Eleonora e Alessandro

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Diario di un Fidanzamento Cristiano – Nati per Amare in Pienezza

VI COMANDAMENTO: NON COMETTERE ATTI IMPURI

“Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”- Gv 15,10.

Cari lettori, la volta scorsa (clicca per leggere gli articoli precedenti) vi ho raccontato la gioia del primo bacio con Alessandro e la preziosa serata del 15 agosto 2019. In questo articolo tratterò di un tema bellissimo, ovvero quali sono le modalità per custodire e far crescere l’amore nel fidanzamento, così che esso arrivi pronto per il Sacramento del Matrimonio.

Quando riceviamo un sacramento infatti, scende lo Spirito Santo che ci trasforma interiormente, ma Egli agisce su quello che trova: poiché corpo e anima non sono scindibili nella vita terrena, le due cose sono sempre collegate. Il modo in cui facciamo maturare la nostra dimensione umana, caratteriale e relazionale, così come quello in cui scegliamo di vivere la corporeità, è frutto di un cammino e di una crescita che, nel tempo del fidanzamento, siamo chiamati a vivere bene per una sola ragione: essere felici. Vi ricordate l’immagine della Perla Preziosa di cui parla Gesù?

«Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.»  Mt 13

Possiamo associare la perla preziosa alla nostra vocazione verso la sponsalità. Quindi che cosa siamo chiamati a vendere per comprarla? Cosa siamo disposti a buttare per essere felici?

La risposta ci viene dal temutissimo SESTO comandamento, ovvero “Non commettere atti impuri”! Dico temutissimo, perché molte persone, anche “cristiane” lo considerano un impedimento, un ostacolo alla realizzazione del piacere personale. Altri lo ritengono sorpassato, un retaggio dei secoli passati, nei quali forse era ancora possibile viverlo perché magari i fidanzamenti duravano molto poco…No, niente di tutto questo!

Spesso sentiamo i comandamenti indicati anche con un’espressione più profonda: parole di vita. E in effetti, anche il VI comandamento è una parola che ci è stata donata per guidarci verso la felicità. Sì, perché ogni persona è veramente felice quando si sente amata e quando riesce ad amare. Ed è proprio questa la bussola che ci orienta nel cammino dell’amore autentico.

Ecco che allora ci sono dei no da dire per un sì più grande. Cito un articolo – del quale metto il link – anche se credo che tutti sappiano quali sono questi no:

«Il sesto comandamento non proibisce solo l’adulterio, ma anche tutto l’uso indebito della sessualità con altri o da soli.  Ad esempio la masturbazione continua a essere un uso indebito della sessualità e quindi un peccato da confessare.»

Come fidanzati siamo forse dei supereroi? Così bravi e senza macchia da essere perfetti? La risposta è no, ecco perché esiste il bellissimo Sacramento della Riconciliazione. Posso dire però che Alessandro ed io abbiamo dato peso e valore al VI comandamento e cerchiamo di viverlo sempre meglio. Quali solo i regali? Sapete che quando si sceglie di camminare nella strada di Gesù c’è sì una fatica a volte («Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» Mt 11), ma si sperimenta una serenità e una gioia che non viene da noi. Provo di seguito a raccontare i doni che questo comandamento ci vuole fare se lo accogliamo:

  • Superare l’egocentrismo e imparare a vedere l’altro con i suoi difetti e pregi;
  • Migliorarci per l’altro lì dove siamo carenti;
  • Dare valore al dialogo per sciogliere tutti i nodi prima del matrimonio;
  • Coltivare il linguaggio verbale e non verbale della tenerezza e della dolcezza;
  • Scorgere nell’altro una bellezza sempre più grande;
  • Vivere come se le fiabe che abbiamo amato nella nostra infanzia fossero davvero reali;
  • Comprendere che questo amore si prepara all’indissolubilità e all’eternità;
  • Sperimentare cosa significa amare davvero una persona.

Tutto ciò vi sembra cosa da poco? Credo di poter affermare che queste siano le basi di un matrimonio felice che non si distruggerà mai anche quando arriveranno le tempeste della vita.

Ringrazio una cara amica che, da qualche tempo, si sta riavvicinando alla fede e che, durante il viaggio di ritorno da un pellegrinaggio a Roma per il Giubileo, mi ha chiesto il significato della Confessione. Le ho spiegato che, in genere, l’esame di coscienza si compie a partire dai comandamenti. Poi siamo arrivate a parlare del VI, e in quel momento le ho detto: «Ti spiego con calma, perché questo è difficile. Non voglio banalizzare la spiegazione»

Poi attraverso messaggi audio le ho spiegato al meglio delle mie possibilità. Basta semplicemente riflettere usando solo il nostro intelletto, per capire che la castità nel fidanzamento porta benefici umani, relazionali e spirituali. Per questo vi lascio dei link a dei video particolarmente preziosi, un link a un articolo e il link alla pagina del “Catechismo della Chiesa Cattolica”.

Al numero 2331 del Catechismo leggiamo una frase bellissima: «Dio è amore e vive in se stesso un mistero di comunione e di amore. Creandola a sua immagine […] Dio iscrive nell’umanità dell’uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell’amore e della comunione». 

Il prossimo mese vi darò notizia di un servizio svolto da un’associazione di Milano, la quale mette in contatto scritto persone dai 30 ai 50 anni più o meno che condividono principi cattolici e che per varie ragioni non hanno ancora conosciuto la persona giusta per loro. Tutto ciò alla prossima puntata!

Un abbraccio affettuoso,

Eleonora e Alessandro

(Accogliamo volentieri opinioni o domande sui nostri articoli. Potete scriverci a eleonoraealessandro4@gmail.com o commentare nel blog.)

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NEWS!!!

Abbiamo aperto una community Telegram nella quale condividere pensieri e contenuti sul fidanzamento e sul matrimonio. E’ rivolta soprattutto ai giovani, anche a coloro che non sono fidanzati, ma che apprezzano la bellezza di queste tematiche. Metto qui il QR CODE che vi rimanda subito a Telegram.

VI ASPETTIAMO!!!

Diario di un fidanzamento cristiano – Bacio di stelle

Dopo tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione […] lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Genesi 15

Cari lettori, la volta scorsa (clicca qui per leggere quanto già pubblicato) ci siamo interrotti al momento del primo incontro tra me e Alessandro. Come già accennato abbiamo iniziato a uscire con frequenza per conoscerci soprattutto nell’estate 2019. Ricordo che spesso ci davamo appuntamento per fare delle passeggiate dopo cena lungo le piste ciclabili della zona, immerse nel verde. Durante quelle occasioni provavo sempre delle belle emozioni, soprattutto sentivo molta serenità, perché Alessandro è una persona che riesce a trasmettere la sua tranquillità e la sua positività.

Ero sempre molto felice quando si presentava il momento di uscire da casa per andare a incontrarlo. Durante quelle passeggiate ho scoperto una delle sue passioni più affascinanti: conosceva in modo sorprendente il cielo stellato e sapeva raccontarne i mutamenti a seconda delle stagioni. Fu lui a insegnarmi a riconoscere il “Triangolo estivo” e i nomi delle tre stelle che lo formano: Deneb, Vega e Altair.

Gran parte dei nomi stellari provengono infatti dalla cultura greca e araba. Non so se vi è capitato nelle notti precedenti o successive a San Lorenzo (10 agosto) di mettervi all’aperto ad osservare con gli occhi all’insù il cielo notturno, forse questa è un’abitudine che si è un po’ persa, ma basta poco per rimanere meravigliati:

«Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato» (Salmo 8)

Penso di poter dire che ci siamo innamorati rapidamente, in realtà avevo la sensazione di conoscerlo da tanto tempo…

La sera del 15 agosto 2019, solennità dell’Assunzione di Maria al cielo, abbiamo deciso di andare alla messa dopo cena, organizzata dalla parrocchia della quale Alessandro fa parte. In tale occasione viene organizzata ogni anno la S. Messa, presso una croce illuminata, su un colle della zona, e le persone portano in processione fiaccole accese, un’immagine molto bella da vedere. Dopo la liturgia ci siamo spostati a fare una delle nostre osservazioni stellari e in quella sera così speciale è sbocciato il nostro primo bacio…penso di poter dire sotto lo sguardo di Maria.

E’ nell’ordinarietà della vita quotidiana e nelle occasioni di fede che siamo chiamati a vivere che possiamo fare esperienza dell’amore di Dio per noi. Egli non è lontano da noi, si lascia trovare da chi lo cerca. Grazie Signore per il dono del nostro incontro.

Il prossimo mese parleremo di un tema speciale, il VI comandamento. Alla prossima,

Eleonora e Alessandro

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Diario di un fidanzamento cristiano. L’incontro.

«Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». – Matteo 13

Cari lettori,

in questo primo articolo dedicato al fidanzamento cristiano vorrei soffermarmi in parte sulla  storia del mio fidanzamento con Alessandro e in parte su considerazioni generali che spero possano essere una luce di fiducia per incoraggiare sempre più  persone a intraprendere il loro fidanzamento secondo il Vangelo e secondo i consigli della Chiesa Cattolica.

Prima di tutto voglio dirvi che sono figlia di una coppia di sposi separata. La loro separazione è avvenuta pochi anni fa dopo molti anni di matrimonio, ma i miei genitori non avevano davvero costruito la loro relazione sul Signore Gesù, non pregavano insieme e non hanno vissuto un fidanzamento cristiano.

I loro continui litigi negli anni passati, specialmente quando ero adolescente mi hanno segnata profondamente, ma ho avuto la grazia di affidarmi sempre nella preghiera a Dio anche in quei momenti. Mi sono interrogata molto su quale fosse la mia vera vocazione e in questo percorso sono stata aiutata dai frati cappuccini toscani, uno di loro in particolare mi ha aiutata nel discernimento interiore e gli eventi che ho vissuto nel corso del tempo mi hanno fatto capire nel cuore che la strada per me era quella del matrimonio, forse anche perché con il mio percorso di vita avrei dovuto “riparare la casa interiore” , un po’ come quando Dio disse a San Francesco:

«Francesco, va’ ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina» (2 Cel. 3).

Nell’ultimo anno delle superiori e nel primo anno di Università sono stata in una relazione con un compagno di scuola, ma non la posso definire fidanzamento, per i seguenti motivi: quel ragazzo non aveva fede e faceva fatica a rispettare i miei propositi fermi di una relazione casta e il secondo motivo era che mio cuore era molto agitato, turbato da quale fosse il mio percorso vocazionale.

Probabilmente una parte dell’inquietudine che sentivo era data anche dal fatto che quella relazione non mi faceva del bene e quindi quella persona non era quella giusta per me. Fu quel ragazzo a decidere di lasciarmi, era maggio 2019. Nei mesi precedenti quando ormai avevo capito che quel legame stava per finire già avevo iniziato a chiedere a Dio nella preghiera di farmi incontrare la persona giusta, una persona con la quale poter condividere la mia vita.

Ricordo che cercai su internet una preghiera a Sant’Antonio di Padova, un santo soprannominato dai sudamericani Casamenteiro (che significa “colui che favorisce i matrimoni”), in quanto esiste una tradizione legata a un miracolo compiuto dal santo a favore di una fanciulla che necessitava di una dote per potersi sposare.

Il Signore Gesù mi aveva già preparato la strada, ben prima di questa mia preghiera; infatti a dicembre 2018,  presso la Chiesa di San Carlo dei frati cappuccini dove svolgevo il servizio di  catechista, arrivò una domenica mattina, un nuovo organista chiamato a sostituire la persona che abitualmente suonava in chiesa e che in quel periodo non poteva venire.  La messa come sempre era alle 11.30, ma poiché prima erano necessarie alcune prove ricordo che lasciai un attimo i bambini del catechismo in una stanza e mi avviai alla porta ad accogliere quella persona nuova. Mi colpì molto il bel sorriso che quel giovane ragazzo dai modi gentili aveva. Mi presentai e lo accompagnai all’organo. Dopo qualche parola capimmo che eravamo dello stesso anno, 1998, lui di maggio, io di dicembre. Quella fu la prima volta che lo vidi. Il suo nome era Alessandro.

Vi aspetto il prossimo mese con il proseguo del mio diario. Un caro saluto.

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Eleonora e Alessandro

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