Diario di un Fidanzamento Cristiano – Nati per Amare in Pienezza

VI COMANDAMENTO: NON COMETTERE ATTI IMPURI

“Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”- Gv 15,10.

Cari lettori, la volta scorsa (clicca per leggere gli articoli precedenti) vi ho raccontato la gioia del primo bacio con Alessandro e la preziosa serata del 15 agosto 2019. In questo articolo tratterò di un tema bellissimo, ovvero quali sono le modalità per custodire e far crescere l’amore nel fidanzamento, così che esso arrivi pronto per il Sacramento del Matrimonio.

Quando riceviamo un sacramento infatti, scende lo Spirito Santo che ci trasforma interiormente, ma Egli agisce su quello che trova: poiché corpo e anima non sono scindibili nella vita terrena, le due cose sono sempre collegate. Il modo in cui facciamo maturare la nostra dimensione umana, caratteriale e relazionale, così come quello in cui scegliamo di vivere la corporeità, è frutto di un cammino e di una crescita che, nel tempo del fidanzamento, siamo chiamati a vivere bene per una sola ragione: essere felici. Vi ricordate l’immagine della Perla Preziosa di cui parla Gesù?

«Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.»  Mt 13

Possiamo associare la perla preziosa alla nostra vocazione verso la sponsalità. Quindi che cosa siamo chiamati a vendere per comprarla? Cosa siamo disposti a buttare per essere felici?

La risposta ci viene dal temutissimo SESTO comandamento, ovvero “Non commettere atti impuri”! Dico temutissimo, perché molte persone, anche “cristiane” lo considerano un impedimento, un ostacolo alla realizzazione del piacere personale. Altri lo ritengono sorpassato, un retaggio dei secoli passati, nei quali forse era ancora possibile viverlo perché magari i fidanzamenti duravano molto poco…No, niente di tutto questo!

Spesso sentiamo i comandamenti indicati anche con un’espressione più profonda: parole di vita. E in effetti, anche il VI comandamento è una parola che ci è stata donata per guidarci verso la felicità. Sì, perché ogni persona è veramente felice quando si sente amata e quando riesce ad amare. Ed è proprio questa la bussola che ci orienta nel cammino dell’amore autentico.

Ecco che allora ci sono dei no da dire per un sì più grande. Cito un articolo – del quale metto il link – anche se credo che tutti sappiano quali sono questi no:

«Il sesto comandamento non proibisce solo l’adulterio, ma anche tutto l’uso indebito della sessualità con altri o da soli.  Ad esempio la masturbazione continua a essere un uso indebito della sessualità e quindi un peccato da confessare.»

Come fidanzati siamo forse dei supereroi? Così bravi e senza macchia da essere perfetti? La risposta è no, ecco perché esiste il bellissimo Sacramento della Riconciliazione. Posso dire però che Alessandro ed io abbiamo dato peso e valore al VI comandamento e cerchiamo di viverlo sempre meglio. Quali solo i regali? Sapete che quando si sceglie di camminare nella strada di Gesù c’è sì una fatica a volte («Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» Mt 11), ma si sperimenta una serenità e una gioia che non viene da noi. Provo di seguito a raccontare i doni che questo comandamento ci vuole fare se lo accogliamo:

  • Superare l’egocentrismo e imparare a vedere l’altro con i suoi difetti e pregi;
  • Migliorarci per l’altro lì dove siamo carenti;
  • Dare valore al dialogo per sciogliere tutti i nodi prima del matrimonio;
  • Coltivare il linguaggio verbale e non verbale della tenerezza e della dolcezza;
  • Scorgere nell’altro una bellezza sempre più grande;
  • Vivere come se le fiabe che abbiamo amato nella nostra infanzia fossero davvero reali;
  • Comprendere che questo amore si prepara all’indissolubilità e all’eternità;
  • Sperimentare cosa significa amare davvero una persona.

Tutto ciò vi sembra cosa da poco? Credo di poter affermare che queste siano le basi di un matrimonio felice che non si distruggerà mai anche quando arriveranno le tempeste della vita.

Ringrazio una cara amica che, da qualche tempo, si sta riavvicinando alla fede e che, durante il viaggio di ritorno da un pellegrinaggio a Roma per il Giubileo, mi ha chiesto il significato della Confessione. Le ho spiegato che, in genere, l’esame di coscienza si compie a partire dai comandamenti. Poi siamo arrivate a parlare del VI, e in quel momento le ho detto: «Ti spiego con calma, perché questo è difficile. Non voglio banalizzare la spiegazione»

Poi attraverso messaggi audio le ho spiegato al meglio delle mie possibilità. Basta semplicemente riflettere usando solo il nostro intelletto, per capire che la castità nel fidanzamento porta benefici umani, relazionali e spirituali. Per questo vi lascio dei link a dei video particolarmente preziosi, un link a un articolo e il link alla pagina del “Catechismo della Chiesa Cattolica”.

Al numero 2331 del Catechismo leggiamo una frase bellissima: «Dio è amore e vive in se stesso un mistero di comunione e di amore. Creandola a sua immagine […] Dio iscrive nell’umanità dell’uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell’amore e della comunione». 

Il prossimo mese vi darò notizia di un servizio svolto da un’associazione di Milano, la quale mette in contatto scritto persone dai 30 ai 50 anni più o meno che condividono principi cattolici e che per varie ragioni non hanno ancora conosciuto la persona giusta per loro. Tutto ciò alla prossima puntata!

Un abbraccio affettuoso,

Eleonora e Alessandro

(Accogliamo volentieri opinioni o domande sui nostri articoli. Potete scriverci a eleonoraealessandro4@gmail.com o commentare nel blog.)

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NEWS!!!

Abbiamo aperto una community Telegram nella quale condividere pensieri e contenuti sul fidanzamento e sul matrimonio. E’ rivolta soprattutto ai giovani, anche a coloro che non sono fidanzati, ma che apprezzano la bellezza di queste tematiche. Metto qui il QR CODE che vi rimanda subito a Telegram.

VI ASPETTIAMO!!!

Diario di un fidanzamento cristiano – Bacio di stelle

Dopo tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione […] lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Genesi 15

Cari lettori, la volta scorsa (clicca qui per leggere quanto già pubblicato) ci siamo interrotti al momento del primo incontro tra me e Alessandro. Come già accennato abbiamo iniziato a uscire con frequenza per conoscerci soprattutto nell’estate 2019. Ricordo che spesso ci davamo appuntamento per fare delle passeggiate dopo cena lungo le piste ciclabili della zona, immerse nel verde. Durante quelle occasioni provavo sempre delle belle emozioni, soprattutto sentivo molta serenità, perché Alessandro è una persona che riesce a trasmettere la sua tranquillità e la sua positività.

Ero sempre molto felice quando si presentava il momento di uscire da casa per andare a incontrarlo. Durante quelle passeggiate ho scoperto una delle sue passioni più affascinanti: conosceva in modo sorprendente il cielo stellato e sapeva raccontarne i mutamenti a seconda delle stagioni. Fu lui a insegnarmi a riconoscere il “Triangolo estivo” e i nomi delle tre stelle che lo formano: Deneb, Vega e Altair.

Gran parte dei nomi stellari provengono infatti dalla cultura greca e araba. Non so se vi è capitato nelle notti precedenti o successive a San Lorenzo (10 agosto) di mettervi all’aperto ad osservare con gli occhi all’insù il cielo notturno, forse questa è un’abitudine che si è un po’ persa, ma basta poco per rimanere meravigliati:

«Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato» (Salmo 8)

Penso di poter dire che ci siamo innamorati rapidamente, in realtà avevo la sensazione di conoscerlo da tanto tempo…

La sera del 15 agosto 2019, solennità dell’Assunzione di Maria al cielo, abbiamo deciso di andare alla messa dopo cena, organizzata dalla parrocchia della quale Alessandro fa parte. In tale occasione viene organizzata ogni anno la S. Messa, presso una croce illuminata, su un colle della zona, e le persone portano in processione fiaccole accese, un’immagine molto bella da vedere. Dopo la liturgia ci siamo spostati a fare una delle nostre osservazioni stellari e in quella sera così speciale è sbocciato il nostro primo bacio…penso di poter dire sotto lo sguardo di Maria.

E’ nell’ordinarietà della vita quotidiana e nelle occasioni di fede che siamo chiamati a vivere che possiamo fare esperienza dell’amore di Dio per noi. Egli non è lontano da noi, si lascia trovare da chi lo cerca. Grazie Signore per il dono del nostro incontro.

Il prossimo mese parleremo di un tema speciale, il VI comandamento. Alla prossima,

Eleonora e Alessandro

(Accogliamo volentieri opinioni o domande sui nostri articoli. Potete scriverci a eleonoraealessandro4@gmail.com). Chi lo desidera può commentare direttamente tramite il blog.

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Diario di un fidanzamento cristiano. L’incontro.

«Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». – Matteo 13

Cari lettori,

in questo primo articolo dedicato al fidanzamento cristiano vorrei soffermarmi in parte sulla  storia del mio fidanzamento con Alessandro e in parte su considerazioni generali che spero possano essere una luce di fiducia per incoraggiare sempre più  persone a intraprendere il loro fidanzamento secondo il Vangelo e secondo i consigli della Chiesa Cattolica.

Prima di tutto voglio dirvi che sono figlia di una coppia di sposi separata. La loro separazione è avvenuta pochi anni fa dopo molti anni di matrimonio, ma i miei genitori non avevano davvero costruito la loro relazione sul Signore Gesù, non pregavano insieme e non hanno vissuto un fidanzamento cristiano.

I loro continui litigi negli anni passati, specialmente quando ero adolescente mi hanno segnata profondamente, ma ho avuto la grazia di affidarmi sempre nella preghiera a Dio anche in quei momenti. Mi sono interrogata molto su quale fosse la mia vera vocazione e in questo percorso sono stata aiutata dai frati cappuccini toscani, uno di loro in particolare mi ha aiutata nel discernimento interiore e gli eventi che ho vissuto nel corso del tempo mi hanno fatto capire nel cuore che la strada per me era quella del matrimonio, forse anche perché con il mio percorso di vita avrei dovuto “riparare la casa interiore” , un po’ come quando Dio disse a San Francesco:

«Francesco, va’ ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina» (2 Cel. 3).

Nell’ultimo anno delle superiori e nel primo anno di Università sono stata in una relazione con un compagno di scuola, ma non la posso definire fidanzamento, per i seguenti motivi: quel ragazzo non aveva fede e faceva fatica a rispettare i miei propositi fermi di una relazione casta e il secondo motivo era che mio cuore era molto agitato, turbato da quale fosse il mio percorso vocazionale.

Probabilmente una parte dell’inquietudine che sentivo era data anche dal fatto che quella relazione non mi faceva del bene e quindi quella persona non era quella giusta per me. Fu quel ragazzo a decidere di lasciarmi, era maggio 2019. Nei mesi precedenti quando ormai avevo capito che quel legame stava per finire già avevo iniziato a chiedere a Dio nella preghiera di farmi incontrare la persona giusta, una persona con la quale poter condividere la mia vita.

Ricordo che cercai su internet una preghiera a Sant’Antonio di Padova, un santo soprannominato dai sudamericani Casamenteiro (che significa “colui che favorisce i matrimoni”), in quanto esiste una tradizione legata a un miracolo compiuto dal santo a favore di una fanciulla che necessitava di una dote per potersi sposare.

Il Signore Gesù mi aveva già preparato la strada, ben prima di questa mia preghiera; infatti a dicembre 2018,  presso la Chiesa di San Carlo dei frati cappuccini dove svolgevo il servizio di  catechista, arrivò una domenica mattina, un nuovo organista chiamato a sostituire la persona che abitualmente suonava in chiesa e che in quel periodo non poteva venire.  La messa come sempre era alle 11.30, ma poiché prima erano necessarie alcune prove ricordo che lasciai un attimo i bambini del catechismo in una stanza e mi avviai alla porta ad accogliere quella persona nuova. Mi colpì molto il bel sorriso che quel giovane ragazzo dai modi gentili aveva. Mi presentai e lo accompagnai all’organo. Dopo qualche parola capimmo che eravamo dello stesso anno, 1998, lui di maggio, io di dicembre. Quella fu la prima volta che lo vidi. Il suo nome era Alessandro.

Vi aspetto il prossimo mese con il proseguo del mio diario. Un caro saluto.

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Eleonora e Alessandro

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