Siamo alla fine della prima fuga di Pinocchio. Costui viene fermato da un carabiniere sotto gli occhi dei passanti. Geppetto lo rimprovera, ma…
E gli altri soggiunsero malignamente: “Quel Geppetto pare un galantuomo, ma è un vero tiranno coi ragazzi! Se gli lasciano quel povero burattino tra le mani, è capacissimo di farlo a pezzi!… Insomma, tanto dissero e tanto fecero che il carabiniere rimise in libertà Pinocchio e condusse in prigione quel pover’uomo di Geppetto.”
Siamo di fronte a un’ingiustizia e subito il nostro sentimento si fa vicino al falegname che tanto aveva desiderato un figliolo, ma deve fare i conti con le monellerie proprio di quel figlio tanto desiderato. Se teniamo ancora Geppetto come figura del Padre, in questo atto di ingiustizia possiamo vedere come il mondo “metta in prigione” Dio perché considerato cattivo e tiranno, lasciando così impuniti e a piede libero non tanto i peccatori (tutti lo siamo) ma i peccati. Il mondo vuole convincerci, quindi, che Dio, limitando la nostra libertà, sia cattivo e crudele. Vuole distruggere in noi il senso del peccato, cosicché il peccato diventa solo “un’invenzione della Chiesa e dei preti”.
Solo chi non ha fatto esperienza dell’amore del Padre si lascia ingannare da questo tranello, ma non è una novità che il potere mondano metta in prigione Dio. Del resto, non è successo lo stesso circa 2000 anni fa quando le potenze del mondo misero in croce il Signore della gloria? Il potere mondano cerca sempre di nascondere la Verità, di falsarla o di piegarla per propri interessi. Ad esempio, il potere dei mezzi di informazione soffoca la voce della verità sotto le notizie e raramente trova la forza di dare importanza a ciò che è vero quando non è interessante (non vende). Non ha la forza di rinunciare a ciò che è interessante solo perché non è vero. Non è una novità per i cristiani; ci aveva già avvertito lo stesso Gesù: << I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori >> (Lc 22,25).
Caro sposi, dobbiamo sempre restare in guardia di fronte al pensiero mondano. Bisogna tenere le antenne orientate sulle frequenze della Verità, così da non lasciarci ingannare dal primo che passa e che si riempie la bocca di paroloni su Dio e la Chiesa senza nemmeno essere battezzato, senza vivere una vita di fede all’interno della Chiesa. Troppi matrimoni zoppicano perché i due sposi si sono lasciati convincere a mettere Dio in prigione. Egli non è più il loro punto fermo, la loro certezza, la loro fonte di amore reciproco. Invece, è diventato nel migliore dei casi un estraneo e per alcuni, addirittura un nemico che mina le loro (presunte) libertà.
È capacissimo di farlo a pezzi! … In effetti, il Signore è capacissimo di farci a pezzi, ma non lo fa perché aspetta con pazienza la nostra conversione, e ogni giorno che ci dona potrebbe essere l’ultimo per convertirsi. Potremmo anche trovare un secondo senso in quel: è capacissimo di farlo a pezzi!… Nel senso che è capacissimo di fare a pezzi il nostro uomo vecchio, i nostri peccati, le nostre infedeltà, tutto ciò che in noi è un impedimento ad amarlo.
Coraggio, sposi! Non abbiate paura di seguire le leggi del Signore per il matrimonio perché, se anche all’inizio sembra che si perda qualcosa, in realtà ne avremo indietro cento volte tanto in Grazia, grazie ricevute, pace e serenità. Avremo indietro il nostro matrimonio rifiorito. Non mettiamo in prigione il Signore, non se lo merita.
Giorgio e Valentina.
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