Il matrimonio secondo Pinocchio /10

Siamo giunti al capitolo 6 così presentato:

Pinocchio si addormenta coi piedi sul caldano, e la mattina dopo si sveglia coi piedi tutti bruciati.

Dopo la delusione dell’uovo “volato fuori dalla finestra”, il nostro protagonista si avventura a gironzolare nel vicino paesello nella speranza di trovare un tozzo di pane e/o elemosina

Ma trovò tutto buio e tutto deserto. […] Pareva il paese dei morti. Allora Pinocchio, preso dalla disperazione e dalla fame, […]

Se la stanza della propria casa si è rivelata alquanto inospitale, il mondo esterno è ancora più crudele. Quando ci allontaniamo dal Padre la stanza del nostro cuore diventa inospitale, e così la stanza delle nostre relazioni, la stanza dei nostri affetti, la stanza del nostro matrimonio, la stanza che è il mondo che ci circonda diventano inospitali.

Ci sono tante spose che chiedono aiuto perché si sentono allontanate dal proprio marito, il quale è diventato troppo irascibile, scorbutico, collerico, brontolone, violento, triste ed annoiato di tutto e di tutti: è perché si è allontanato dal Padre, la stanza del proprio cuore è inospitale ed il mondo esterno risulta ancora più crudele in quanto non gli offre né le riposte né l’Incontro che aspetta da tanto, invece di risposte trova che il mondo lo sbeffeggia come quel vecchietto che, invece di un tozzo di pane, rovescia dalla finestra una catinella d’acqua sulla testa di Pinocchio, il quale

tornò a casa bagnato come un pulcino rifinito dalla stanchezza e dalla fame […]

E lo stesso vale per i tanti mariti che lamentano una freddezza insolita nel comportamento della moglie, la sentono distaccata, disinteressata, taciturna, triste H24, attenta più alla carriera che alla cura dei figli, priva di quella naturale accoglienza che contraddistingue la natura femminile: anche qui il problema principale è nella stanza del cuore.

Quando il nostro cuore è lontano dal Padre non ne risente solo l’anima, non è un problema solo di anima, perché la nostra natura proviene da Lui, dal nostro Creatore, Lui è la nostra fonte di vita; è l’anima che dà vita al corpo, tant’è vero che quando una persona è morta diciamo che è un corpo senza vita/senz’anima perché l’anima si è distaccata dal corpo mortale.

Sembrano concetti inarrivabili ma lo constatiamo tutti che ci sono giorni in cui tutto ci sembra bello ed entusiasmante, persino il lavoro, i colleghi, la coda al supermercato, il traffico o una ruota bucata, mentre ci sono altri giorni in cui le stesse identiche cose ci appaiono come una tortura, una cospirazione contro di noi… cos’è cambiato? Il nostro cuore, la nostra anima, è lei che dà vita al corpo, che ci fa vedere la vita attraverso i suoi occhiali, per questo è necessario tenere sempre pulite le lenti di questi occhiali spirituali.

Cari sposi, quando vedete il vostro coniuge, alla stregua di Pinocchio, “vagare nel paesello di notte” con quella fame di cui abbiamo parlato nella puntata precedente, è allora che dovete allargare il vostro cuore affinché non si perda nel mondo ma ritrovi se stesso almeno nel vostro cuore, nella relazione con voi, se la stanza del suo cuore è diventata inospitale la vostra prima preoccupazione è quella di aiutarlo a mettervi ordine. È la missione del matrimonio: aiutare l’altro a diventare santo rendendo presente Gesù attraverso di noi, attraverso la nostra vita, attraverso i nostri corpi, dovemmo chiedere al Signore di prendere possesso del nostro corpo affinché il Suo amore per il nostro coniuge si manifesti attraverso di noi.

E’ impegnativo ma è santificante, non è gratificante ma è pacificante, è sacrificante ma è liberante. Coraggio sposi, non tutto è perduto, dopo la notte ci aspetta un’alba radiosa com’è successo a Pinocchio che, una volta addormentato coi piedi sul caldano pieno di brace accesa:

Finalmente sul far del far del giorno si svegliò perché qualcuno aveva bussato alla porta.

Sarà il tema della prossima puntata.

Giorgio e Valentina.

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