Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto

So che mio marito ha una parte di me dentro di sé e questo ci rende più uniti e anche in grado di testimoniare che la malattia si può affrontare in maniera coraggiosa. Oggi Marco è una persona che vive grazie a a me, non mi pentirò mai di questo dono e non avrò mai rimpianti”. Così scriveva, per un’intervista, una moglie che aveva donato un rene al proprio marito.

La Parola di oggi pare sia tutta centrata sulla Croce e sul doverla accettare nella nostra vita. Senz’altro è vero, tuttavia guardando ogni singola lettura troviamo un interessante fil rouge che le attraversa ed è di taglio proprio nuziale. Geremia ammette che il Signore lo ha sedotto, il salmista riconosce che è la sua stessa carne a desiderare il Signore e San Paolo parla del dono del corpo al Signore…

Fin qui c’è un che di romantico nella Liturgia se non altro che Gesù porta ciascuna di queste letture alla pienezza: il dono di sé, il desiderio più ardente, la seduzione più travolgente diventano veri e completi se passano dal crogiuolo della croce, della sofferenza, del dolore. S. Francesco, in una celebre omelia rivolta al conte Orlando di Chiusi della Verna, disse: “Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”.

Cari sposi, non ce l’avete facile per nulla a vivere un amore così, circondati da stili di vita matrimoniale in cui lo sforzo, la fatica, la sofferenza sembrano perdite di tempo. Sebbene in tanti non vi capiscano, sappiate e state certi che dare la vita fino in fondo a Cristo, tramite il vostro coniuge, è la missione più bella che vi poteva capitare. E ciò che vi è costato e vi costa perché sia così, un domani sarà il vostro più bel trofeo.

ANTONIO E LUISA

Non so voi, io porto al collo una croce. Che significato do a quella croce? E’ come il cornetto rosso o il ferro di cavallo? Oppure indica un’appartenenza e una direzione? Io non lo so e ho un po’ paura di scoprirlo. Perchè la fede si misura con la croce non a parole. Se saremo capaci di rinnegare noi stessi per non rinnegare Cristo. Per non rinnegare il suo sacrificio e il suo modo di amare, se saremo capaci di questo non solo non perderemo la nostra vita ma la acquisteremo. Già perchè la nostra vita sarà finalmente libera, e noi saremo capaci di accogliere ogni cosa ci capiterà, non con la paura di chi non vuole perdere il poco che possiede, ma con affidamento a Colui che dà senso ad ogni cosa e che apre il nostro orizzonte alla vita eterna.

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