Amore è servire. Anche per lui.

Ho ricevuto alcuni giorni fa una richiesta specifica da parte di una lettrice del blog. Mi ha chiesto di scrivere un articolo sull’importanza di condividere l’impegno dei lavori domestici. Lei lamenta la mancanza totale di aiuto da parte del marito abituato ad essere servito in casa in tutto e per tutto dalla madre. Ho pensato fosse utile rispondere a questa richiesta perché non sono poche le famiglie dove ancora c’è questo atteggiamento. Mi permetto quindi alcune riflessioni e attendo naturalmente i vostri commenti e le vostre testimonianze che possono sicuramente arricchire la questione. Premetto che ogni situazione e a sé. Un conto è il caso di lui che lavora fuori fino a tardi e lei è casalinga ed un altro quello dove entrambi lavorano fuori. Però alcune considerazioni generali si possono fare. Poi ognuno le può declinare nella propria situazione.

La famiglia di origine. Abramo ci è maestro in questo. Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Cosa significa abbandonare il nostro paese? Significa uscire dalla nostra cultura. Cultura intesa come modo di pensare, come mentalità. Sono le nostre abitudini. Sia chiaro, non significa cancellare tutto ciò che siamo stati fino a quel momento. Nel matrimonio ci portiamo la nostra storia. Se siamo fatti così, se pensiamo in un determinato modo, ciò è frutto del contesto e della famiglia nei quali siamo cresciuti. Non vogliamo rinnegare il passato quindi, ma neanche farne un assoluto. L’incontro con l’altro significa mettere in gioco il nostro modo di pensare con il suo per farne una nuova stirpe, come dice Dio ad Abramo. Per farne uno nuovo che non è il mio e non è il suo ma è il nostro, una nuova via frutto di una nuova unione. Un modo di pensare arricchito della storia di entrambi. Per questo non possiamo pretendere che nostra moglie sia l’alter ego di nostra madre. Senza contare che i tempi sono cambiati e che oggi gli impegni lavorativi sono spesso oberanti per il marito come per la moglie. Non possiamo adagiarci sull’abitudine ma il matrimonio ci chiede il dono totale, ricordiamolo. Noi siamo servi per amore, non siamo i signori di nostra moglie o di nostro marito.

Differenza uomo/donna. Molti credono ancora che determinate occupazioni siano prevalentemente femminili. Magari non lo ammettono apertamente, ma poi si capisce da come si comportano nel concreto. Ecco! Questa obiezione non ha alcun fondamento se non culturale. Certamente esistono delle differenze tra uomo e donna. Certamente esistono delle predisposizioni, delle sensibilità, delle abilità più femminili e altre più maschili, ma tutto ciò non riguarda i lavori domestici. Pulire il bagno, cucinare, fare la lavatrice, rifare i letti e tutto il resto, sono occupazioni che possono benissimo essere fatte sia dai mariti che dalle mogli. Voi mariti non sentitevi di aver chissà quale merito se fate qualche servizio in casa. Avete semplicemente fatto ciò che dovevate e forse molto meno di quello che avreste dovuto. E voi mogli? Anche voi siete spesso dentro questa mentalità. Vi lamentate, ma poi non permettete che vostro marito si occupi di determinati lavori perchè lo considerate incapace. E se glieli lasciate fare siete pronte a criticare il modo e il risultato. Ecco! Non fatelo. Se un determinato lavoro decide di farlo lui lasciategli la libertà di farlo come piace a lui senza criticare ogni cosa. C’è modo e modo di fare critiche, con amore o con sprezzo. Il nostro padre spirituale era categorico su questo.

L’amore fa la differenza. Io sono stato un figlio abbastanza viziato. Non ho mai rifatto neanche il mio letto a casa. Cosa mi ha salvato? Sicuramente mi ha fatto bene andare a vivere da solo a ventidue anni. Però non è bastato. Portavo ancora i panni a casa da mammà per farli lavare e avevo la casa che sembrava una discarica dal casino che c’era in giro. C’è da cambiare mentalità e l’amore ti permette di farlo, se ti lasci plasmare. Io mi sono sposato con Luisa e con lei ho iniziato un percorso di conversione anche da questo punto di vista. Ho compreso con il tempo come i lavori di casa non fossero solo un peso, qualcosa da dover fare e da sbolognare a mia moglie quando possibile. Se nel matrimonio ci metti tutto, i lavori domestici diventano anche un privilegio. Continueranno ad essere magari pesanti e noiosi ma mi daranno anche gioia. Perché? Perchè l’idea di servire mia moglie e la mia famiglia mi fanno stare bene. Se la sera io lavo i piatti e Luisa si può stendere un attimo sul divano mi fa stare bene. Se io lavo i pavimenti e Luisa può pensare ai suoi compiti per la scuola mi fa stare bene. E così via. Ognuno può mettere la propria storia e la propria testimonianza. Il matrimonio è fantastico anche per questo. Servire diventa gioia. L’impegno un’opportunità per amare. I lavori domestici diventano sacri perchè ti permettono di amare vostra moglie e, attraverso di lei, di amare Dio.

Concludo affermando che il vero uomo non è quello che si mette in poltrona e tratta la moglie come fosse la cameriera. Il vero uomo è quello capace decentrare lo sguardo da sè verso la propria sposa, capace di capire la fatica dell’amata e capace di servire per amore. Mettersi al servizio diventa la modalità ordinaria per amare. Nella famiglia amare fa rima con servire.

Antonio e Luisa

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4 Pensieri su &Idquo;Amore è servire. Anche per lui.

  1. Vi porto la mia testimonianza: quando ho incontrato mio marito, lui viveva fuori dalla sua (e nostra) regione d’origine già da tempo ed era quindi abituato a provvedere a se stesso. Per assurdo, il cambiamento forte ho dovuto farlo io in quanto avevo quasi sempre vissuto in famiglia e, pur aiutando di tanto in tanto e volentieri mia madre (e mia zia, quando mi ha ospitata da lei negli anni della specializzazione) nelle faccende e nella spesa, da studentessa universitaria ero perennemente concentrata sullo studio e quello occupava quasi totalmente il mio tempo e le mie giornate.
    Il matrimonio è stata per me una vera scuola anche in questo perché, lontana 1000 km dalla mia famiglia d’origine e senza più l’impegno dello studio, ho imparato cosa significa mantenere una casa e provvedere alle necessità della coppia. La cosa importante e bella è il fatto di aver potuto contare sempre sull’aiuto concreto di mio marito, che è stato ed è prezioso soprattutto nei miei periodi lavorativi (lavoro con contratti a termine e la mia routine non è sempre la stessa durante l’anno, quindi ci sono periodi in cui sono tante ore a casa e periodi in cui sono fuori mezza giornata).
    Non siamo di certo perfetti e ci sono giorni in cui non si riesce a fare granché per la stanchezza, ma cerchiamo di fare del nostro meglio e di venirci incontro.

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  2. Ciao Antonio, grazie dell’articolo, però non sono d’accordo su una cosa: tu dici all’inizio “se la moglie e casalinga ecc”
    Se la moglie è casalinga e in più ha bimbi piccoli lavora tutto il giorno, molto spesso lavora più di una che è seduta davanti a un pc e percepisce uno stipendio. Purtroppo questo lavoro, perché è un lavoro vero e proprio, viene spesso banalizzato, oltre a essere già bistrattato dalla società anche per il fatto di non essere remunerato per nulla.
    Si arriva a sera esauste sia a livello fisico che mentale, non vedo perché una casalinga dovrebbe essere aiutata dal marito meno se non addirittura zero rispetto a una che lavora fuori di casa che comunque ha le sue soddisfazioni, un riconoscimento di valore dalla società, uno stipendio personale.

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    • Si mi sono spiegato male. Il marito quando torna è giusto che collabori ma è altrettanto vero che se la moglie sta a casa ovviamente si occuperà di più della casa perché ha tutto il giorno per farlo. Quella stanchezza che dici deriva proprio dall’essersi occupata di figli e casa. Non era mia intenzione banalizzarlo. Scusami. Mi hai dato un’idea per un articolo. Capita spesso che donna casalinga e uomo che lavora fino a tardi entrino in contrasto su na cosa. Lei quando lui torna essendo stata spesso sola ha desiderio di parlare/raccontare condividere mentre lui di riposarsi e basta. Ecco condividere i lavori può essere un modo per stare insieme e parlare. Recuperare quell’intimità. E’ un consiglio che diamo spesso

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