Correzione? È vera solo con amore.

Oggi vorrei riprendere l’argomento del Vangelo di ieri. Come sapete Luisa ed io non scriviamo che poche righe lasciando un commento più articolato al caro padre Luca che ci offre sempre spunti molto interessanti.

Ieri ho già anticipato qualcosa della mia riflessione ma credo vada approfondita perchè è una parte del matrimonio che spesso non viene compresa e interpretata male. Mi permetto di proporre alcuni punti di riflessione.

La correzione fraterna è fruttuosa solo dentro una relazione d’amore. Quanti litigi online, quante parole al vento. Quante offese. Spesso mi succede di assistere a persone che cercano di correggere i fratelli sui social. Ecco non fatelo. Non serve a nulla! Serve solo a malumori e scontri. Avrete anche le migliori intenzioni ma la vostra correzione non è accolta come tale ma come un giudizio freddo e spietato. E come tale sarà trattato con risposte piccate e spesso maleducate. Io ci sono caduto diverse volte. Adesso ho imparato. Difficilmente commento post di sconosciuti con i quali non mi trovo d’accordo. Una correzione è accolta come tale solo quando ci è donata (perchè di dono si tratta) da chi ci conosce e ha dimostrato di volerci bene. Solo così il nostro cuore sarà recettivo e aperto all’ascolto.

La correzione non può dimenticare la misericordia. Come ho scritto ieri, la correzione necessità dello sguardo di Cristo. Siamo capaci di essere quello sguardo di Cristo sull’altro? Lo sguardo che ha toccato Matteo, l’adultera. la Maddalena, Zaccheo e tanti altri. Persone che non si sono sentite rimproverare aspramente, nonostante lo meritassero, ma sono rimaste folgorate da chi le guardava con occhi pieni di amore e di desiderio.

Ma cosa significa esattamente questo? Significa che quando correggiamo o rimproveriamo nostro marito o nostra moglie, non dobbiamo farlo solo per esprimere la nostra frustrazione o per far sentire l’altro in colpa, ma dobbiamo farlo con uno sguardo di amore e misericordia. Dobbiamo cercare di comprendere le sfide, le debolezze e le difficoltà dell’altro, in modo da poter offrire una correzione che sia costruttiva e che favorisca la crescita e il cambiamento positivo.

Quando rimproveriamo l’altro con uno sguardo di misericordia, stiamo comunicando all’altro che ci preoccupiamo per lui, che crediamo nel suo potenziale e che vogliamo aiutarlo a migliorare. Questo tipo di approccio crea un terreno fertile per il perdono, la riconciliazione e il rafforzamento dei rapporti. D’altra parte, se rimproveriamo l’amato/a con uno sguardo severo e giudicante, è probabile che la persona si senta attaccata, respinta o addirittura ferita. Questo può danneggiare la fiducia e il legame tra le persone coinvolte e rendere difficile qualsiasi possibilità di crescita e cambiamento.

Quindi, la prossima volta che ti trovi nella situazione di dover correggere il tuo sposo o la tua sposa, prova a metterti nei suoi panni. Cerca di vedere le cose dalla sua prospettiva e chiediti come puoi aiutarlo nel modo migliore possibile. Lascia che lo sguardo di Cristo guidi le tue parole e le tue azioni, in modo che possa scaturire un effetto positivo e trasformativo nell’altro.

Rimproverare può servire a sfogare una frustrazione, ma poi nulla cambia. Solo lo sguardo di Cristo può salvare la persona che amiamo e noi possiamo essere quegli occhi prestati a Gesù che rendono reale e concreto quello sguardo. La correzione non è solo una questione di parole, ma anche una questione di cuore. Dobbiamo essere pronti a metterci in discussione, ad ammettere i nostri errori e ad essere disposti a crescere insieme. Solo allora possiamo veramente aiutare la persona che abbiamo sposato a diventare la migliore versione di sè stessa.

Il bene è bene e il male è male. Spesso succede che per evitare discussioni e tensioni uno dei due sposi evita di mettere in discussione il comportamento sbagliato dell’altro. Anzi a volte, per il quieto vivere, decide di assecondare quei comportamenti. Voglio essere molto chiaro e diretto. Mi riferisco all’intimità. Tuttavia, è importante essere molto chiari e diretti quando si tratta di questioni intime. Ad esempio, può succedere che degli uomini, cresciuti con l’educazione distorta della pornografia, desiderino mettere in pratica ciò che hanno imparato con la propria sposa. Questo può tradursi in richieste di sesso orale completo e, non di rado, di sesso anale. La donna non è felice di assecondare ma a volte si presta sentendosi poi non amata e in colpa per quanto fatto. Ricordate che il male resta male e diventa come un veleno che piano piano entra nella relazione. Quindi il mio consiglio è di non assecondare queste richieste. L’intimità è meravigliosa quando crea comunione. Questo modo di viverla fa solo sentire usate.

L’amore non è permaloso. Amore è saper accogliere anche le parole di sofferenza e lamentazione. Se c’è qualcosa che non va non devo arroccarmi, cercare alibi. Lei (o lui) non mi sta giudicando. Mi sta semplicemente esprimendo il desiderio che io mi comporti diversamente.  Mi sta dando la possibilità di comprendere il mio errore e migliorare il mio modo d’agire. Anni di matrimonio ci hanno insegnato ad avere carità l’uno verso l’altra. Non dobbiamo temere le critiche, il silenzio è molto più pericoloso. Finchè ci sarà tra di noi la libertà di essere onesti, di non dover fingere che tutto vada bene comunque, non dovremo preoccuparci, tutto starà procedendo alla grande.

Antonio e Luisa

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