L’aborto spontaneo alla Scuola nuziale

Dall’autunno 2024 non si potrà più dire che non si parla di aborto spontaneo nei corsi per coppie perché la Scuola nuziale sarà un apripista innovativo nell’intero panorama nazionale. I nostri cari Antonio e Luisa hanno già introdotto il corso in un recente articolo (a chi fosse sfuggito, lo trova a questo link) ma ci tengo anch’io a parlarne, oggi, per dare risalto a ciò che viene ancora troppo spesso messo in secondo piano ossia la perdita involontaria di un figlio prima della nascita.

Chi mi conosce già sa che mio marito ed io siamo passati attraverso questa prova dodici anni fa e che, nel maggio scorso, è stato pubblicato il mio libro dal titolo “Se il Chicco di frumento – storia vera di speranza oltre la morte prenatale”, edito da Tau Editrice; ma non è questo l’argomento di cui desidero parlare in questo articolo quanto piuttosto della portata rivoluzionaria che rappresenta la sua introduzione all’interno di una vera e propria scuola “per un matrimonio felice”. Ma come? Vi chiederete: parlare di un evento tanto drammatico può forse migliorare un’unione sponsale? La risposta è sì, decisamente, assolutamente sì. Nessuna unione aperta alla vita, infatti, può avere la certezza di non imbattersi in questo “lutto invisibile” anzi, statistiche alla mano, una gravidanza su cinque/sei all’anno, solo in Italia, ha esito con aborto spontaneo. All’alto numero di creaturine non nate, però, non corrisponde un accompagnamento altrettanto attento ed efficace; ecco allora che aver pensato finalmente di parlarne in un corso per coppie merita tutta la nostra attenzione e l’impegno alla diffusione.

Troppe volte, in questi anni, ho pensato “se solo l’avessi saputo”, “se solo qualcuno me ne avesse parlato” … ma sappiamo bene che non sono i rimorsi né i rimpianti a darci forza e vigore per proseguire il cammino. Il perdono cristiano e la fede, infatti, non possono essere degli alibi per l’immobilismo anzi, devono essere la benzina per farci portavoce di una realtà che non possiamo modificare ma sulla quale c’è tanto, tantissimo da fare.

Ecco allora che la Scuola nuziale rompe finalmente l’indugio a parlare di queste creaturine ed introduce un supporto efficacissimo per tutte quelle persone e quelle famiglie che sono passate, che stanno passando o che passeranno attraverso l’aborto spontaneo. Se nei corsi per coppie – siano esse di fidanzati o di coniugi – s’iniziano a diffondere informazioni utili su come comportarsi, su quali sono i diritti, le tutele e i supporti in casi simili sono certa che quella che ho definito “cultura prenatale” avrà uno slancio senza precedenti e potrà dispiegarsi in tutta la sua enorme portata.

Sono profondamente convinta, infatti, che solo imparando il rispetto per la vita dai suoi primissimi albori si potrà essere davvero in grado di apprezzare, gustare e valorizzare l’esistenza nella molteplicità delle sue forme, manifestazioni ed età; non possiamo affermare di essere amanti della vita se poi giriamo la faccia, chiudiamo gli occhi o ci tappiamo le orecchie di fronte ad una mamma ed un papà che non riescono a seppellire il loro bambino non nato perché nessuno ha detto loro che hanno il diritto di farlo!

D’ora in poi non potremo più fingere di non sapere e preferire annegare nel mare della mancanza d’informazioni perché la Scuola nuziale si propone di fare esattamente ciò che significa il suo stesso nome: fare scuola, ossia insegnare, istruire e accompagnare le coppie alla una maturità piena del loro stesso esistere, in tutto quello che può capitare, nel bene e nel male. Parlare del fatto che si può perdere un figlio prima che nasca non significa fare la Cassandra della situazione o quant’altro ma dire semplicemente la verità e mettere le coppie davanti al fatto che, qualora il Signore dovesse dar loro questa prova, non saranno sole ma avranno persone e strumenti a loro disposizione per affrontare con serenità anche un momento così doloroso.

Troppe volte mio marito ed io ci siamo sentiti soli e incompresi davanti al dramma che ci aveva colpito; per troppo tempo il pensiero che il corpicino del nostro Chicco fosse finito tra i rifiuti ha maciullato il nostro cuore ferito; in troppe occasioni siamo passati per “esagerati” nell’esternare la nostra sofferenza. Per questo abbiamo accettato con grande gioia l’invito a entrare a far parte della squadra dei formatori della Scuola nuziale; non perché abbiamo particolari meriti o pregi, anzi, ma perché finalmente ci siamo sentiti capiti, capiti proprio laddove il dolore si era già trasfigurato in speranza e certezza che “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande”, come magistralmente affermò il Manzoni.

La Scuola nuziale farà tanto, ne sono certa, insieme a tutti coloro che ne faranno parte, tanto da una parte quanto dall’altra dello schermo di un pc perché, con l’aiuto di Gesù e Maria, si diverrà insieme una grande e bellissima famiglia.

Fabrizia Perrachon

P.S.: per info e iscrizioni è attivo il link

6 Pensieri su &Idquo;L’aborto spontaneo alla Scuola nuziale

  1. Io ci ho passato 1 anno fa. Non l ho detto a nessuno per mesi, pensando appunto che il mio dolore fosse esagerato rispetto ad altri problemi nel mondo. Ho addirittura fatto fatica a parlare con mio marito del dolore che sentivo. La banalizzazione di questo lutto ti porta a chiuderti, a immagazzinare tutto dentro ,finché non scoppi in lacrime per una sciocchezza, per una donna incinta, per i gattini su instangram appena nati, per un neonato che piange… il dolore represso uscirà in altri modi. Sarà assurdo dirlo, ma io non sento di essere stata già mamma, mi sento ancora mamma. Mamma di quel corpicino che non ho toccato, ma so che è lassù che mi sta guardando. Grazie di cuore per tutte le iniziative che fate❤️ e grazie del libro, che ho comprato per sentirmi meno sola.

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  2. Grazie di vero cuore a te, cara Tamara, per la tua testimonianza preziosa e autentica. Il dolore non è mai fine a se stesso ma è il serbatoio di un Bene più grande perché siamo tutti figli di un Dio infinitamente buono e onnipotente, nel cui Cuore abitano tutti i nostri figli nati al Cielo

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  3. Che bello! Grazie! Anche a nome della mia creaturina non nata: Gioele/a!
    E’ bella la sensazione dell’amore che tiene insieme, sempre e comunque.
    Anch’io ho cercato di immaginare un luogo nell’universo che ha accolto il corpicino e l’anima di un “esserino”…che è stato per poco tempo accanto al mio cuore ma che… non ho mai abbracciato!
    Mi commuovo al pensiero che un giorno Gioele/a ed io ci cercheremo, ci riconosceremo, vivremo per sempre in quell’amore tra noi fatto di speranza, tenerezza, desiderio…
    Grazie per quanto fate.

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    • Grazie a te e grazie a Dio che non solo ci dá la forza di superare momenti umanamente dolorosissimi ma ci dona la lucidità spirituale (il discernimento) per capire che tutto ha senso, tutto ha uno scopo, tutto ha un fine … sempre nella direzione del Bene vero ed eterno in Lui! In questo i nostri figli non nati ci fanno da apripista e per questo noi, loro genitori, abbiamo una responsabilità grande: parlare di loro e vivere in modo da essere degni di ricongiungerci per sempre in Paradiso

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