La Bellezza del Matrimonio: Riflessioni dal Cuore

Sono passati due anni dall’ultimo articolo che ho avuto l’onore di scrivere per il blog di Antonio e Luisa. Non posso che esprimere gratitudine per il percorso condiviso. Antonio e Luisa sono stati una presenza costante. Prima come guida durante gli ultimi passi del fidanzamento e ora nel cammino quotidiano dei nostri primi anni di matrimonio.

Ricordo che, nel mio primo articolo, avevo l’intento di condividere periodicamente qualche riflessione sulla bellezza del sacramento del matrimonio. Volevo dimostrare che anche oggi, con tutte le sue sfide, il matrimonio cristiano rimane un’esperienza piena di significato e bellezza. Tuttavia, credo che Dio mi abbia voluto indicare una verità fondamentale. Prima di scrivere con sincerità sulla bellezza del matrimonio, occorre viverla. È necessario comprenderla nel profondo. Solo così, attraverso l’esperienza, posso offrire una testimonianza autentica.

Perché dunque è ancora bello il matrimonio cristiano nel 2024? Potrei elencare teorie o citare autori che ammiro. Tuttavia, scelgo di fare qualcosa di più personale. Questo è qualcosa che Carlo Acutis – il giovane beato che tanti di noi ammirano – avrebbe apprezzato. Lui, con le sue parole, ci ha ricordato che “tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie”. Ed è proprio ciò che voglio evitare. Voglio parlare da originale. Voglio usare una voce che deriva dalla mia esperienza e dal mio percorso.

Il matrimonio è bello perché offre una compagnia autentica, un riflesso costante e sincero della propria anima. Attraverso il coniuge, che mi conosce nell’intimità della quotidianità, scopro ogni giorno aspetti di me. Sono cose che da solo non potrei vedere. Pregi e difetti diventano occasione di crescita. Mia moglie è quel riflesso, un dono di Dio che mi stimola a diventare una versione migliore di me stesso. Lo afferma anche papa Francesco in Amoris Laetitia: “Il coniuge diventa lo specchio della nostra interiorità, dove Dio si riflette e dove ci viene chiesto di amare e di migliorarci. L’amore coniugale ci aiuta a vedere il nostro io con occhi nuovi, ad accettare i nostri limiti e a lavorare su di essi” (Amoris Laetitia, 218-221).

Il matrimonio è bello anche perché mi mette accanto una persona diversa, dell’altro sesso, che con la sua femminilità complementare aggiunge una prospettiva differente e preziosa, arricchendo ogni momento di una bellezza unica. In questa complementarità tra maschio e femmina c’è la perfezione del progetto divino: Dio, nel crearci, ha pensato a tutto.

È bello perché è una vocazione alla comunione. In essa, scopriamo di non essere fatti per la solitudine. Siamo creati per l’unione indissolubile. Questo vincolo ci dà certezza e stabilità. L’indissolubilità del matrimonio, a lungo termine, è una fonte di forza e speranza. Ci dona la certezza che questo legame è destinato a durare. È destinato a crescere con noi e oltre noi.

Ai giovani, vorrei dire: vivete la castità nel fidanzamento, cercate la grazia di Dio nella preghiera e nei sacramenti. La bellezza che vi attende nel matrimonio è straordinaria, ma richiede preparazione e cura. Camminate nella fede, cercate testimonianze di coppie unite da anni, ascoltate chi vive con gioia e coerenza questa vocazione. Non accontentatevi di restare fermi. Impegnatevi a costruire una vita basata sulle virtù. Cercate esperienze che fortifichino la vostra capacità di amare e di perdonare.

Che ogni giovane, ma anche ogni adulto, possa trovare la gioia di vivere un matrimonio pieno. Che sia gioioso, e perché no, anche santo.

Andrea Belluschi

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