Meglio un pentolino o una batteria intera?

Dal Sal 110 (111) Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, tra gli uomini retti riuniti in assemblea. Grandi sono le opere del Signore: le ricerchino coloro che le amano. Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie: misericordioso e pietoso è il Signore. Egli dà il cibo a chi lo teme, si ricorda sempre della sua alleanza. Mandò a liberare il suo popolo, stabilì la sua alleanza per sempre. Santo e terribile è il suo nome. La lode del Signore rimane per sempre.

Oggi è il giorno in cui la Chiesa celebra la memoria di una martire dei primi tempi, sant’Agnese, che il Signore coronò con una seconda corona, oltre al martirio, che è la verginità; e grazie a quest’ultima corona è divenuta la patrona delle vergini e delle fidanzate.

Sicuramente tra le lettrici del blog ci saranno diverse donne che rientrano in queste due categorie, oppure che sono madri di una di esse, perciò invitiamo tutte le donne appartenenti alle due categorie di approfondire la figura di Agnese, più che sul piano agiografico, soprattutto nell’imitazione delle virtù e nell’invocazione come patrona della propria persona.

Spesso incontriamo sposi/fidanzati che non vivono una vita sacramentale attiva, sono adulti anagraficamente ma la loro vita spirituale è rimasta all’età del catechismo oratoriano da ragazzini. Non vogliamo con questo giudicare nessuno, è solo una fotografia della realtà che incontriamo sovente, però essa ci aiuta per entrare un poco più in profondità di una frase del Salmo 110.

Grandi sono le opere del Signore: le ricerchino coloro che le amano.

Il Signore è proprio un signore, non fa le cose con sufficienza, non è banale, non le fa con approssimazione, non le fa tanto per fare, non è un taccagno, se decide di fare una cosa la fa bene, la fa giusta e la fa con grande magnificenza.

Potrebbe sembrare scontato che Dio, visto che è infinito, faccia le cose in grande. Se col ragionamento ci sembra che tutto fili via liscio, nella vita ordinaria spesso siamo noi a porre dei limiti a Dio. In che senso?

Per esempio, nella nostra preghiera di richiesta ci limitiamo a chiedergli di trovare un lavoro, di trovare una casa, di ritrovare la salute perduta, che i nostri cari tornino a casa incolumi la sera, che l’esame medico vada per il meglio, ecc… tutte cose buone ovviamente, ma sono limitate. Vi riportiamo il nostro esempio di vita scusandoci in anticipo se a molti potrà sembrare piccola cosa, ma per noi è stato segno della Provvidenza e della Sua magnificenza.

Eravamo giovani e ci stavamo frequentando già da qualche tempo (col cammino intrapreso con padre Bardelli), ci siamo fidanzati e poi abbiamo pensato di sposarci. Mentre si valutava il tutto succcede che Valentina perde il lavoro, l’azienda va a rotoli, non recupera otto mesi di stipendi arretrati e nemmeno il TFR… tutto sembra remare contro i sogni di un futuro insieme oltre ai preparativi prossimi della festa di nozze. In questa situazione instabile ed incerta, sembrerebbe ovvio chiedere al Signore un aiuto per aggiustare prima le cose per poi pensare a sposarsi, la casa, la festa, ecc… Ebbene, noi abbiamo osato di più, abbiamo chiesto la cosa più importante e non la più urgente. Abbiamo deciso di sposarci lo stesso chiedendo al Signore di preparare i nostri cuori come casa Sua. Nel giro di tre giorni arriva una chiamata da un’amico che offre un lavoro a Valentina, poco dopo la possibilità di un primo appartamento, nel giro di qualche mese ci siamo sposati.

Cari sposi, come vi abbiamo dimostrato col nostro piccolo aneddoto, dobbiamo imparare a puntare al massimo e all’importante per la santità, per la salvezza, il Signore donando il tanto dona anche il meno.

Facciamo un esempio casalingo un po’ strampalato e simpatico: se voi chiedete un pentolino, vi arriva un pentolino, ma se voi chiedete una nuova cucina con tanto di batteria di pentole inclusa, nella cucina nuova è compresa la batteria nella quale è compreso il vostro pentolino inziale. Nel dono maggiore è compreso il dono minore. Con sant’Agnese il Signore ha operato proprio così.

Coraggio sposi, impariamo a chiedere al Signore le cose grandi della vita. Chiediamo per esempio la grazia di una castità matrimoniale perfetta, di una tenerezza sponsale al massimo grado, chiediamo la grazia di piangere nostri peccati, la grazia del disgusto del peccato, la grazia di perdonare prontamente il nostro coniuge, la grazia di morire col conforto dei sacramenti. Grandi sono le opere del Signore: le ricerchino coloro che le amano.

Giorgio e Valentina.

4 Pensieri su &Idquo;Meglio un pentolino o una batteria intera?

Scrivi una risposta a Giovanni Cancella risposta