Speranza: Promessa Compiuta

L’immagine allegata all’articolo di oggi è la locandina del XII Convegno Nazionale della Fraternità Sposi per Sempre, che si terrà a Morlupo (Roma) dal 18 al 22 agosto, sotto la guida di Padre Andrea Giustiniani; il titolo del Convegno è Speranza: promessa compiuta”. Noi lo chiamiamo “convegno”, ma nel tempo lo abbiamo trasformato da una serie di catechesi con diversi relatori, a un ritiro spirituale in cui alterniamo momenti di riflessione e preghiera a laboratori e serate ludiche: questo infatti è quello che ci aiuta di più nel nostro cammino (fra l’altro dedicheremo una giornata intera all’attraversamento della porta santa e alla visita di San Pietro).

Sicuramente chi sta leggendo conoscerà persone separate o divorziate e può valutare se informarli di questo evento che potrebbe cambiare positivamente la loro vita, com’è successo a me diversi anni fa.

Approfitto del titolo del convegno per parlare un po’ della speranza, uno dei termini più usati in quest’anno, proprio per il giubileo dedicato a questo tema. Che cosa è per me la speranza?

In passato significava il compimento dei miei desideri ed era quasi un’illusione consolatoria: prima o poi verrò soddisfatto e le mie attese saranno ripagate. Però, quando ti ritrovi a perdere un familiare stretto per il quale avevi tanto pregato, oppure vedi che la persona che hai amato di più nella vita ti considera sempre più un estraneo, capisci che forse non è questa la speranza vera.

Infatti, ritengo che la speranza sia la certezza che Dio mantiene ciò che promette, perché è un Dio fedele. Dio promette che non andrà tutto bene, ma che la nostra vita ha un senso, una missione, uno scopo unico che conduce al bene e misteriosamente s’intreccia con tutte le strade delle persone che incontriamo. Anche quando sembra che la notte sia sempre più buia e che davvero non ci sia un limite al male che avanza, Dio semina la speranza che non è “umana”, basata sulla probabilità che qualcosa cambi, ma una speranza (teologale), ancorata nella croce e risurrezione di Cristo.

Lui ha promesso che non ci avrebbe mai lasciati soli, e se vogliamo, possiamo sentire la Sua presenza, anche se non vediamo niente. In un primo tempo speravo che mia moglie cambiasse idea, che tornasse sui suoi passi e poiché questo non accadeva, pensavo che fossi io il problema, magari non me lo meritavo, oppure pregavo poco, oppure mi comportavo male. In realtà stavo seguendo solo un mio desiderio che, per quanto oggettivamente buono e giusto, non può prevaricare la libertà di un’altra persona.

Inoltre devo ammettere che in alcuni casi non è possibile che ci sia un ricongiungimento dei coniugi dopo tanto tempo dalla separazione, se non c’è una vera conversione e degli aiuti esterni validi: sarebbe come voler far unire due rette che oramai sono parallele.

Ricordo che l’obiettivo del matrimonio è essere segno e testimonianza dell’amore di Dio e che la missione va avanti anche se il coniuge non vive più con noi e che anzi, proprio la sua mancanza può richiamare ancora di più la Presenza.

La mia speranza quindi, in questo momento, non è quella di riunire la famiglia, come nei finali felici dei film romantici, della serie “e vissero tutti felici e contenti”, ma sapere che c’è un Padre che mi ama e che sicuramente agisce per il mio bene. Un padre non risolve le difficoltà al figlio, ma gli insegna come superarle e a fidarsi completamente; quante volte ho rassicurato le mie figlie sullo scivolo o altri giochi: “Stai tranquilla, ci sono qui io a prenderti, non avere paura!

Ogni giorno la nostra speranza riprende vigore e forza davanti all’altare, nell’Eucarestia troviamo la forza per camminare, la luce per capire, la pace per accettare. Gesù Eucarestia è il nostro Sposo fedele, colui che non ci lascia mai, è lì che impariamo che l’amore vero non è fatto solo di emozioni, ma di fedeltà, sacrificio e dono.

Il Signore non ci ha promesso una vita senza lacrime, ma ci ha promesso che ogni lacrima sarà asciugata. Noi crediamo che un giorno, quella promessa di tornare al Padre, cominciata con il nostro battesimo, sarà pienamente compiuta.

Viviamo già un anticipo di quella pienezza ogni volta che perdoniamo, ogni volta che scegliamo di non restituire male per male, ogni volta che invochiamo lo Spirito per trasformare la nostra solitudine in preghiera. In questo modo, la nostra speranza non è vana, ma reale, concreta, viva.

La speranza è vedere le persone cambiare, partecipare a una cena con altre coppie dopo una testimonianza, circondati da bambini che giocano, è osservare un piccolo che s’inginocchia quando gli dici: “Guarda, lì c’è Gesù”. Continuiamo a camminare, con la certezza che la promessa fatta da Dio si compirà.

Clicca per scaricare la locandina

Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)

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