Da cosa ci riconosceranno?

Quanto è importante, in famiglia, trovare tempo per pregare insieme? Non sempre ci rendiamo conto che il vero motore del nostro quotidiano non è la nostra volontà, il nostro impegno, ma la relazione con il Signore – di cui la preghiera è un fattore essenziale. E se questo è vero per il Tempo Ordinario, quanto più lo sarà per i tempi forti come Avvento o Quaresima! Molto spesso, invece, anche i tempi forti sono vissuti da noi sposi come ordinari: presi da mille cose, non ci accorgiamo che la Chiesa vive in modo speciale quei momenti – preparandosi alla festa.

E in questa preparazione ci invita a prestare attenzione, a intensificare la preghiera, a rinnovare la nostra fede, a trovare con creatività nuovi modi e ritmi per stare con Dio. Da cosa riconosceranno la famiglia cristiana? Dalla croce al collo? Quella la indossano già tanti, anche i non credenti. Dal crocifisso in casa? Molti lo hanno per tradizione, come per tradizione fanno il presepe. Gesù lo ha detto chiaramente: “Se vi amate gli uni gli altri”. Dall’amore ci riconosceranno!

Ma non finisce qui: da dove attingiamo questo Amore sempreverde, che è in grado di arrivare fino ai nemici? Da chi imparare ad Amare fino alla morte? Da chi è morto per Amore, da Gesù. Spezzato per Amore. Quanto è importante, dunque, spezzare insieme la Parola! Una famiglia che ama è una famiglia che prega. Senza preghiera, il tralcio non ha vita in sé stesso perché si tiene lontano dalla vite. Inaridisce e secca presto. Chi spezza la Parola se ne nutre davvero.

Non siamo chiamati a diventare tutti teologi ma a sederci a mensa col Signore. Dunque, sedendoci e pregando insieme, ritroviamo la sorgente della Vita e dell’Amore, che naturalmente poi si riverserà su chi abbiamo attorno.

A fine novembre inizierà il Tempo di Avvento, l’attesa del Natale, della venuta di Gesù sulla terra. La Chiesa ci dona quattro settimane di preparazione e cammino: l’ultimo mese di gravidanza di Maria, partecipato dal popolo di Dio. Ma se pensiamo alla vita di una famiglia, magari con figli, cosa potrà mai aggiungere alle sue giornate già piene di impegni? Come poter “santificare la festa” – ossia anche prepararsi e attenderla in modo degno?

Sottrazione dopo sottrazione, noi pensiamo che l’essenziale sia spezzare la Parola in famiglia: leggerla in preghiera, meditarla, far risuonare ciò che ci suscita e ci dice: lasciar parlare lo Spirito… Da questa esigenza, dal desiderio di condividerla, ecco che è nato il Sussidio di Avvento per sposi, scritto da sposi (edito da Effatà).

L’anno scorso, con tredici coppie, abbiamo camminato lungo questi giorni di attesa con meditazioni in chiave nuziale e domande per la riflessione. Quest’anno, il Signore ci ha concesso il bis e abbiamo potuto perfezionare questo strumento – per renderlo utile e funzionale, il più possibile. Meditazioni in chiave sponsale – con voci di sposi, di chi vive la fedeltà nella separazione, di chi vive lo stato di vedovanza; domande per la riflessione personale e di coppia, volte a incoraggiare il dialogo; introduzione e conclusione a cura di Padre Stefano Panizzolo (Progetto Misterogrande) e Suor Boguslawa Kopka (Csfn), amici che ci hanno donato parole preziose e sapienti.

Il titolo scelto per questo anno è “Verso Betlemme”, a indicare che percorreremo assieme un’unica strada, quella che ci porterà verso la nascita di Cristo. Ci piacerebbe che diventasse realmente “strumento” a servizio degli sposi e per questo fosse diffuso e conosciuto: in poche parole, che possa aiutare ogni coppia a vivere il tempo di Avvento, senza trascorrerlo come un tempo ordinario, preparando il cuore alla novità: meditando su Gesù che sceglie una famiglia umana per venire nel mondo, uomo e donna, struttura da Lui stesso creata in Genesi.

“Verso Betlemme” uscirà prossimamente (tenete d’occhio la pagina @nesentilavoce o il sito di Effatà Editore per gli aggiornamenti!). Se conoscete coppie a cui potrebbe servire, fatevi strumenti a vostra volta: non per mera pubblicità (che a noi non interessa, perché non è un progetto nostro ma Suo!) ma per collaborare nella costruzione di una “rete” di carne, viva e reale, fra chi condivide la medesima vocazione.

Non esistono coppie di serie A o di serie B, in base all’età, ai servizi prestati, alle attività svolte. Il Sacramento è sempre lo stesso, per tutti! Ecco perché è importante mettersi a servizio gli uni degli altri – per scoprirsi accompagnati, visti, accarezzati dal Signore.

Giada Moneti @nesentilavoce

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