Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (Ef 2,19-22) Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.
Domani la Chiesa celebra la festa liturgica dei santi Simone e Giuda, apostoli; il primo era soprannominato Cananeo o “Zelota”, e l’altro, chiamato anche Taddeo, figlio di Giacomo, nell’ultima Cena interrogò il Signore sulla sua manifestazione ed Egli gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». Questa sintetica presentazone non dice molto di questi due santi, ma ciò che ci interessa di più è scritto da san Paolo nella lettura sopracitata che viene proposta nella Messa.
Siete concittadini dei santi e familiari di Dio Forse non ci pensiamo mai abbastanza a quanto siano grandi i benefici ricevuti col Battesimo, eppure sono reali, non sono belle parole campate in aria. Siccome siamo spesso convinti che la vita sia tutta qui e che l’aldilà non esista, allora non diamo più il giusto peso ai tesori spirituali che abbiamo, siamo come quel padrone che non sa di avere un tesoro sepolto nel proprio campo e quindi lo svende sottoprezzo.
Eppure noi battezzati abbiamo due carte d’identità, l’una è quella che solitamente teniamo nel portafoglio e l’altra è la carta d’identità di una città che non appartiene a questo mondo, siamo infatti concittadini dei santi, già, ma quale città abitano i santi ? Il paradiso. E sulla nostra carta d’identità c’è scritta la nostra residenza: città celeste – Paradiso. Inoltre san Paolo ci dice che praticamente risultiamo sul certificato dello stato di famiglia di Dio, nonostante non ne siamo figli per natura, in quanto creature, eppure siamo ascritti a quel registro, come è possibile ? Tutto ciò è reso reale col Battesimo che ci è stato acquistato dalla Croce di Gesù.
Cari sposi, se già col Battesimo non siamo più stranieri né ospiti per Dio, ancor più col Sacramento del Matrimonio siamo diventati sua icona in mezzo al mondo, come possiamo pensare che Dio ci abbandoni nel momento del bisogno? Se dunque ci rivolgiamo a Dio nella preghiera, stiamo parlando con un nostro familiare, non con un estraneo, con Colui che è più intimo a noi stessi di noi stessi. Non temiamo di aprire il nostro cuore al Signore, perché Lui è già lì, ma bisogna che lo riconosciamo con la nostra volontà. Se Lui è la sostanza amorosa della nostra relazione matrimoniale, allora tutto si può risolvere, tutto può rinascere, tutto può risorgere.
Cara coppia di sposi, vi sentite morti come coppia? Rivolgetevi al Signore, risuscitare i morti è la sua specialità, quello gli viene bene.
Edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti Siamo costruiti come comunità su queste fondamenta, lo ripetiamo tutte le volte nel Credo (Credo la Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica). Se ci pensiamo bene il cristianesimo è virale per natura, come un virus che si replica e trova vita in un nuovo corpo, similmente esso ha bisogno di un incontro per passare, diciamo così, da un corpo ad un altro, per trovare nuova vita in una nuova esistenza.
Il cristianesimo è contagioso per natura nonostante il contagio non attiri i riflettori del mondo, ma avviene nel nascondimento, senza attirare grossi clamori. Questo contagio virale è stato alla base della sua diffusione che è partita proprio dai dodici apostoli ed è arrivato a noi, di padre in figlio, di madre in figlia, da nonni a nipoti, e così via fino a che è arrivato a noi e da noi passerà alle generazioni future. Certamente non possiamo ridurre il cristianesimo alla sola predicazione apostolica, poiché questo contagio avviene solo per contatto umano, cioè bisogna imbattersi in Cristo personalmente, è necessario che ciascuno faccia esperienza dell’incontro col Cristo vivo altrimenti gli apostoli restano un fenomeno relegato al passato. La Chiesa infatti ci fa ripetere sempre che è una, santa, cattolica ed apostolica.
Invochiamo questi due apostoli affinché ci aiutino ad essere martiri (deriva dal greco antico μάρτυς –mártys o mártyr, che significa letteralmente «testimone», gli sposi consacrati sebbono diventare sempre più ogni giorno testimoni di ciò che sono. Come fare? Chiedete ai due apostoli di aiutarvi a trovare la vostra specialità di coppia per essere testimoni dell’amore di Cristo.
Giorgio e Valentina.