Posso vivere senza sesso. Non senza amare.

Recentemente una donna, dopo una mia testimonianza, mi ha detto: “Non credo al fatto che tu, per tutti questi anni, non sia andato a letto con un’altra donna”. La cosa mi ha fatto sorridere: in effetti, gli uomini sono spesso considerati poco fedeli, quasi incapaci di resistere al desiderio sessuale e sembra difficile credere che qualcuno possa scegliere liberamente di rinunciare a un piacere così grande, che coinvolge profondamente la sfera fisica, intima ed emotiva. Comunque ha ragione, neanche io ci avrei creduto diversi anni fa.

Forse abbiamo talmente interiorizzato l’idea che non si possa vivere senza sesso da non riuscire più nemmeno a immaginare una persona che scelga di farne a meno. La sessualità sembra essere diventata un bisogno al quale non possiamo sottrarci, come se il desiderio fosse un padrone al quale dobbiamo necessariamente obbedire. Eppure io sono qui e posso testimoniare che si può vivere diversamente, anche quando si è uomini adulti, si è conosciuta l’intimità matrimoniale e si continua a provare attrazione per le donne.

Capisco che, per chi non ha mai sperimentato la continenza, questa scelta possa sembrare quasi impossibile, soprattutto per un uomo. Del resto, anche le battute che circolano sui sacerdoti e sulle persone consacrate, spesso sottintendono che l’assenza di rapporti sessuali sia una privazione insopportabile, una specie di desiderio continuamente frustrato con cui bisogna fare i conti per tutta la vita. In realtà quando una scelta diventa parte della propria vita, cambia anche il modo di guardare le cose, di organizzare le giornate e di vivere le relazioni: non significa che il desiderio scompaia magicamente, ma che smette progressivamente di occupare il centro dei nostri pensieri. Se una persona alimenta continuamente certi discorsi, immagini e fantasie, finirà probabilmente per avere la sessualità sempre in testa; se invece sceglie di custodire il proprio sguardo e di orientare diversamente la propria vita, può scoprire che esistono tanti altri interessi e modi di stare con gli altri.

Qui, però, devo essere sincero: se avessi dovuto contare soltanto sulle mie forze, probabilmente non sarei andato molto lontano. La preghiera, la messa, la Comunione e il rosario sono diventati fondamentali nel mio cammino, perché mi hanno aiutato a comprendere che la castità non è anzitutto una questione di resistenza fisica, ma riguarda il cuore, la mente, lo sguardo e il modo in cui scelgo di vivere le relazioni. Non è che, da quando ho scelto di rimanere fedele, abbia smesso di essere un uomo, di apprezzare la bellezza femminile o di provare desiderio. La differenza è che ho imparato a guardare le donne senza trasformarle in una possibile risposta alla mia solitudine, senza pensare che una nuova relazione possa colmare il vuoto lasciato dall’assenza di mia moglie.

È un cammino che richiede tempo, attenzione e anche scelte molto concrete, perché non siamo angeli e sarebbe ingenuo pensare di poter vivere la castità senza custodire i nostri pensieri e le nostre abitudini. Se so che certi contenuti possono trascinarmi in una direzione sbagliata, non ho bisogno di fermarmi a guardarli per dimostrare a me stesso di essere forte: chiudo la pagina, elimino l’immagine, cambio strada. Non lo faccio perché considero la sessualità qualcosa di sbagliato, ma perché sono consapevole della mia fragilità e non voglio metterla inutilmente alla prova. La libertà, infatti, non consiste nel poter fare qualsiasi cosa senza limiti, ma nel saper scegliere ciò che mi permette di vivere secondo ciò in cui credo.

Con il passare degli anni ho scoperto anche un’altra cosa, che forse può sorprendere: non vivo continuamente la mia scelta come una rinuncia dolorosa; ho imparato che la vita è molto più grande della sessualità e che esistono tanti modi di sentirsi vivi e di essere felici. A me piace ascoltare la musica, leggere, camminare nella natura, prendere una birra con gli amici, stare con le figlie e condividere con loro momenti che per me hanno un valore immenso. Non sto dicendo che queste cose siano equivalenti all’intimità coniugale, perché sarebbe assurdo, ma che possiamo riscoprire gioie che magari avevamo trascurato e costruire relazioni belle senza doverle necessariamente trasformare in relazioni sessuali. Non ogni desiderio deve diventare un’azione e non siamo obbligati a soddisfare ogni impulso per poter vivere serenamente.

Essere casto non significa semplicemente evitare un rapporto sessuale, ma cercare di vivere ogni giorno in coerenza con il dono che ho ricevuto e con la promessa che ho pronunciato davanti a Dio; pertanto la continenza nasce proprio dalla grandezza che riconosco alla sessualità, che per me non può essere separata dalla donazione totale e fedele degli sposi. La Grazia sacramentale non è una forza magica che mi rende insensibile, né elimina la mia libertà e le mie fatiche, ma è un dono sul quale posso continuare a fare affidamento, insieme alla preghiera, per rimanere fedele alla mia vocazione, anche nelle circostanze che non avrei mai voluto vivere.

In questi anni ho scoperto una libertà che prima forse non conoscevo fino in fondo: posso provare un desiderio senza esserne schiavo, posso riconoscere la bellezza di una donna senza volerla possedere e posso vivere una vita piena anche senza avere una relazione sessuale; infatti, sto sperimentando che la mia possibilità di amare non si esaurisce nel condividere l’intimità con una donna.

Sono uno sposo che Dio continua a rendere capace di amare, anche senza il coniuge accanto, perché la Grazia di Dio può sostenere anche un uomo che si sente debole, solo e incompleto.

La mia fedeltà non dimostra quanto sono forte, ma racconta quanto ho bisogno di Dio; mi ricorda, ogni giorno, che anche quando la vita matrimoniale non può essere vissuta pienamente nella presenza e nella reciprocità, io posso continuare a vivere da sposo, affidandomi a Cristo e lasciando che la Sua grazia sostenga la mia libertà e mi renda capace di rimanere fedele alla promessa che ho pronunciato davanti a Lui.

Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)

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