Marta e Maria: entrambe importanti nella nostra famiglia

Stavo ripensando alle carissime amiche di Gesù Marta e Maria. Spesso tendiamo ad identificarci o con l’una o con l’altra. In realtà, se ci pensiamo bene, Marta e Maria sono entrambe presenti in noi. Noi viviamo in un mondo dove siamo chiamati ad operare ma anche a contemplare. Non abbiamo solo mani per fare ma anche un cuore e degli occhi per contemplare e per godere del bene e del bello. Per godere di Dio. Più in generale per godere dell’amore. Senza Maria o Marta nella nostra vita mancherebbe qualcosa di fondamentale.

E’ importante che nella nostra vita matrimoniale ci siano sia Marta che Maria. Se manca una delle due le cose non possono funzionare e presto o tardi entreremo in crisi. Perchè vi dico questo? Cercherò di spiegarmi meglio. Analizziamo le varie opzioni una per una.

Maria senza Marta.

Maria senza Marta significa vivere un amore disincarnato. Una vita dedita ad un Dio che sta lontano nel Cielo. Significa compiere riti e preghiere e poi…. e poi non essere capace di trasformare la preghiera in azione. In gesti concreti. In carezze, in servizio, in ascolto. Mi vengono in mente molte persone, che apparentemente dedicano moltissimo tempo a Gesù e alla Chiesa, ma poi trascurano la moglie o il marito e i figli. Persone che passano le ore in chiesa tra rosari, novene, Messe e magari non preparano la cena a casa o non vanno a fare la spesa. Mi ci metto anche io. Mi è capitato di rendermi conto di star deviando dalla mia vocazione, quando per scrivere un articolo non aiutavo uno dei miei figli a svolgere i compiti a casa. Aveva bisogno di me ed io mi dedicavo all’evangelizzazione. Evangelizzazione farlocca se disincarnata. Ricordiamoci che Dio desidera essere amato qui, adesso, con il nostro prossimo, quello che abbiamo vicino. Marta ci ricorda proprio questo. Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. (1 Gv 4, 20).

Marta senza Maria

Darsi da fare per gli altri è senza dubbio un ottima cosa. E’ importante però chiedersi: perchè lo faciamo?Solo per dovere o c’è di più? Fare e basta presto diventa un peso! Il mondo di oggi è strano. Non c’è più tempo per curare le relazioni ma si deve fare, fare sempre e correre, correre tanto per arrivare alla sera stremati e comunque senza aver fatto tutto perchè servirebbero giorni di 36 ore. Noi alla sera prima di coricarci facciamo il breafing per il giorno dopo, cerchiamo di incastrare gli impegni e fare in modo di fare tutto, ma non è sempre facile e possibile. Abitiamo in una piccola città e fortunatamente ogni luogo è facilmente raggiungibile, immagino che per chi abita nelle grandi città sia ancora più una mission impossible. Si può chiedere aiuto agli amici o ai familiari, ma è sempre e comunque un delirio. Servirebbe un master in pianificazione dell’attività familiare.

Veramente questo mondo porta gli sposi ad essere soci d’impresa. Non c’è più tempo di parlare di argomenti che non siano direttamente funzionali all’organizzazione familiare, non c’è più tempo di guardarsi negli occhi e di ritrovarsi nell’altro, di aprire il cuore, di condividere le gioie, le paure, le difficoltà della giornata e di trovare pace nell’altro. Dopo anni di matrimonio tante coppie non si trovano più. Una volta che i figli sono grandi e che si resta soli in casa, molti sposi scoprono tristemente di non conoscersi più, di non aver più quell’intimità e affiatamento così indispensabile perchè l’amore non diventi un peso ma sia vita. Stiamo attenti che per il troppo fare rischiamo di perdere la gioia vera che dovrebbe scaturire dalle nostre opere. Rischiamo di trasformare tutta la nostra vita in un peso da sostenere.

Marta con Maria

Cosa accade quando nella nostra vita sono presenti entrambe queste benedette donne? Accade un miracolo! Come scrive Jovanotti nella sua canzone A te: A te che hai reso la mia vita bella da morire. Che riesci a render la fatica un immenso piacere. Esattamente così. Quando siamo capaci di far coesistere Marta e Maria nella nostra vita, riusciamo a fare e anche a contemplare, cioè a godere del bene che le nostre opere innescano nella giornata delle persone che ci sono care. Non ci concentreremo più sulla fatica che ci costa ad esempio lavare i piatti la sera, ma godremo nel vedere nostra moglie che intanto si riposa seguendo la sua trasmissione preferita in TV. Non ci concentreremo più sulla fatica che ci costa accompagnare i figli a calcio, ma godremo della loro gioia nel correre su un campo con i loro amici. E così via. Ognuno metta le proprie fatiche e pensi ai benefici che generano intorno a loro. Questo è il segreto per non farci schiacciare da una vita sempre più frenetica, e per essere capaci di vedere, e soprattutto di godere, del bene che riusciamo a fare. Alla fine è la sola cosa che ci può rendere felici: sentirci amati da Dio ed essere capaci di rispondere a quell’amore. Il senso della vita è solo questo.

Antonio e Luisa

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