Nell’amore o tutto o niente

Cosa fa del matrimonio una relazione così grande da essere la base di un sacramento e da essere scelta come immagine dell’amore di Dio? Cosa ha il matrimonio più delle altre modalità di stare insieme? La passione? No, non è detto. Ci sono fidanzati o conviventi che provano più passione l’uno verso l’altro. L’impegno? Prendersi cura? Non è detto. Ci sono tanti conviventi che si prendono cura l’uno dell’altro. E allora cosa? Il tutto! Come vuole essere amato Dio? Lo dice Gesù, cioè Dio stesso: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.” Dio è spesso rappresentato come lo Sposo e la Sua Chiesa come la sposa. Perché nel matrimonio si ricrea esattamente questo tutto. O almeno si dovrebbe. Tant’è che la Chiesa non ammette divorzio. Perchè non ci si può riprendere quello che si è dato a Dio attraverso l’altro: tutto di noi stessi.

Questa frase di Gesù è molto chiara! Non dice con tutto, ma ci tiene a specificare con tutto di tutto. Con ogni componente della nostra persona! Per questo, il matrimonio è la risposta più aderente alla nostalgia di essere amati e di amare che abbiamo tutti dentro. Vi sentireste davvero amati se l’altro affermasse: “Ti voglio bene, ma non mi basti, voglio anche un altro marito o un’altra moglie?” Vi sentireste amati se l’altro dicesse: “Ti voglio bene per ora poi in futuro chissà. Stiamo insieme finché dura?” Oppure: “Ti voglio bene, ma ho voglia anche di sperimentare con altre donne o con altri uomini?” Capite cosa significa la mancanza del tutto? Distrugge l’amore. Lo impoverisce e trasforma l’altro non più in persona da amare, ma in uno strumento da usare.

C’è un’ulteriore riflessione che può nascere dalla necessità del tutto. Si può amare solo con il corpo? Si può amare solo con la mente (volontà)? Il corpo è associato all’amore erotico. L’eros è una forza impetuosa che, se non è controllata, rischia di sfondare gli argini e di esondare oltre il nostro controllo, facendoci commettere errori e sopraffazioni. La volontà è invece associata all’agape, all’amore di donazione, di servizio. L’agape è l’amore considerato più nobile perché più difficile. L’agape è spesso associato al sacrificio.

L’eros è fatto di corporeità, di carne e di sensazioni. Questo tipo di amore è dominato dagli istinti e dalle passioni, spesso guidato da un desiderio ardente e fisico. È l’amore che accende la passione e fa fremere i cuori. È l’amore che brucia nei confronti dell’oggetto del desiderio, che spinge le persone a cercare l’unione fisica, il piacere e la gratificazione dei sensi. L’eros è l’amore che infiamma, che fa battere forte il cuore, che accende la luce nel buio dell’anima.

D’altra parte, l’agape è fatto di spirito, di volontà e di dedizione. È un amore altruistico, che cerca il bene dell’altro, che si dona senza chiedere nulla in cambio. È l’amore che si sacrifica per gli altri, che si esprime nell’empatia, nell’aiuto e nella compassione. L’agape è l’amore che trascende le basse passioni e cerca la vera felicità nell’amore disinteressato.

L’amore non è solo uno né solo l’altro, ma è l’unione di queste due incompletezze che si completano reciprocamente, creando un legame unico e speciale. L’eros è l’amore passionale, il desiderio ardente che brucia dentro di noi. Questa forma di amore ci spinge a cercare l’unione fisica e l’intimità con la persona amata. È un amore travolgente, che ci fa sentire vivi e vibranti. Senza di esso, l’amore diventerebbe monotono e privo di passione, come un fuoco che si spegne lentamente. D’altra parte, l’agape è un amore più profondo e altruistico. È l’amore che ci spinge a prendersi cura degli altri e ad agire per il loro bene, senza aspettarsi nulla in cambio. È un amore che si manifesta attraverso gesti di gentilezza, generosità e perdono. Senza di esso, l’amore potrebbe diventare egoista e privo di compassione. Entrambi questi aspetti dell’amore sono necessari perché la nostra unione matrimoniale diventi una dimora accogliente che possa ospitare il vero amore. Se manca l’eros, il desiderio e il fuoco della passione, la relazione può diventare stanca e priva di vitalità. Se manca l’agape, l’amore può diventare egoista e privo di dedizione reciproca.

Quando l’eros e l’agape si uniscono, si crea un amore completo e equilibrato. È come un giardino fiorito, in cui ogni fiore ha il suo scopo e il suo significato. L’eros fornisce il colore e la bellezza, mentre l’agape fornisce il nutrimento e la cura. Insieme, questi due aspetti dell’amore formano una combinazione perfetta che ci permette di fare esperienza di un amore dove c’è tutto! E’ importante donarsi totalmente per fare esperienza del tutto che è Dio stesso.

Antonio e Luisa

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