“Follow me” – Seguimi

È il primo giorno di un nuovo anno, dono del Signore. Un giorno carico di speranza, progetti, propositi. È bello poter dire, con fiducia e abbandono, «Desidero camminare dietro a Te, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi». E già sappiamo che Lui, non potrà che invitarci nuovamente e terneramente, come se dicesse ad ognuno di noi: «Follow me, seguimi».

Questo stesso bellissimo invito è il nome di un’app davvero interessante. Nel mondo digitale in cui viviamo, dove le notifiche si intrecciano con gli impegni e le relazioni spesso passano attraverso lo schermo, nasce un desiderio profondo: che la fede non resti relegata alle mura della chiesa ma diventi viva nel quotidiano, viva nella rete, vicina alle persone.

È con questo spirito che ha preso vita “Follow Me App”, un’applicazione cattolica pensata per valorizzare momenti di preghiera, cultura e fraternità, rendendoli visibili, condivisibili e accessibili a tutti. L’obiettivo non è solo quello di aggregare eventi quanto di costruire un “ponte tra sacro e sociale”, dove l’app diventa spazio e luogo e il digitale serve all’incontro, senza sostituirlo.

Immaginiamo, infatti, uno spazio digitale che non cancelli la distanza ma la colmi; che non sostituisca la comunità reale, ma la amplifichi. Un’app in cui ogni persona, ogni gruppo parrocchiale, ogni anima assetata di fede e condivisione possa segnare un incontro di preghiera o un momento culturale e farlo conoscere a chi non lo conosce ma lo sta cercando. Questa è Follow Me App, un’idea che, attraverso gli smartphone, diventa realtà concreta.

Quando si apre Follow Me App, si vedono la mappa e la lista di eventi, filtrabili per argomento e località: momenti di preghiera, catechesi, incontri culturali, laboratori, meditazioni, concerti sacri o di Christian Music. È bello pensare che ogni evento abbia dietro un volto: un parroco, un gruppo giovani, una associazione culturale, un laico che vuol condividere bellezza e spiritualità. Follow Me App diventa così strumento 2.0 di spiritualità, bacheca culturale, community in cammino.

Ma non è solo “visualizzare eventi”. Gli eventi in Follow Me App sono facilissimi da inserire: ciascuno può proporre un incontro, inserire titolo, descrizione, orario, luogo (magari con mappa), contatti, fotografie, modalità di partecipazione. In questo modo l’evento è già vivo prim’ancora che avvenga, come una promessa.

Dal punto di vista cristiano, dunque, Follow Me App può incarnare la bellezza evangelica di una Chiesa che non è solo edificio liturgico ma popolo pellegrino. Offrire una piazza digitale di incontri è testimoniare che la fede non ha paura della cultura dominante, di non essere capita o rifiutata. Follow Me App è anzitutto dire: «Ecco, qui si fa esperienza di Dio nel tempo e nello spazio della nostra vita quotidiana».

È annunciare che la Grazia non è contenuta solo nelle mura di una chiesa o di una casa ma cammina, discute, si intreccia alla società contemporanea. Follow Me App, così, si affianca alla già conosciuta Hallow (app per la preghiera e la meditazione guidata) e a Rege o Maria (di cui avevo parlato qui). Disse Papa Benedetto XVI in occasione XLIII Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali di domenica 24 maggio 2009:

Questo desiderio di comunicazione e amicizia è radicato nella nostra stessa natura di esseri umani e non può essere adeguatamente compreso solo come risposta alle innovazioni tecnologiche. Alla luce del messaggio biblico, esso va letto piuttosto come riflesso della nostra partecipazione al comunicativo ed unificante amore di Dio, che vuol fare dell’intera umanità un’unica famiglia. Quando sentiamo il bisogno di avvicinarci ad altre persone, quando vogliamo conoscerle meglio e farci conoscere, stiamo rispondendo alla chiamata di Dio – una chiamata che è impressa nella nostra natura di esseri creati a immagine e somiglianza di Dio, il Dio della comunicazione e della comunione.

La tecnologia a servizio del Bene, insomma, può diventare segno. Segno che la fede non è un’idea ma la versione in pienezza della vita dell’anima. Segno che la città spirituale e la città reale – come affermava Sant’Agostino – non sono separate ma dialogano. Segno che chi crede ha anche cura del bello, della cultura, dell’incontro. Se le varie app hanno dietro di esse una comunità che crede nella missione, non come gadget quanto piuttosto come servizio, allora non sono solo e tanto “app cattoliche” ma vero e proprio “spazio ecclesiale digitale”. Sereno 2026 a tutti noi, sempre seguendo il Buon Dio!

Fabrizia Perrachon

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