C’è ancora posto per Gesù a Natale?

Ci stiamo velocemente avvicinando a una delle feste più belle, il Natale e quest’anno la quarta domenica di Avvento coincide con la vigilia; quindi, questo tempo di preparazione è più corto del solito. Ma che bello andare in giro, vedere tutte le illuminazioni, la gente che va in giro a fare i regali, le musiche, l’albero, il presepe, pandori/panettoni in offerta, le cene aziendali, le vacanze natalizie, il cenone della vigilia, i film d’amore, il pranzo di Natale, l’attesa dei regali, tante abbuffate!

No, questo, seppure tutto bello e romantico, non è il Natale.

Viaggiando per le strade ci sono tanti cartelloni con la scritta Natale o Christmas che riportano belle donne, tutti i più svariati articoli in vendita (dai materassi ai viaggi), colori dorati, Babbi Natali e folletti, ma nessuno che riporti la nascita di Gesù (tranne le pubblicità dei presepi viventi). È diventata una festa come tante altre, una tradizione, un momento di riposo e di vacanza, tutto qui.

Immaginiamo di organizzare una festa di compleanno a sorpresa; si trova il locale giusto, magari con qualcuno che mette un po’ di musica, si concorda il menù, s’invitano gli amici e i parenti, ricordando loro di non dire niente e di essere puntuali, si addobba la sala con striscioni e palloncini, si fa un video da proiettare con le foto più importanti, ma alla fine ci si accorge che ci siamo scordati di chiamare il festeggiato! Grave errore, che rende vani tutti i nostri sforzi.

Questo è il rischio, cioè quello di arrivare al giorno di Natale, aver preparato tutto, addobbi, regali, aver cucinato tante prelibatezze, ma aver tralasciato la Persona più importante.

In questo periodo siamo in attesa di un incontro: quando ero fidanzato, mi ricordo con quanta cura mi preparavo, cercando di essere impeccabile, la barba curata, i vestiti giusti e il profumo adeguato per arrivare più bello possibile dalla mia futura moglie e probabilmente mi recavo in anticipo a prenderla, da quanto non vedevo l’ora di vederla. Si rischia di fare tante cose belle e buone, ma Gesù c’entra qualcosa in tutto questo? È ancora al centro della nostra vita o almeno quello che facciamo in questi giorni è in parte per Lui?

Io vedo anche al lavoro, ci diciamo “Buon Natale, auguri!”, forse si va alla messa di mezzanotte, ma a cosa serve andarci una o due volte all’anno? È solo una tradizione, un modo anche per prendere un po’ d’aria e ascoltare le canzoni natalizie, dopo la mangiata del ventiquattro sera! Se poi nevica, è proprio un bel Natale!

Eppure, la nascita di Gesù è un evento talmente tanto importante, che qualcuno ha deciso di dividere il tempo tra un prima e un dopo, assegnando l’anno zero alla venuta di questo bambino così unico, perché figlio di Dio. Tutta l’umanità era in attesa dell’incontro di un Dio lassù nel cielo, lontano, con la nostra storia e la nostra condizione di creature, l’inizio della storia della salvezza (l’Antico Testamento è pieno di riferimenti a questa venuta del Salvatore).

Ma perché Gesù è venuto sulla Terra? Essenzialmente per salvarci, donandoci la vita eterna e per farci vedere come vivere qui come fratelli e sorelle, attraverso anche i suoi regali, i Sacramenti. Infatti, la tradizione dei regali deriva dal Primo Regalo, cioè dall’infinito dono che ci ha fatto Gesù incarnandosi come bambino.

Per noi sposi, oltre alla gioia, tenerezza e dolcezza di un papà e una mamma accanto al loro primogenito, cosa esprime? Gesù deve essere al centro del rapporto tra uomo e donna, così come si è innestato permanentemente nella loro relazione il giorno delle nozze: se a parole sembra facile, nella vita reale e quotidiana non lo è, perché siamo trascinati dal mondo e da tante distrazioni che cercano di portarci fuori strada. Così, come Gesù è l’intersezione tra il cielo e la terra, allo stesso modo l’uomo e la donna s’incontrano veramente solo tramite Lui.

Che questo Natale ci aiuti a ripulire i nostri cuori da quello che non è essenziale, in modo che Gesù possa nascere davvero in un “terreno” fertile per noi e per chi ci sta intorno. La luce è importante per vedere, ma forse ancora prima, viene il calore di una Presenza che ci scalda, come avviene in un caldo abbraccio (in una stanza fredda è difficile rimanere, anche se c’è la luce).

L’augurio che faccio a tutti gli sposi è che questo Natale non sia come tutti gli altri, ma segni un nuovo inizio, un punto zero, per ripartire con slancio.

Un’ultima parola voglio rivolgerla ai miei amici e compagni di cammino, separati fedeli, per i quali il Natale può essere una festa bella, ma anche triste, specialmente se vissuta da soli e senza figli: non c’è niente che andrà perduto di quello che soffrirete (soffrire, cioè “portare su di sé”) o che vi mancherà, se lo affidate a Gesù; inoltre, vi auguro di sentire nelle sante messe natalizie il calore della Sua presenza nella Santa Eucarestia! Ricordatevi che la vostra famiglia va ben oltre le vostre mura domestiche!

Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)

Un pensiero su &Idquo;C’è ancora posto per Gesù a Natale?

  1. Con Gesù non siamo mai soli!
    Lui è il primo ad esser rifiutato, già prima della nascita, avvenuta in una stalla perché per Lui non c’era posto.
    Gesù ci ha insegnato a trasformare il male attraverso il bene,
    Con la pace del cuore, il perdono, la preghiera…ma soprattutto con la Sacra Famiglia…non sarò mai sola.
    Grazie degli Auguri, della Vostra luminosa testimonianza e della compagnia che ogni giorno mi fate.
    “Sì, la mia famiglia va ben oltre le mura domestiche.”
    Buon cammino verso il Natale di Gesù!

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