Anche quel giorno, come oggi, era il giovedì grasso ma …

Oggi è il cosiddetto “giovedì grasso”, una delle giornate clou del carnevale, in cui tanti pensano alle maschere, ai travestimenti, ai coriandoli, alle frittelle, agli scherzi, ecc …. anche nel febbraio 1858 ci fu il giovedì grasso, che quell’anno cadeva il giorno 11, ma in Cielo a tutto si pensava tranne che al carnevale; già, perché l’11 febbraio 1858 ci fu un evento che cambiò la storia della fede cattolica moderna.

In Francia, a Lourdes, era una giornata particolarmente fredda e tre ragazzine, per cercare di scaldare la loro casa umida e malsana, stavano andando a racimolare dei rametti di legna nella località di Massabielle, dove il fiume Gave formava un’ansa nella quale si accumulavano parecchi detriti, tra cui appunto dei rimasugli boschivi. Vi era pure una grotta ma il luogo, lontano dal centro abitato, era piuttosto sgradevole in quanto pascolo di maiali. Toinette era accompagnata da un’amica e dalla sorella Bernadette, una quattordicenne affetta dall’asma e di salute cagionevole che rimase indietro rispetto a loro perché, prima di attraversare l’acqua, si fermò per togliere le calze e non bagnarle. Fu proprio in quel momento – era circa mezzogiorno – che un fruscio in assenza di vento attirò la sua attenzione: nella fenditura della roccia vide quella che chiamò “Aquerò“, una donna misteriosa vestita di bianco, con una cintura azzurra, sui piedi due rose dorate e un grande rosario al braccio. Anche Bernadette, d’istinto, tirò fuori dalla tasca il suo umile rosario e stava per farsi il segno della croce quando la solennità di quel gesto compiuto dalla Bella Signora la  impressionò a tal punto da rimanere quasi immobile.

In quel giovedì grasso ebbe avvio non soltanto il ciclo delle apparizioni di Lourdes ma un’ondata straordinaria di fede che avrebbe dato del filo da torcere all’anticlericalismo allora molto acceso in Francia e fatto di quel luogo la prima meta di pellegrinaggi in Europa e, al mondo, secondo solo al Santuario di Guadalupe in Messico.

Ecco come Dio opera in maniera prodigiosa, ribaltando completamente i canoni umani! Dal giovedì grasso al giovedì della Grazia, da una grotta trasandata e sporca ad un rifugio diventato purissimo in cui centinaia di migliaia di persone – da allora – trovano risposte, miracoli, consolazione, guarigioni fisiche e spirituali, la Grotta che tutti conosciamo, che in tantissimi amano e alla quale corrono con il cuore ogni qualvolta sentano il bisogno di chiedere aiuto alla Mamma o di dire anche un semplice ma grande grazie.
Diceva Bernadette: “La grotta era il mio Cielo” e anche “Madre mia, è nel vostro cuore che vengo a deporre le angosce del mio e ad attingere forza e coraggio“.

Quel giovedì grasso, prima di allora, non aveva niente di santo né di particolare: fu la presenza di Maria a renderlo unico non soltanto per la vita della giovane veggente, della sua famiglia o degli abitanti di Lourdes ma anche per noi, oggi, che ci prepariamo a riviverne la portata eccezionale, quando domenica celebreremo il 166esimo anniversario della prima apparizione e la 32esima Giornata Mondiale del Malato. Era un giovedì grasso ma il Signore non scherzò affatto, permettendo alla Madonna di manifestarsi e rivelarsi poi, il 25 marzo, come “Immacolata Concezione”, suggellando il dogma promulgato quattro anni prima da Papa Pio IX.

All’immagine del giovedì grasso – obeso di frivolezza – si contrappone non solo il ricordo di Lourdes ma anche di tutte quelle situazioni di malattia, dolore, degrado e guerra che tormentano tanti essere umani e che, come monito serissimo, parlano alla società materialistica che pensa solo al divertimento. Al di là e ben oltre il carnevale, dunque, c’è una parte di mondo che soffre ed una parte che cura, una parte che geme ed una parte che ripara, una parte che lotta ed una che prega.
Un 11 febbraio spartiacque, dunque, non solo tra un prima e un dopo temporale quando piuttosto tra un prima e un dopo spirituale, un giovedì che non strizza l’occhio ai travestimenti ma che fa cadere tutte le maschere della superficialità umana, un 11 febbraio perennemente attuale in grado di parlare a ciascuno di noi.

Fabrizia Perrachon 

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