Da piccola, i miei genitori mi portavano spesso a visitare alcuni luoghi che sono diventati per me molto cari: il Santuario della Santa Casa di Loreto, quello di San Gabriele dell’Addolorata e San Giovanni Rotondo, dove è custodita la salma di Padre Pio. Ricordo le tante ore trascorse in macchina, i racconti dei miei familiari lungo il viaggio e la gioia di arrivare a destinazione per visitare i luoghi di cui avevo sentito tanto parlare. Crescendo, ho avuto modo di conoscere sempre più a fondo la storia legata a questi luoghi santi.
Visitando San Giovanni Rotondo, ho scoperto la storia di un uomo che ha sentito forte la chiamata a donare la propria vita a Dio, è diventato frate e ha saputo offrire a Dio tante sofferenze, anche fisiche. Tante persone si recavano da Padre Pio perché vedevano in lui una particolare capacità di riconoscere le intenzioni nascoste dell’anima. Non si stancava mai di accogliere le tantissime persone che arrivavano da lui da ogni parte d’Italia, annunciando sempre la verità e la bellezza della Parola di Dio.
Mi ha sempre colpito molto una sua affermazione: “Chi comincia ad amare deve essere pronto a soffrire”. Quasi mai associamo la dimensione dell’amore a quella della sofferenza. Eppure, la vita ci porta continuamente a fare i conti con quelle sofferenze che talvolta facciamo fatica ad accettare: il lutto per una persona cara, la malattia fisica, una ferita nella storia di chi abbiamo accanto che chiede di essere ascoltata.
Vivere una relazione intima significa anche saper riconoscere le nostre ferite, accogliere quelle di chi abbiamo accanto e affidarle insieme a Gesù. Proprio Lui, nel Vangelo, ci ha detto: “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. (Gv 15, 13) Ogni giorno, per poter vivere una relazione autentica con chi abbiamo accanto, siamo chiamati a dare la vita, a donarci al prossimo e alle persone che il Signore ha messo sul nostro cammino.
Ognuno di noi sperimenta, nella propria vita, situazioni che non vanno secondo i propri progetti. Talvolta le viviamo come fallimenti, mentre Padre Pio amava definire “beata la caduta che ti ha fatto guardare al cielo e la crisi che ti ha fatto cercare Dio!”.
La parola “crisi” deriva dal greco e rimanda all’idea della scelta, della decisione. Ogni nostra crisi ci dà la possibilità di fermarci di fronte a quegli eventi che non comprendiamo e scegliere in quale direzione muoverci. Ogni nostra crisi può diventare un’occasione per riscoprire l’amore di Dio, per ridefinire le priorità nella coppia e riscoprire l’essenziale. Ogni nostra crisi può diventare l’occasione per guardare al Cielo e rileggere la nostra sofferenza in vista della vita eterna che il Signore ha promesso a chiunque crede in Lui.
Padre Pio ha fatto tanto bene alle persone bisognose di aiuto: ha fondato, infatti, la Casa Sollievo della Sofferenza proprio a San Giovanni Rotondo per accogliere chi non disponeva di mezzi propri per curarsi. Grande è il bene che Padre Pio ha lasciato e che ancora oggi continua a portare frutto. In diverse regioni sono attivi i Gruppi di Preghiera di Padre Pio. A guidare i gruppi della regione Abruzzo, ad esempio, è Padre Guglielmo Alimonti, discepolo spirituale di Padre Pio.
“Il male torna indietro, piccirì. E pure il bene. – diceva lui – Scegli tu cosa farti restituire.”
Il male chiama sempre a sé altro male e lo vediamo ogni giorno intorno a noi.
Ma la bella notizia è che ognuno di noi può scegliere di interrompere la catena del male facendo il bene. Non possiamo cambiare il male che ciascuno di noi avrà ricevuto nella propria vita – un’umiliazione, un’offesa, un tradimento nella fiducia – ma possiamo scegliere come reagire a quel male. Possiamo scegliere di non restituire il male a chi ci ha ferito. Possiamo scegliere di spezzare la catena del male che non fa che generare altro male intorno a sé.
Siamo noi responsabili delle nostre reazioni di fronte al male ricevuto, siamo noi padroni di quello che seminiamo nella nostra vita e di quello che ci sarà restituito. Il male torna indietro, così come il bene: sta a noi la scelta.
Questa è la grande eredità che ci ha lasciato Padre Pio: la testimonianza di un uomo, divenuto santo, che ha annunciato instancabilmente la forza del Vangelo. Anche nei momenti in cui non comprendiamo ciò che ci sta accadendo, possiamo scegliere di non fermarci alla sofferenza ma di lasciarci guidare da Dio. E proprio questo è uno degli inviti più belli che ci arrivano dalla vita di Padre Pio: trasformare le nostre cadute in occasioni di incontro con Dio, trasformare le nostre crisi in momenti in cui riscoprire il progetto meraviglioso che Dio Padre ha per ciascuno di noi.
Francesca Parlangeli