C’è una frase che si insinua con leggerezza nelle conversazioni, nelle scelte, perfino nei pensieri più intimi: “Così fan tutti”. Sembra innocua, quasi scherzosa — proprio come il titolo dell’opera di Wolfgang Amadeus Mozart — e invece porta con sé un peso enorme, soprattutto quando entra nella vita di una coppia, nel cuore di un matrimonio.
“Così fan tutti.” Relazioni senza impegno, tanto lo fanno tutti. Tradire, se l’amore si spegne, tanto lo fanno tutti. Dividersi alla prima difficoltà, tanto lo fanno tutti. Mettere sé stessi al primo posto, sempre, perché… sì, lo fanno tutti. Eppure, proprio lì, nella normalità che diventa regola, il matrimonio cristiano si rivela per ciò che è: una scelta controcorrente e profondamente gioiosa. Due persone che si promettono amore davanti a Dio non stanno dicendo semplicemente “finché dura poi … così fan tutti”. Stanno dicendo qualcosa di molto più audace: “Io per te, anche quando non sarà facile. Io per te, anche quando il mondo dirà che non ne vale la pena. Io per te, perché insieme vogliamo essere per Dio.”
Il matrimonio cristiano non è fondato sulla perfezione, ma sulla fedeltà. Non sull’assenza di problemi, ma sulla presenza di una promessa che va oltre i problemi. In un tempo in cui tutto è reversibile, aggiornabile, sostituibile, quella promessa diventa un segno forte, quasi rivoluzionario. Perché amare davvero non è seguire ciò che fanno tutti. È restare quando gli altri se ne vanno. È ricominciare quando sarebbe più semplice chiudere. È perdonare quando l’orgoglio suggerisce distanza.
“Così fan tutti” rischia di svuotare l’amore, di ridurlo a emozione, a sentimento fragile. Ma l’amore cristiano è molto di più: è decisione, è dono, è sacrificio che genera vita. È guardarsi negli occhi e riconoscere che l’altro non è un mezzo per la propria felicità, ma un compagno di strada verso qualcosa di eterno. Non è sempre facile. Ci sono giorni in cui il silenzio pesa, in cui le differenze sembrano muri, in cui la stanchezza spegne la tenerezza. Ma è proprio lì che il matrimonio mostra la sua verità più profonda: non si è soli. Dio non è un invitato distante in quanto cuore stesso dell’alleanza. È Colui che tiene unito ciò che sembra spezzarsi. È la forza nascosta nel perdono, la pazienza che rinasce, la speranza che non si arrende.
Una coppia cristiana non è quella che non cade mai, ma quella che ogni volta si rialza insieme. Che sceglie di amarsi ancora, e ancora, e ancora. Non perché “così fan tutti”, ma perché hanno scoperto un amore più grande delle mode, delle paure, delle fragilità. E allora quella frase cambia significato. Non più un alibi per abbassarsi, ma quasi una provocazione: “Così fan tutti… ma noi no.” Noi scegliamo la fedeltà. Noi scegliamo la verità. Noi scegliamo di amarci non come viene facile, ma come amerebbe Dio.
E in questo “no” c’è un “sì” immenso. Un sì alla vita, un sì alla grazia, un sì a Dio. Perché alla fine, il segreto non è fare ciò che fanno tutti. È amare come pochi hanno il coraggio di amare. È scegliere non perché “così dice il mondo”, ma perché “così insegna il Padre”. È maturità che va oltre il “così fan tutti”. È verità che va oltre il “così fan tutti”. È preghiera che va oltre il “così fan tutti”. È il “così farebbe Dio”, e allora facciamo anche noi.
Fabrizia Perrachon
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