Usiamo la zucca: non facciamoci rubare una notte santa

C’è un modo di dire popolarissimo che tutti usiamo quando vogliamo invitare qualcuno a ragionare con lucidità: «Usa la zucca!». Ed è ironico – quasi un benevolo scherzo della Provvidenza – che oggi la nostra “zucca” (cioè l’intelligenza, l’usare la testa) si trovi a dover fare i conti con un’altra zucca. Quella vuota, intagliata e illuminata da una candela, diventata il simbolo di una notte che sempre più sta conquistando la nostra società.

Tra vetrine piene di ragnatele, costumi mostruosi e un ritornello non così innocente come potrebbe sembrare, ci viene ripetuto che si tratta solo di una carnevalata innocente, un modo per far divertire i bambini. Ma è davvero così? O stiamo, con troppa leggerezza, cedendo terreno spirituale prezioso?

Non occorre gridare al complotto per guardare la realtà con sguardo cristiano. San Paolo, nella Lettera agli Efesini, ci lascia un monito limpido e quanto mai attuale: «Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce» (Ef 5,11.8). Lo spirito avverte ciò che una parte della società occulta, maschera, nasconde.

Il grande esorcista padre Gabriele Amorth ripeteva spesso che l’inganno più raffinato del maligno non è mostrarsi con le corna e il forcone, ma far credere di essere inoffensivo o, ancora meglio, un semplice gioco. Trasformare il macabro, l’orrorifico e i simboli della morte in una moda accattivante ha un effetto preciso: desensibilizza l’anima. Ciò che ieri faceva orrore, oggi appare cool. Ciò che appartiene alle tenebre diventa un gadget da comprare, alimentando il business del macabro. Ma l’anima non è neutra: ciò che mettiamo davanti agli occhi dei nostri figli – e ai nostri – plasma la loro – e la nostra – sensibilità spirituale.

La notte del 31 ottobre non è affatto oscura, anzi, tutto il contrario! Sapevate, per esempio, che il nome stesso è la contrazione di All Hallows’ Eve, ovvero la “Vigilia di Tutti i Santi”? La Chiesa ha posto al centro del calendario autunnale una festa d’immensa bellezza: la solennità di Tutti i Santi, seguita dalla memoria dei Fedeli Defunti. È la festa della vita che non muore, della vittoria di Cristo sulla morte, della bellezza di uomini e donne che hanno profumato la storia di fede e di amore.

Cosa è successo allora? Il mondo ha preso questa vigilia luminosa, l’ha svuotata della grazia e l’ha riempita di scheletri e streghe, sostituendo la gloria dei Santi con la celebrazione del pauroso. Ci hanno rubato una notte santa, e noi gliel’abbiamo lasciato fare. Il profeta Isaia ammoniva: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre» (Is 5,20). Ma allora, che possiamo fare? Usiamo la zucca: scegliamo la Luce!

Scegliere di stare nella Luce non significa rovinare la festa ai bambini, ma proporre loro qualcosa di infinitamente più bello! Perché educarli al fascino della morte quando possiamo festeggiare la gioia della Vita? In sempre più parrocchie sta nascendo la bellissima tradizione dell’Holywin (“La santità vince”): feste in cui i bambini si vestono dai loro Santi preferiti, si gioca e si accende una candela per dire: “Qui si celebra la Vita!”.

Non solo: da qualche anno a questa parte si affianca anche la bellissima iniziativa chiamata “La notte dei Santuari”. Si tratta di un’iniziativa pastorale e culturale promossa dalla Chiesa italiana (attraverso l’Ufficio preposto della CEI), che apre le porte dei santuari in una sera o in una notte. Durante questo appuntamento, i santuari aderenti offrono a fedeli e visitatori un’esperienza di accoglienza spirituale e culturale attraverso momenti di preghiera, visite guidate, musica, meditazioni e percorsi artistico-religiosi, pensati per far riscoprire la bellezza e il valore di questi luoghi di fede. Sarà un caso che si tiene proprio la notte del 31 ottobre?

La prossima volta che vedremo una zucca intagliata, ricordiamoci di “usare la zucca”: ragioniamo con la testa, pensiamo alla bellezza, alla limpidezza, al chiarore della fede! Non svendiamo il nostro cuore a ciò lo spegne e omologa, senza magari essere andati un po’ più a fondo nelle cose, e saperne almeno briciolo in più. E scegliere, con libertà e consapevolezza, se stare dalla parte delle tenebre o dalla parte della luce. Viviamo e facciamo vivere bene la Notte dei Santi. Ricordiamo al mondo, con gioia e semplicità, che la Luce vince sempre.

Fabrizia Perrachon

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