Misericordia è curare, non giustificare.

Spesso sento dire che per amare bisogna accogliere, accettare e non giudicare l’altro. Chi giudica è un fariseo, è un uomo della legge ma non è un cristiano perché Cristo è venuto per tutti, anzi soprattutto per chi è nell’errore e nella sofferenza. Ormai è di moda nella Chiesa parlare di costruire ponti e di non erigere muri.

Sono d’accordo su tutto, mi sembra un ragionamento  corretto e che fili ma poi penso a come ero io. Non basta accogliere, ma bisogna avere il coraggio e la capacità di correggere chi sbaglia e vive nel peccato.

Ero un peccatore, una persona misera e con poca autostima e di una Chiesa “accogliente”, che mi apriva le porte così come ero non me ne facevo  nulla, anzi sarebbe stata un’ulteriore prova che anche la via cristiana è come tutte le altre.

Chi mi ha mostrato Gesù nel suo vero volto misericordioso non è stato accondiscendente con me anzi è stato molto duro. Mi ha mostrato tutta la mia fragilità, le mie false verità, il mio egoismo e mi ha elencato tutti i miei peccati uno per uno ma non mi ha mai giudicato. Mi ha fatto capire che lui in me vedeva molto più di ciò che ero, e mi ha aiutato a scoprirlo e a riconoscermi nel progetto di Dio.

Misericordia e verità. Questa è l’unica strada possibile per la Chiesa. Il resto ti porta fuori, provoca pericolosi sbandamenti verso la mondanità come direbbe Papa Francesco e svuoterebbe la Chiesa della sua essenza cioè di Cristo e della Sua Parola.

La parabola del buon Samaritano ci insegna che è misericordioso non chi accoglie senza curare, ma chi si fa carico della persona ferita e si prodiga perché questa persona venga curata e possa così guarire e tornare sana.

Io non avevo bisogno di un sacerdote che mi giustificasse su rapporti prematrimoniali, su anticoncezionali e su altre realtà che oggi sono diffusissime ma che nascondono sempre un grande egoismo. Il mio cuore non aveva bisogno di essere giustificato ma di essere amato e curato. Di un sacerdote così non me ne sarei fatto nulla. Fortunatamente ho incontrato sacerdoti veri, che mi hanno amato e condotto con amore e fermezza a ritrovarmi e ad essere finalmente capace di amare.

Antonio

 

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