Abbiamo celebrato Domenica scorsa la solennità della Santissima Trinità, e noi abbiamo avuto la grazia di poterlo fare nella Basilica del Santuario di Loreto, insieme ai numerosi partecipanti al ritiro di fine anno della Scuola nuziale.
Sono stati due giorni intensi che ci hanno dato la possibilità di meditare la bellezza del Sacramento del Matrimonio sotto vari aspetti, da varie angolature e con sensibilità diverse. Queste differenze sono state proprio la ricchezza di questo ritiro, come se non bastasse un solo aspetto per destare stupore dinanzi a tanta bellezza affidata agli sposi.
E quasi a conferma di tutto ciò la conclusione è avvenuta nella solennità della Santissima Trinità, anche questo un mistero che più che comprendere, la Chiesa ci invita a contemplare. Il mistero trinitario non è una realtà afferrabile dalla natura umana, e se Dio non ce lo avesse rivelato noi non avremmo potuto nemmeno lontanamente immaginarlo. Quel che resta dunque è lo stupore dinanzi alla bellezza di un Dio che è comunione di amore fra tre persone uguali e distinte. E’ un mistero da contemplare e da vivere, infatti solo vivendolo come realtà, anche se ineffabile, si comprende come lo stupore e la contemplazione siano l’atteggiamento giusto.
Eppure questo Dio infinito ed eterno, che neanche i cieli dei cieli possono contenere si fa nostro ospite ed abita dentro di noi dal giorno del nostro Battesimo. Una realtà soprannaturale così grande, così inafferrabile, così perfetta in se stessa, che vuole abitare in una creatura (ognuno di noi) così piccola, così circoscritta, così finita e così imperfetta. Colui che non solo è la fonte dell’amore, ma è l’Amore stesso, ci onora della sua presenza dentro la nostra umanità che spesso non lo ricambia dell’amore ricevuto. L’eterno dentro il temporaneo, l’infinito dentro il finito, l’immortale dentro un mortale, lo sconfinato dentro un limitato… l’amore di cui siamo oggetto non può non stupirci.
In fondo in fondo cosa abbiamo fatto per meritare tutto ciò? Nulla, è solo frutto di un Dio che non riesce a smettere di amare nella comunione. Ma se tutta questa bellezza è già dentro ogni battezzato, cosa sarà mai una coppia di sposi che col Sacramento del Matrimonio diventa Sacramento che cammina per le strade?
Diventa non solo icona della Trinità, diventa casa sua, proprietà sua, sua dimora stabile, diventa una manifestazione sensibile del suo amore trinitario di comunione eterna. Tutto ciò e molto di più, che ora non riusciamo ad esprimere, è racchiuso nel Sacramento del Matrimonio, il quale a sua volta, è come se fosse una piena fioritura del Battesimo.
Cari sposi, questa settimana cominciamo a guardare il nostro coniuge con questi nuovi occhi di stupore del Mistero che lui o che lei racchiude. Coraggio.
Giorgio e Valentina
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