Corteo nuziale

 

Che cos’è che sale dal deserto
come una colonna di fumo,
esalando profumo di mirra e d’incenso
e d’ogni polvere aromatica?
7 Ecco, la lettiga di Salomone:
sessanta prodi le stanno intorno,
tra i più valorosi d’Israele.
8 Tutti sanno maneggiare la spada,
sono esperti nella guerra;
ognuno porta la spada al fianco
contro i pericoli della notte.
9 Un baldacchino s’è fatto il re Salomone,
con legno del Libano.
10 Le sue colonne le ha fatte d’argento,
d’oro la sua spalliera;
il suo seggio di porpora,
il centro è un ricamo d’amore
delle fanciulle di Gerusalemme.
11 Uscite figlie di Sion,
guardate il re Salomone
con la corona che gli pose sua madre,
nel giorno delle sue nozze,
nel giorno della gioia del suo cuore.

Ci siamo , finalmente l’attesa è finita. Il corteo della sposa sta arrivando, gli sposi possono finalmente incontrarsi, dopo essersi desiderati per lungo tempo possono finalmente guardarsi anzi ammirarsi e trovarsi finalmente soli. La festa del matrimonio ha inizio. E’ bello notare come tutti i sensi siano coinvolti: colonna di fumo, fragranza di mirra, profumi, la vista dell’imponenza. Il corteo sale dal deserto, desolato e disabitato senza colori e arriva in una città che fa festa.  Lo sposo è impaziente. Dietro quell’iniziale “che cos’è”, si nasconde tutto il desiderio di vedere, di conoscere la sposa in pienezza. Importanti anche la presenza di imponenti guardie armate. Non è solo per rimarcare che la sposa è regina per lo sposo, ma anche per ricordare che bisogna proteggere quell’amore e quel desiderio, che Dio ha messo nei nostri cuori, da tante insidie, dal peccato e dalla concupiscenza, e non è cosa facile. A me ricorda tanto quando Luisa è entrata in chiesa e con l’abito bianco è venuta verso l’altare verso di me. Le sensazioni che provavo erano le stesse. In quel momento non riuscivo a contenere l’emozione di sapere che da li a poco lei sarebbe diventata mia, ma non nel senso del possesso, ma nel senso che si sarebbe svelata a me in tutta la sua bellezza e dolcezza e io mi sentivo come lo sposo del cantico che assaporava quello che da lì a poco sarebbe accaduto. C’è già in questo momento una carica di eros, anche se solo in divenire, ma che inebria l’uomo e la donna. Tutta la persona è recettiva dell’altra perché vuole assaporarla con tutta se stessa.

Il Cantico dei cantici è il nostro matrimonio. I protagonisti del Cantico non hanno nome, perché ogni sposo è protagonista della sua storia d’amore che, se vissuta nella verità di Dio, rinnova il Cantico dei cantici innumerevoli volte quanti sono gli sposi nella storia.

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2 Pensieri su &Idquo;Corteo nuziale

  1. Meraviglioso come tutti gli articoli da voi scritti.
    Anche per me e il mio sposo è stato un attendersi, gioire inebriante ed emozionante il giorno del nostro Matrimonio. Ci aspettavamo eravamo così emozionati che abbiamo vissuto fortemente quel momento come se fossimo solo noi. Grazie Antonio e Luisa per quello che ci donate ogni giorno. Vivere l’amore per il proprio sposo\a ogni giorno è una conferma che Gesù vuole questo da noi, la FAMIGLIA è sacra ed è la mia forza, mio marito è un dono grande di Dio.
    Grazie ancora di vero cuore.
    R.

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