Lo sguardo che salva: solennità dell’Ascensione del Signore

Domenica abbiamo celebrato la solennità dell’Ascensione del Signore, soltanto uno dei nostri quattro figli si è dovuto recare alla Messa perché noi, insieme agli altri, abbiamo celebrato ieri nel pomeriggio, essendo stati padrini del nostro quarantaduesimo figlioccio di battesimo. Così Gabriele, è stato accompagnato per poi essere ritirato alla fine della celebrazione.

Prima di uscire da casa lui stesso mi ha detto: «mamma, ma tu ti fidi che io vada veramente in chiesa o magari fingo di andare alla messa?».

Questa domanda, è stata una buona occasione di insegnamento per entrambi.

Nel poco tempo del tragitto ho detto a Gabriele.Caro figlio mio, tu chi pensi rimarrebbe più male da questa fiducia tradita?

Voi cosa avreste risposto?

Perché nel fargli la domanda, io stessa, avrei pensato a Gesù, così come lo ha pensato Gabriele.

Subito dopo ho capito, invece, che l’unica a dispiacersi sarei stata io, l’umana della situazione. Certo, perché vedevo davanti a me quanto mi cuocesse la bugia e la presa in giro e quanto poco potere di controllo avrei avuto non essendo stata presente con lui.

Quando mio figlio è sceso dall’auto, proprio davanti alla chiesa, gli ho detto:«Gabri, che Dio ti benedica e apriti all’ascolto»

Da quel momento non potevo sapere se lui sarebbe o meno entrato in parrocchia per vivere, al modo di un quindicenne, la Santa Messa.

Fra me e me rimeditavo l’ascensione e il suo significato.

Pensavo quanto fosse importante il rapporto verticale con il Signore e quanto, guardare in alto,fosse necessario per poterci guardare in orizzontale, cioè tra di noi. Allora ho chiesto a Gesù chi fosse più dispiaciuto di un evento del genere, cioè di una fiducia che viene tradita dal comportamento altrui. Logicamente questo esempio di mio figlio va oltre, si estende a tutte le volte che nelle relazioni umane ci sia apre alla menzogna. Far credere all’altro che fai una cosa e invece ti comporterai in maniera totalmente diversa.
“Uomini di Galilea,
perché fissate nel cielo lo sguardo?
Come l’avete visto salire al cielo,
così il Signore ritornerà”. Alleluia. (At 1,11)

E allora ho preso ad esempio l’antifona di oggi e ho pensato allo sguardo.

È vero Signore, tu ci hai creato perché fossimo nella verità e la tua gioia risiede nella possibilità che noi abbiamo di essere veri ed autentici . Però spesso non ci riusciamo, accipicchia, addirittura facciamo anche il male che non vorremmo ma tu, salendo al cielo ci hai lasciato lo sguardo.

Il tuo sguardo lo hai mostrato agli apostoli che ti hanno visto con i loro occhi, eppure Pietro ha mentito quando si è trovato alle strette, ma tu, guardandolo, lo hai amato, tanto che al momento opportuno lui pianse amaramente, ma poi lo hai reso Roccia della Chiesa.

 ascensione di gesù al cielo

Spesso gli apostoli si guardavano sbigottiti non sapendo cosa fare o cosa credere, ma Tu gli hai raccontato parabole perché ascoltando vedessero.

Hai trasformato l’acqua in vino perché gli sposi di Cana, vedendo, capissero che, senza di te la festa non sarebbe andata avanti.

Hai moltiplicato i cinque pani e i due pesci perché vedendo, tutti si sarebbero anche saziati, perché Tu Signore Intervieni nei quotidiani bisogni.

Salendo al cielo, oggi, come quel giorno sul monte con i tuoi undici, hai promesso che saresti stato con loro fino alla fine del mondo e cosa hai lasciato?

I loro occhi e l’incrocio dei loro sguardi, su ciò che avevano vissuto e su ciò che avrebbero visto in futuro.

Così sono tornata al mio Gabri e quando sono andata a riprenderlo lui stesso mi ha detto. Cara mamma, oggi c’erano le prime comunioni e la Chiesa era piena, ma una cosa me la ricordo: Gesù ha potere su tutto! In effetti ho capito che aveva ascoltato il Vangelo, ma una cosa l’ho imparata questa mattina.

Gesù non sarebbe rimasto poi tanto male se lui non fosse andato alla messa perché lo sguardo, con cui lo avrebbe attraversato sarebbe stato quello che doveva giungere a me per sapere come guardarlo. Così ho cercato di amarlo, in qualunque caso, raccontando a Gabriele il prezzo della libertà e la gioia della verità, ringraziandolo di avermi fatto lui quella domanda , perché, come tutti sappiamo, la menzogna ci inquieta prima ancora che la mettiamo in atto.

Che lo sguardo sull’altro sia l’occasione per aiutarlo ad essere sempre migliore!

 

Cristina Righi

articolo originale scritto per il blog di Annalisa Colzi

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