La misericordia

imageVi ho già detto che mi piace molto addentrarmi nel significato delle parole, andare a fondo nella loro etimologia, anche se purtroppo non ho studiato greco e latino, né tantomeno l’ebraico.

La settimana scorsa un frate mi ha fatto riflettere sull’origine della parola correggere, dal latino cum regere cioè reggere insieme, aiutare chi è in difficoltà in quella situazione, chi ha sbagliato, chi ci ha fatto del male. Come possiamo portare anche il peso degli altri? Soprattutto se l’altro è chi ci sta vicino tutti i giorni e ci ha ferito?

Credo sia importante riflettere sulla misericordia, forse l’attributo più grande di Dio nostro Padre. La traduzione latina (misereor = pietà e cor-cordis = cuore) ci induce a pensare ad un atteggiamento legato al cuore, ad un sentimento, ma come sottolinea Don Fabio Rosini nel suo libro “Solo l’amore crea”, essa non può essere legata alla sola buona volontà o finché “me la sento” perché sarebbe limitata nel tempo. La misericordia di Dio è eterna! In greco aiôn e in ebraico olam, la parola “eterna” ci dice la completezza, l’assenza di limite.

Partiamo dai termini ebraici usati nella Scrittura per capirne un po’ di più: hesed e raham. Il primo termine è il più usato nella Bibbia ed indica l’amore di Dio, la sua tenerezza, la sua postura di fronte all’uomo. (p. 20) Il salmo 136 elenca una serie di azioni che Dio fa per misericordia, Egli fa qualcosa con noi, usa la sua tenerezza fedele per guidare la storia, ci dice la sua premura, si occupa di noi, provvede a noi come un Padre. Il secondo termine, raham, viene dal verbo e dal sostantivo relativi a “viscera”, “utero” e sembra guidarci verso un atteggiamento di amore più tipicamente femminile, viscerale appunto. Pensate care mamme a quando i vostri figli si sbucciano un ginocchio, ecco, quello che provate può dirci qualcosa su come si sente Dio quando ci facciamo del male. Diceva don Luigi Epicoco che Dio si duole profondamente per il male che ci facciamo nel peccare e non tanto per il peccato in se. Allora parliamo di un amore che ri-genera l’altro, che lo accoglie, anzi lo raccoglie e lo riporta alla vita. Ci basterebbe leggere tutte le mattine questo versetto di Isaia al capitolo 49 “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.”

Come possiamo allora avere questo atteggiamento? Gesù stesso ci invita ad essere “…misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso” Lc 6, 36. Credo che tutto si giochi nella relazione che abbiamo con Dio, la misericordia per il prossimo nasce dal rapporto che abbiamo con Dio nostro Padre, quando sentiamo la sua misericordia su di noi, il suo cercare il nostro bene, anche correggendoci in maniera forte qualche volta, possiamo avere lo stesso atteggiamento nei confronti di chi ci sta vicino, allora ci prendiamo a cuore quel fratello, quella situazione perché Dio ci ha scelto per continuare ad essere presente nel mondo. Gesù ci ha dato lo Spirito Santo per inviarci ad essere la misericordia di Dio nel mondo. Capite quale compito abbiamo nel mondo? Se non lo facciamo noi, chi lo fa? Personalmente cerco di vivere questa relazione soprattutto partecipando più possibile alla S. Messa durante la settimana e essendo presente all’adorazione Eucaristica. Poi sono un poveraccio e non sempre riesco a vivere questa misericordia, ma ho deciso di giocarmi la vita in questa relazione con Dio Padre.

Quale strumento immediato abbiamo per fa sentire questa misericordia al prossimo? È l’abbraccio! Un giorno, da qualche parte, ho letto che se un abbraccio è fatto bene, è in grado di rimettere insieme tutti i pezzi di chi lo riceve. Sono d’accordo perché credo che esso abbia una potenza tale da rimettere in piedi una persona. Mi sento di consigliarvi di essere attenti a chi abbiamo vicino, perché spesso essi non sono così espliciti come nella foto…

Ho letto solo le prime pagine, ma mi sento di consigliarvi questo libro, perché questa mia piccola riflessione che ne trae spunto non basta!

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