La Salvezza

Mi trovo a fare i conti con Gesù che con la sua Parola mi ripete da diverso tempo che la salvezza non dipende da me. Durante le varie catechesi, le omelie alle Messe torna frequentemente questo messaggio e non riuscivo a capirne il motivo. Un giorno mi sono confrontato con un confessore e mi ha fatto riflettere sul fatto che forse mi affanno troppo e sono centrato su ciò che faccio e non su chi sono, cioè un figlio amato dal Padre.

Credo che ci sia un grande bisogno di tornare ad annunciare con forza e testimoniare con l’esempio la misericordia di Dio. In un modo che ragiona sul profitto, sui risultati e sul merito, c’è forte necessità di affermare che siamo salvati gratuitamente! Dobbiamo solo accogliere questa salvezza che ci viene dal sacrificio di Gesù Cristo sulla croce, è necessario soltanto il nostro si. Purtroppo questo si ci risulta difficile pronunciarlo perché ci viene più facile meritare qualcosa, mi impegno quindi ho diritto ad una ricompensa. No! Con Dio Padre non funziona così! Non ci salviamo per le nostre opere, che pur aiutano, ma siamo già salvi per il si di Gesù Cristo!

Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo. (Efesini 2,4-10)

La salvezza è una grazia, cioè una cosa gratuita che sta lì per noi e dobbiamo soltanto accoglierla.

Penso che la famiglia cristiana abbia questo dovere nei confronti dei propri figli, farli sentire amati, donare ai figli l’amore “fuso” dei due sposi, cioè amarsi per primi per poi poter amare con completezza i figli. Certo il nostro amore è limitato, forse potrà ferirli, allora il passo ulteriore è mostrare a loro la via verso l’Amore Vero. Farli sentire amati da un Padre che li ama così come sono, non perché sono bravi o perché si comportano bene. Un Padre che è pronto a effondere i suoi doni, che sa correggere per far crescere. Da padre dico che non è facile, spesso i miei limiti e il mio peccato prendono il sopravvento, ma confido nei Sacramenti, soprattutto nell’Eucarestia come farmaco.

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