Si può concepire uno Stato e una Chiesa lontani dalla gente?

LO STATO – Uno Stato non etico non è uno Stato sociale. Uno Stato sociale è uno Stato che attua “programmi e aspirazioni tendenti verso un miglioramento delle condizioni di vita della società e in special modo dei lavoratori”.
Senza un’etica morale nell’economia e nella politica si finisce in una “dittatura velata”, la “dittatura di una maggioranza”, peggio ancora se poi questa diventa una “dittatura della minoranza” (élite) VS quelle di una maggioranza (il popolo).
La democrazia non può prescindere da un legge morale ed etica che regoli le stesse leggi della società civile. Legge morale che va oltre le leggi di uno Stato, altrimenti non avrebbe neanche senso parlare di “Diritto internazionale”.
Uno Stato etico e quindi sociale, deve farsi carico delle classi più deboli della società, deve toccare con mano i problemi della gente e cercare di risolverli attuando una politica economica che sia mezzo di equità e solidarietà. Uno Stato etico e quindi sociale deve farsi garante di una legge che si conformi quando più possibile alla legge morale, perché non danneggi i diritti fondamentali dell’Uomo e della Comunità.
LA CHIESA – Una Chiesa che non si fa serva, che non si fa ultima tra gli ultimi, che non percorre le strade dell’Uomo, fino a toccare con esso le tenebre più profonde, non è più la Sposa di Cristo, ma diventa un organo istituzionale come tanti altri, una della tante ONG che operano nel panorama mondiale. Parlo per me stesso, membro di questa Chiesa, ma mi rivolgo anche e sopratutto a tutti coloro che sono stati chiamati in modo speciale a essere Pastori di questa Chiesa, perché da una grande grazia derivano grandi responsabilità.
Siamo battezzati e siamo membra di Cristo ogni qualvolta ci carichiamo delle Croci e non carichiamo di Croci l’Uomo. La Croce di Cristo non è solo un gingillo con cui ornare il nostro corpo, le nostre case o le nostre parrocchie, ma è segno di “contraddizione”. Ogni giorno alzandoci, dobbiamo guardarla e guardandola ci deve mettere in pesante discussione con noi stessi, deve contraddire tutte quelle parti di noi che ancora non si sono uniformate a Cristo.
La Chiesa deve camminare su quelle due tavole di legno, se vuole raggiungere la santità, e deve inchiodarsi e farsi inchiodare. Non può prescindere dalla Passione se vuole arrivare alla Resurrezione, ma è anche vero che non può passare attraverso la Passione se prima non si Trasfigura, se prima non si veste della veste di Cristo. Una Chiesa che prega molto si trasfigura, e trasfigurandosi riesce “con passione” a farsi ultima e serva di tutti, ed attraverso questi passaggi che si arriva alla “Gioia Piena” della Resurrezione.
E allora da oggi, anzi fin da ORA, abbandoniamo le nostre sicurezze, abbandoniamo la sicurezza delle nostre case, parrocchie e sacrestie, scendiamo in mezzo alle piazze, andiamo nelle periferie, andiamo a toccare con mano i problemi della gente, cerchiamo le loro ferite, curiamole con il balsamo che è Cristo nostro Signore, nostra Luce, Speranza delle genti. Carichiamoci dei pesi materiali, ma anche e soprattutto di quelli spirituali. La Croce non è solamente un peso materiale, ma è stato il peso dei nostri peccati, uniformarci a Cristo significa farsi carico di tutte le brutture e le sozzure che il peccato si diverte a infliggere nell’anima dell’Uomo.
E NON TEMIAMO, NON SIAMO SOLI, DIO E’ CON NOI, CREDIAMOCI VERAMENTE CON TUTTO NOI STESSI!
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