Riscoprirsi una meraviglia!

Sono le 19 di un venerdì di settembre, siamo a Riccò di Fornovo presso villa S.Maria, arrivano tante famiglie, arrivano tante coppie, ognuna con il suo bagaglio di sofferenza, con i suoi pesi e le sue difficoltà. Ognuna alla ricerca della bellezza, di riscoprirsi una meraviglia. Arrivano da Genova, Milano, Torino, Ascoli e da tante altre città della nostra Italia. Alcuni arrivano attratti dal titolo del seminario: Come sigillo sul cuore. Altri attratti da un libro che hanno letto: L’ecologia dell’amore (Antonio e Luisa De Rosa – Tau Editrice), che hanno trovato diverso da tutti gli altri per il modo molto chiaro ed esplicito con cui gli autori raccontano l’intimità fisica. Altri ancora arrivano attratti dal programma del corso: si affronteranno temi difficili ma fondamentali come la sessualità nel matrimonio. E’ un seminario voluto da Viviana e Federico Grignaffini dell’ufficio famiglia e organizzato da Intercomunione delle Famiglie in collaborazione con l’ufficio famiglia stesso della diocesi di Parma. Intercomunione è una piccola realtà associativa, nata da una decina d’anni, già presente in diverse regioni italiane, nata dall’intuizione di un frate emiliano, padre Raimondo Bardelli, che ha lavorato tanti anni anche a Parma. Si comincia la sera stessa. Il programma è serrato, si deve finire entro il pomeriggio della domenica, non c’è tempo da perdere. Nei tre giorni si prega, si ascolta, si condivide. Senza moralismi si affronta tutto. Si affronta la chiamata all’amore di ogni persona. Si comprende come essa sia la risposta a una nostalgia profonda che ogni persona ha nel suo cuore. La nostalgia di un amore pieno, fedele, indissolubile e fecondo. Un amore che chiede tutto ma che dà anche tutto. Fino ad arrivare lì dove ci sono le sofferenze più grandi e dove è difficile trovare un aiuto, spesso anche solo parlarne. Luisa, un medico ginecologo, racconta il rapporto intimo degli sposi da ogni prospettiva: medica, biologica, fisiologica, psicologica e, non ultima, spirituale. Ed ecco che le ferite affiorano. Tantissime coppie sono ferite proprio nelle loro relazioni carnali. La Chiesa propone tantissimi percorsi dove approfondire la parte più spirituale del matrimonio, ma pochi dove si affronta l’amore nella sua dimensione più naturale e carnale. Dove si parla di preliminari e di amplesso. In modo chiaro senza filtri. Non si può costruire un matrimonio dal tetto. Bisogna iniziare dalle fondamenta. Da come ci si ama nel corpo. Lo dice anche, con parole diverse, Papa Francesco in Amoris Laetitia. C’è stato un momento in cui gli sposi partecipanti hanno davvero aperto il cuore l’uno all’altra: durante l’adorazione alla fine del secondo giorno. Un’adorazione guidata dove hanno saputo guardarsi con occhi nuovi e perdonarsi per il male che si sono vicendevolmente procurato. Il loro sguardo si è illuminato, le barriere erano cadute, erano pronti a ricominciare con convinzione perchè riuscivano a intravedere di nuovo la loro bellezza costitutiva. Erano belli e si vedevano belli. Quando è giunta l’ora di tornare a casa c’è stato un ultimo momento dove ogni coppia ha raccontato le proprie impressioni su quanto sperimentato in quel week end. Tante lacrime e tanto desiderio di ringraziare Dio. La sessualità è un dono meraviglioso di Dio, ci ha voluto maschi e femmine perchè potessimo amarci nella nostra differenza e complementarietà. Amarci come esseri umani, non come angeli. Amarci attraverso il corpo che diventa luogo dell’amore e liturgia sacra degli sposi. Solo riscoprendo, o scoprendo per la prima volta, come attraverso il corpo, attraverso la tenerezza, attraverso la corte continua e attraverso l’amplesso, ci si possa davvero amare in pienezza, gli sposi potranno finalmente abbandonarsi l’uno all’altra e al progetto di Dio su di loro e sulla loro famiglia. Possono diventare profezia e immagine dell’amore di Dio.

Vi aspettiamo ai prossimi corsi!

Antonio e Luisa

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