Luce del mondo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ” Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte,
né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.”

Noi siamo questo!! Noi sposi possiamo essere luce del mondo! Noi sposi possiamo essere sale della terra! Non ci credete. Vero? Noi luce del mondo. No, noi è già tanto che tiriamo sera. Nelle nostre case si litiga, si è nervosi e stanchi, non si riesce a fare tutto quello che si dovrebbe. Come facciamo ad essere luce del mondo? Lo siete proprio perchè siete così. Proprio perchè fate fatica. Perchè siete pieni di difetti, di fragilità e di ferite. Una famiglia perfetta non potrebbe essere esempio per nessuno. Troppo inarrivabile. Un’immagine distorta della realtà. Non siamo in un film. Noi siamo esseri umani con tutto ciò che ne consegue. Ciò che ci può rendere davvero luce per il mondo e sale della terra è come viviamo la nostra relazione. Come le nostre fragilità diventano motivo di accoglienza e di perdono. Di come la fatica diventa offerta per amore. Non siamo perfetti. Per fortuna non siamo perfetti, aggiungerei. Quante coppie sono luce per altre coppie senza che loro neanche lo sappiano e credono di non essere abbastanza. Una caratteristica dell’essere umano è quella di guardare sempre a ciò che non ha. Guardare con invidia a quello che manca senza saper apprezzare i propri punti di forza. Voi che litigate sempre e che poi fate sempre la pace. Siete luce. Voi che non avete avuto figli, ma che siete fecondi in altro modo. Voi che vi spendete per la comunità e vi fate prossimi a tante situazioni. Siete luce. Voi che avete avuto tanti figli e che invidiate magari la casa sempre in ordine di chi non ne ha. Siete luce. Voi donne e uomini separati che credete di aver fallito e vi sentite infinitamente meno di chi ha un matrimonio felice. Sappiate che voi che restate fedeli alla promessa siete una luce abbagliante in questo mondo di tenebra. Ogni famiglia è diversa. Ogni famiglia ha le sue caratteristiche. Però tutte, se si abbandonano a Dio, possono essere una piccola luce. Ognuna con il suo colore e la sua intensità. Tutte, però, mostrano qualcosa di Dio.

Vi lascio con un corto che ogni tanto ripropongo. Si tratta del Circo della farfalla.

Il corto è stato riscritto in chiave di vita di coppia dai Mirko e Sandra (i nostri cari coordinatori dell’Intercomunione) . E’ bellissimo e come dice Mendez (Dio): Più ardua è la battaglia  più glorioso il trionfo. Dio è fiero di quelle coppie che riescono a vincere le difficoltà e le sofferenze della vita e a mostrare, attraverso la loro vita, Lui. Ed è così che potremo avvicinare questo mondo arido: non a forza di moralismi, ma con la leggerezza di una farfalla. Attraverso qualcosa di bello, anche attraverso la tua famiglia, Dio vuole dire al mondo qualcosa che solo voi potete mostrare in quel modo e in quella prospettiva, perché ogni famiglia è diversa. Fidati di lui, lui si fida già di te.

Antonio e Luisa

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Mi sono sposata un’altra volta!

Mi sono sposata un’altra volta! Siamo sposati da 25 anni. Ora però, inizia una nuova fase del nostro matrimonio, una nuova vita. Guardando le famiglie presenti sento nascere la speranza nel cuore. Un amore pieno è possibile.

Queste sono solo alcune delle testimonianze condivise  alla fine del corso “Come sigillo sul cuore”. Corso organizzato dall’associazione Intercomunione delle famiglie (www.intercomunione.it). Quelle che mi hanno colpito di più. C’è qualcosa che mi ha colpito, però, ancora maggiormente. Lo sguardo. Abbiamo accolto domenica mattina 23 coppie. Coppie di fidanzati, di sposi sacramentali e di sposi civili. Gente dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Veneto. Persone con meno di trent’anni e altre con trent’anni di matrimonio sulle spalle. Leggevo in loro tanta fatica. In alcuni ferite e sofferenze da curare. Quello che mi ha colpito è lo sguardo. Lo sguardo in tre giorni di corso si è trasfigurato. In tutti. Certo, in alcuni in modo più evidente. Me l’aspettavo. Ne ero certo. Non perchè noi dell’equipe siamo dei maghi. Tutt’altro! Abbiamo le nostre miserie e magagne come tutti. Lo sapevo perchè il messaggio di cui ci siamo fatti portatori è una bomba. Abbiamo, pian piano, svelato la bellezza dell’amore umano. Abbiamo descritto, e mi auguro anche un po’ testimoniato, la grandezza del matrimonio. Abbiamo parlato dell’amore. Non quello dei sentimenti e dei film, ma quello che desideriamo tutti nel nostro cuore. Tutti desideriamo essere amati in modo totale e gratuito. Senza condizioni. Abbiamo mostrato un ideale difficile, ma possibile e soprattutto grande. Non abbiamo solo insegnato, ma abbiamo passato la parola anche al solo e unico maestro. Grazie a don Giuseppe, che ci ha seguito per tutto il corso, abbiamo pregato e adorato. Adorato in coppia. Affinchè potessimo comprendere come quel Gesù, che era lì dinnanzi a noi, non desiderasse altro che amarci ed essere amato da noi. Si, ma attraverso il nostro sposo o la nostra sposa. Così che quell’abbraccio, quella carezza, quello sguardo, che ci siamo scambiati davanti al Santissimo, era l’abbraccio, la carezza e lo sguardo di Gesù per noi.

Il terzo giorno è risorto. Per tanti è stato così davvero. E’ risorto il matrimonio. Non che fosse morto. Aveva però bisogno di nuova vita, di nuova consapevolezza, di attingere alla sorgente stessa dell’amore.

Alla fine, durante i saluti e le testimonianze finali, tanti sguardi pieni di luce. Tanti occhi lucidi per le lacrime di gioia e di gratitudine.

Preparare questi corsi è faticoso. Ci sono tante cose da fare. Questo si aggiunge a giornate già belle piene. Quando poi ascolto e ammiro queste coppie che hanno saputo mettersi in gioco e vedo il miracolo che Gesù ha compiuto in loro, attraverso un servo inutile e indegno come me e come tutti i miei compagni di equipe, tutto passa. C’è una gioia immensa che mi pervade il cuore e chi se ne frega della fatica. Ne è valsa la pena.

Poi arriva Terry e con le lacrime agli occhi, guardando un po’ noi e un po’ il suo Luca, ci dice che attraverso il corso ha riscoperto l’importanza di prendersi cura l’uno dell’altra, ha riscoperto la bellezza del sacramento che ha scelto e la bellezza del suo sposo. Ci dice che sente di essersi sposata nuovamente durante il corso. Beh così è troppo anche per me. Non riesco a trattenere le lacrime e nel cuore ringrazio Dio per i miracoli che opera in noi.

Vi aspettiamo ai prossimi corsi.

Antonio e Luisa

Perchè il Gaver?

Oggi voglio condividere una piccola testimonianza che le sorelle della Tenda di Dio ci hanno chiesto per i corsi che organizzano presso il Villaggio Paolo VI al Gaver, località montana collocata a 1500 metri di altezza tra le provincie di Bergamo e Brescia.  Post originale su www.evangelizzazione.org

Vi allego in fondo il link per scaricare le locandine e per trovare tutte le informazioni necessarie ad iscriversi.

Perché il Gaver? Perché passare una settimana intera di meritato riposo dopo un anno di lavoro in montagna per un ritiro di famiglie dove ci fanno lavorare ancora, mettendoci in discussione?

Per chi non c’è mai stato trovare le motivazioni non è semplice. Proveremo a raccontare in breve perché noi andiamo e non pensiamo che sia tempo sprecato.

Siamo Antonio e Luisa sposati da 15 anni, abitiamo a Bergamo e Dio ci ha donato 4 meravigliosi ragazzi. Abbiamo una vita piena e felice. Come tutte le famiglie, in particolare quelle numerose, la nostra ordinarietà è caratterizzata da corse frenetiche e stress quotidiano per riuscire a fare tutto. Tutto questo rischia, però, di farci perdere di vista l’essenza del nostro amore che non è semplicemente fare, fare e fare, ma essere dono per l’altro/a attraverso quel fare. Altrimenti tutto rischia di essere troppo pesante e ciò che doveva liberarci, l’amore sponsale, ci imprigiona. Come fare? Naturalmente cerchiamo di nutrire la nostra relazione d’amore con un’attenzione tenera dell’uno verso l’altra, ma non basta. Una volta all’anno abbiamo bisogno di fermarci e salire sul nostro monte Tabor per contemplare Gesù trasfigurato presente nella nostra unione matrimoniale.

Il Gaver è un luogo benedetto. Lì riusciamo, attraverso delle persone straordinarie, a metterci in ascolto, uno di fronte all’altra e, attraverso la riflessione guidata e il silenzio, riusciamo a vedere di nuovo, con chiarezza, ciò che si era un poco perso, cioè che la nostra vita insieme è qualcosa di meraviglioso, che l’amore vicendevole e verso Gesù riempie il cuore e che attraverso la nostra vita frenetica passano fiumi di Grazia. Una settimana di Grazia in cui riflettiamo sul nostro amore e sul nostro matrimonio, che è molto più di quello che io e Luisa, nella nostra povertà, avremmo costruito da soli. L’architetto è soltanto Lui, Gesù. Come nella trasfigurazione, al Gaver facciamo esperienza di Gesù che si mostra con Elia e Mosè. Elia, la profezia, e Mosè, la legge. Perché non potremmo mai comprendere la grandezza di Gesù e la sua bellezza divina presente nella nostra relazione, senza la forza della profezia delle famiglie che vivono il loro sacramento come reale presenza di Cristo nel mondo, e senza la legge, che ci indica la strada per non perderci e restare sempre uniti a Gesù, che è nostra forza e nostra sorgente di vita e di amore.

Antonio e Luisa

Depliant

Informazioni 

L’Intercomunione delle famiglie

Sono le 23.00, ho appena finito di ascoltare Mirko e Sandra Spezialetti. Mirko e Sandra sono delle persone a noi molto care che tra le altre cose guidano il cammino dell’Intercomunione delle Famiglie. Hanno avuto l’opportunità di testimoniare a Radio Mater la bellezza del sacramento che gli unisce e di come Dio abbia operato miracoli nella loro vita, che non è stata sempre facile ma che ha dovuto attraversare la dolorosa esperienza della malattia di Sandra.

Sono le 23 e non riesco a dormire perchè ascoltare quello che hanno testimoniato mi ha fatto ritrovare in tanto di loro. Forse, anzi sicuramente è questo che ci rende così cari gli uni agli altri, la consapevolezza di percorrere il medesimo cammino, riconoscersi nello sguardo delle altre famiglie e nello stesso tempo rimanere affascinati dalla bellezza che trasmettono.

Raimondo Bardelli, padre Raimondo, padre di tutti noi, ha voluto fortemente che si formasse l’Intercomunione delle famiglie perchè ci conosceva, sapeva le nostre difficoltà e fragilità e ha voluto che non restassimo da soli a percorrere questa strada che è il nostro matrimonio piena di inciampi, di paure, di egoismo e di mondanità. Ecco guardare quello sguardo dei nostri compagni di cordata, ascoltare una loro parola di incoraggiamento, partecipare ai momenti di formazione e spiritualità vissuti insieme e soprattutto grazie ad una  amicizia vera, ha fatto la differenza e questa sera elevo una lode a Dio per averci donato Raimondo ma non solo, ringrazio Dio anche perchè Raimondo ci ha donato gli uni agli altri.

Padre Raimondo prega per noi

Antonio e Luisa

www.intercomunione.it