Una sosta all’Autogrill ?

Continuiamo la nostra riflessione sull’episodio di Zaccheo; questa volta ci fermiamo su un altro particolare descritto all’inizio del brano: <<  Entrato in Gerico, attraversava la città. >>. Apparentemente Gesù sta entrando in una tra le tante città di quella regione, tra l’altro Gerico è nominata circa 70 volte ed è stata teatro di importanti vicende del popolo di Israele.

Ma questa volta pare che per l’evangelista non basti raccontare che Gesù entrò in Gerico, ma aggiunge che la stava attraversando. Qualcuno potrebbe semplicemente dedurre che siccome si stava recando a Gerusalemme doveva per forza passare da Gerico, praticamente una tappa obbligata; una sosta per rifornimento, per riposare e riprendere le forze necessarie alla prosecuzione del viaggio; come se qualche furbetto abbia suggerito all’entourage di Gesù di passare di là per far rifornimento in una casa di un ricco, una tale Zaccheo……..ne siamo proprio sicuri ? Possiamo trattare Gerico alla stregua di una fermata all’Autogrill sull’autostrada ?

Forse è meglio di no. Infatti si può notare che il verbo entrare è compiuto ma il verbo attraversare è all’imperfetto, e questo lascia trasparire che non è un’azione conclusa, tutt’altro; è un’azione che continua nel tempo. Ebbene, Gerico è situata a circa -250m s.l.m nella depressione del Mar Morto, è la città posta a più bassa altitudine del pianeta; essa è simbolo di quei momenti in cui la vita matrimoniale è sotto il livello base, sotto il livello del mare, più sotto di così non si può.

E Gesù non è un tipo altezzoso che non vuole sporcarsi i sandali con la polvere delle nostre città depresse; Gesù non è un tipo borioso che disdegna il fatto che Zaccheo lo cerchi tra la folla; Gesù non ha la puzza sotto il naso da non volersi confondere con gli abitanti di Gerico. Gesù no, non è così. Al contrario, Gesù ancora oggi attraversa le nostre Gerico (la città depressa) e non è in cerca del miglior Autogrill della zona, ma sta cercando uno Zaccheo da salvare. Per comprendere un po’ meglio dobbiamo immaginare la scena: Gesù entra in città ma è preceduto dalla sua fama, con gente che si riversa sulla strada al sentire che Gesù la sta attraversando e chiama i vicini perché escano a vedere/salutare. Dobbiamo immaginare la gente che entusiasta al vedere Gesù si affretti a chiamare parenti ed amici perché si componga un corteo.

Probabilmente anche noi abbiamo delle persone che entusiaste vengono da noi per spronarci ad uscire dalla nostra tana per vedere Gesù, magari sono colleghi, forse i parenti, i vicini, i parroci, una suora; in ogni caso Gesù non cambia itinerario ed è deciso ad attraversarla. Sì, la attraversa fino a che non incontra Zaccheo. Quando avvertiamo che il nostro matrimonio è come Gerico, sotto il livello del mare, abbiamo due possibilità: restare chiusi in casa (nella nostra tana) per non incontrare, anzi nemmeno vedere Gesù oppure imitare Zaccheo.

Se vogliamo salvare il nostro matrimonio, dobbiamo permettere a Gesù di attraversarlo, come? Facendo spazio a Lui, lasciando che Gesù cammini in tutti i vicoli della nostra città; permettendo a Gesù di impolverarsi i piedi con la nostra polvere. Gesù ci viene a scovare nei posti più reconditi dentro di noi, dentro il nostro matrimonio. E giova di più lasciarsi trovare da Gesù che impiegare tempo ed energie alla ricerca del perché siamo finiti in questo punto così basso (depresso) del nostro matrimonio. Sarà Lui ad operare il miracolo. Non sprechiamo un giorno perché ora è tempo di arrampicarsi sul sicomoro, e per sicurezza sventolare una bandierina con scritto: fermati Gesù nel mio autogrill.

Buona sosta Gesù!

Giorgio e Valentina.

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