Sposi fecondi, non solo tre giorni

La coppia cristiana contiene il potenziale atomico dell’amore di Cristo“. Non si ascolta, o legge, tutti i giorni un’affermazione così, vero? È una delle tante perle con cui, domenica scorsa, Don Renzo Bonetti ha infiammato i nostri cuori durante la sua catechesi. Sì perché, lo scorso fine settimana, da venerdì 29 a domenica 31 maggio, si è svolto il ritiro finale in presenza dell’edizione 2026 della Scuola Nuziale. Abbiamo già parlato, in questo blog e non solo, di cosa sia questa “scuola online per un matrimonio felice”. La prima nel suo genere ad occuparsi di tutti – ma proprio tutti – gli aspetti della vita sponsale.

Questo è stato il secondo anno, di frequenza e di ritiro. Per la seconda volta centinaia di famiglie si sono ritrovate per festeggiare. Ma cosa esattamente? Il primo vero ponte estivo? Una mini fuga dalla routine prima delle vacanze vere e proprie? Un “non si sa bene cosa, basta stare insieme e fare quattro chiacchiere”? No, decisamente no. Ci siamo ritrovati per festeggiare la bellezza, la pienezza e la profondità del matrimonio cristiano.

“La fecondità degli sposi” è stato ciò non tanto, e non solo, su cui ci siamo concentrati nei giorni scorsi, ma la missione scritta nel nostro DNA di coniugi cristiani, che forse conosciamo ancora troppo poco. Non si è fecondi solo tre giorni all’anno, a Loreto! Ma sempre, dovunque e comunque, ma se e solo se siamo innestati alla vera vite che è Cristo.

Un eccezionale, emozionante ed emozionato Don Renzo, ci ha ricordato che “Gli sposi partecipano al mistero della Trinità, nell’unità e nel fecondo amore” per diventare “protagonisti dell’umanità“. E ancora: “Se c’è unità c’è fecondità, se non c’è unità non c’è fecondità“. Il bello del ritrovarsi, dello stare insieme, del pregare insieme, dell’abbracciarsi, del passare tempo insieme e, perché no, del commuoversi insieme, niente sarebbero e a poco varrebbero se terminassero con il treno che ti riporta a casa. O dopo l’ennesima coda in autostrada. Sarebbero un’evasione estetica e basta. Bello, sì, ma sterile; che è appunto il contrario di fecondo.

La vetta dell’unità della coppia di raggiunge nella Comunione Eucaristica, nel Pane consacrato. Gesù si unisce all’unità della coppia per dare bellezza a lui e a lei“, ha detto anche il caro Don Renzo. In quel momento sublime – quando, cioè, Gesù è vivo e presente – non sono più soltanto due sposi che si amano con le loro forze umane, ma due cuori che accolgono Cristo vivo e presente. Gesù entra nella loro alleanza, abita la loro comunione e la trasfigura dall’interno.

L’Eucaristia è il luogo dove l’amore umano incontra l’Amore divino. È lì che le fragilità diventano occasione di grazia, le ferite trovano consolazione, i limiti si aprono alla misericordia. Quando marito e moglie si nutrono dello stesso Pane di Vita, non ricevono soltanto un sacramento: ricevono Colui che li ha chiamati ad essere “una sola carne” e che ogni giorno rinnova in loro la capacità di donarsi, perdonarsi e ricominciare.

Le parole di Don Renzo ci ricordano una verità meravigliosa: Gesù è bellezza che dona bellezza. Una bellezza che non è soltanto esteriore o sentimentale, ma quella che nasce dalla fedeltà e dalla presenza di Dio. È la bellezza di due anime che camminano insieme verso il Cielo, sostenute dalla grazia sacramentale. Nell’Eucaristia gli sposi scoprono che il loro amore non è soltanto un progetto umano, ma una vocazione divina. E più si lasciano nutrire da Cristo, più diventano segno vivo del Suo amore per la Chiesa. Per questo la Comunione non è solo il culmine della vita cristiana, ma anche il cuore pulsante dell’amore coniugale: lì tutto si unisce, tutto si purifica, tutto fiorisce nell’eternità di Cristo.

E si scopre, così, che la Scuola Nuziale non è un semplice corso, un semplice ritiro, una semplice seppur meravigliosa occasione di Grazia, ma un investimento intelligente,  capace di valere crediti per il Cielo. Se lo vogliamo davvero, se ci crediamo davvero.


Fabrizia Perrachon

“Battiti d’amore vero”: testo di Fabrizia Perrachon, voce e musica di Marco Mammoli, realizzazione artistica di Michele Rosati. LA PRIMA CANZONE D’AMORE PER I BAMBINI NATI IN CIELO! Ascoltatela, cantatela, imparatela e diffondetela da questo link. Per acquistare i miei libri clicca qui. Mi darai una mano fondamentale nel sostenere tutte le mie numerose attività di evangelizzazione e diffusione della speranza cristiana! Grazie davvero dal profondo del cuore. Fabrizia

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