Fare ed essere memoria

Nel Vangelo odierno (Luca 1, 67-79) della Feria propria si narra così : << …… Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. …..>>.

Non riportiamo tutto il cantico per esigenze di spazio (vi invitiamo a sfogliare la vostra Bibbia casalinga), ma vorremmo mettere in risalto solo alcuni particolari. Questo cantico è compreso nel capitolo 1, nel quale è descritta una scena simile proprio pochi versetti prima di questi, e guarda caso quella ricolma di Spirito Santo stavolta è la moglie di Zaccaria, la famosa Elisabetta.

Che meraviglia, due sposi entrambi ricolmi di Spirito Santo, entrambi profetano, entrambi attori in prima linea nel compimento della Storia della Salvezza, nel senso che hanno un ruolo particolarissimo, in quanto hanno cresciuto il grande S.Giovanni Battista. D’accordo la grazia divina, d’accordo le scelte personali di fede, però…..qualcuno avrà pur cresciuto quel Giovanni nel timor di Dio, qualcuno gli avrà insegnato la Parola (quello che noi chiamiamo Antico Testamento), qualcuno gli avrà insegnato a vivere in conformità alla legge di Dio (il moderno catechismo) e gli sarà stato d’esempio.

Avete mai approfondito la questione del martirio del Battista ? Lui ha denunciato l’adulterio di Erode (oltre alle altre nefandezze) e siccome dava fastidio alla bella Erodiade la sua risolutezza nell’accusarla di adulterio, gli fu tagliata la testa. Vi siete mai chiesti da dove provenisse questa fermezza del Battista ? Non è che magari a quel Giovanni, vedendo Erode e la sua concubina Erodiade, tornasse alla memoria la bella e santa esperienza vissuta in famiglia dai propri genitori ? Noi crediamo di sì, e cioè siamo sicuri che Zaccaria ed Elisabetta abbiano contribuito fortemente a radicare nel cuore di Giovanni l’idea che il matrimonio fosse una cosa santa da vivere, da custodire, da amare, da preservare, di cui rendere conto al buon Dio e per cui ringraziarLo.

In questo cantico, proclamato oggi, Zaccaria vede già in questo neonato il profeta dell’Altissimo, così come sua moglie Elisabetta riconosce già Maria come Madre del Signore e lo stesso Gesù come Signore già presente nel grembo verginale della Madonna. Due sposi esemplari, due cuori allenati a vivere ogni giorno alla presenza di Dio. Perché riescono a fare memoria continua delle Grazie del Signore lungo la storia di Israele, ma anche lungo la propria storia di coppia e personale; e poi questa memoria diventa vita, il loro matrimonio diventa memoria per Giovanni che nutrito da questa bellezza incarnata, prenderà da adulto il vigore necessario per la propria missione. E sarà una missione che continuerà a fare memoria della misericordia di Dio, che aveva predetto la venuta di un Salvatore.

Da qui, il nostro invito a fare ed essere memoria della Grazia del Signore, sì, ma concretamente. In questi giorni in cui si sta in famiglia, coi parenti, con le famiglie d’origine, ma anche con gli amici….. prima di tirar fuori i fagioli per la tombolata, prima di fare il secondo round (la cena), prima della rivincita a carte, tirate fuori l’album delle fotografie di nozze. Daiiiii….è un’esperienza bellissima, non lasciamo che l’album diventi una metropoli per acari; c’è l’album nostro, l’album dei nonni, l’album dei suoceri, l’album degli zii…….immaginiamo……….Guarda come eravamo/eravate : giovani, pieni di entusiasmo, pieni di speranze, pieni di sogni, un po’ incoscienti forse, eravamo poveri di soldi ma ricchi d’amore, ma con l’aiuto di Dio avete/abbiamo cresciuto i nostri figli, senza il Signore non ce l’avremmo fatta…….e adesso…..fuori i fagioli per la tombola intanto che la nonna cuoce il cotechino con le lenticchie.

Buona Natale nel Signore Gesù.

Giorgio e Valentina

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