Non ho nessuno

Il vangelo di oggi è tratto dal Vangelo di Giovanni, e racconta l’episodio in cui Gesù guarisce una persona presso la piscina di Betzatà; un paralitico che era malato da 38 anni, pensate un po’ quanto siano dolorosi 38 anni di infermità !

Come spesso, nei racconti evangelici, da contorno a questo miracolo accaduto, ci sono un po’ tutte le tipologie di persone che possono essere prese ad esempio da imitare oppure da rigettare: ci sono gli increduli, ci sono i curiosi, ci sono i giustizialisti, i legalisti, i semplici, i pavidi, i buoni che hanno il cuore aperto alla novità di Dio. Se volete sapere a quale personaggio siete più simili leggete l’intero brano Gv cap5, 1-16,

Ma oggi concentriamo la nostra attenzione sulla prima risposta del paralitico alla domanda di Gesù <<Vuoi guarire? >> ….fermiamoci un momento alla domanda……ma Gesù non è mica quello che (giustamente) legge nei cuori…..cosa vuoi che ti risponda uno che è paralitico da 38 anni ? dai….ovvia la risposta…però….però…..se ci fermiamo un attimino a riflettere ci sono persone (forse noi stessi) che stanno nella loro condizione (non ci riferiamo alla paralisi fisica ovviamente) da moooolto tempo e non vogliono guarire o lasciarsi guarire da Gesù perché in fondo sono attaccate al proprio io, alle proprie convinzioni, alle proprie ideologie, ai propri vizi e guarire significa convertirsi…..guarda caso proprio in Quaresima questo brano !

Sposi, vogliamo guarire noi due? E non pensiamo all’umanità intera ! Ma guardiamoci negli occhi tra noi coppia; pensiamo in particolar modo alla nostra castità matrimoniale : tu ed io, vogliamo guarire, o meglio lasciarci guarire, da Gesù ? O ci piace tenere un piede in Chiesa e uno nel Mondo ? Non saremo mica tra quelli che : #Cosa c’è di male ?#

Ed ora soffermiamoci sulla prima risposta del paralitico <<Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina….>>, praticamente non ho nessuno che mi aiuti. Sposi carissimi, nella coppia noi siamo costituiti l’uno aiuto per la santità dell’altro/a. A volte, anche all’interno di una coppia di sposi cristiani, può accadere di smarrire la strada maestra; può succedere che i due sposi si guardino negli occhi dopo tanti anni di matrimonio e si scoprano due estranei che hanno convissuto per tanti anni !

Dobbiamo fare in modo che il nostro amato/a non possa rispondere come il paralitico << Non ho nessuno che mi aiuti >>, dobbiamo spendere ogni secondo della nostra vita (come abbiamo promesso il primo giorno delle nozze) per l’altro/a, affinché l’altro possa immergersi nella piscina miracolosa che è Gesù stesso; non siamo soli in questo cammino, abbiamo la grazia sacramentale, ognuno faccia ciò che è in proprio potere, al resto ci pensa lo Spirito Santo.

Cominciamo da oggi sposi: non lasciamo solo il nostro lui / la nostra lei , facciamoci ponti tra lui/lei e Gesù. Coraggio !

Giorgio e Valentina.

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