E’ troppo poco !

Oggi, come sappiamo bene, è Martedì Santo ed è difficile non commentare il Vangelo della Passione, però ci proveremo. Infatti concentriamo la nostra riflessione sulla prima lettura tratta da Isaia cap 49, 1-6 ; in particolare sull’ultima frase : << ……Dio era stato la mia forza , e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra. >>. Naturalmente il testo si riferisce a Isaia, o meglio, a lui come prefigura del Messia; infatti il testo allarga la missione del servo di Dio oltre i confini di Israele per abbracciare l’intera umanità e, aggiungiamo, l’intera storia umana valicando i confini dello spazio e del tempo, in quanto la salvezza operata da Gesù sulla croce raggiunge ogni uomo di ogni tempo.

Ma non dobbiamo dimenticare che noi sposi siamo icona della Trinità; siamo l’uno per l’altra segno sensibile ed efficace della grazia di Cristo; quindi è come se ciascuno di noi fosse abilitato ad essere per il coniuge un altro “piccolo Cristo”…..certamente questa immagine è più o meno simile all’originale in modo direttamente proporzionale allo stato della nostra anima….più la nostra anima è pura e più questa immagine assomiglia all’originale…..per capirlo basta vedere la vita dei santi.

Questa riflessione ci aiuta a entrare nel testo sopracitato: con le dovute distanze, differenze e specifiche, i dovuti puntini sulle “i”, questo progetto di Dio sul suo servo vale per gli sposi cristiani. E’ troppo poco che siamo costituiti servi per restaurare le nostre due anime (ed eventuali figli) e basta; ci rende in qualche modo (sconosciuto a noi ma non a Dio) luce delle nazioni. Cioè siamo chiamati ad essere luce in mezzo a dove viviamo, lavoriamo ed operiamo; e Gesù ci ha insegnato che una luce non la si accende per metterla sotto il letto ma in alto per far luce a tutta la stanza….. questa stanza è potenzialmente tutto il mondo, lo testimoniano le coppie di sposi santi come i Santi Luigi e Zelia Martin, oppure i Beati coniugi Quattrocchi, e tanti altri che non sono entrati nel Calendario ufficiale ma hanno vissuto la santità coniugale.

Anche noi siamo chiamati a diventare sempre di più ciò che già siamo in virtù del sacramento del matrimonio: cioè luce delle nazioni per portare la salvezza fino all’estremità della terra. Come? Attraverso la nostra santità quotidiana a cominciare dalla nostra famiglia per poi allargarsi a cerchi concentrici sempre più ampi. Ed allora impegnamoci ancora di più in questa Settimana Santa nell’esercizio delle virtù, nella preghiera, nella crescita della nostra santità. Serriamo i ranghi !

Coraggio che un’alba nuova ci attende !

Giorgio e Valentina

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