Sai che c’é ? Che siamo narratori !

Avete presente quello stato d’animo meraviglioso di quando ci siamo ritrovati, ormai genitori, a leggere una storia ai nostri bimbi ? Sono ricordi indelebili sia per chi legge e sia per chi ascolta. Per chi legge, perché ricorda le delicate sensazioni che ha provato da piccolo, ma anche per chi ascolta, perché sta costruendo un mondo di fantasia accompagnato e custodito dalla voce di chi lo ama.

Chiedevo sempre a mia nonna quella storia che tanto faceva volare la mia fantasia, e lei arricchiva la narrazione con particolari diversi ogni volta finché non cominciava a biascicare………allorché partiva la mia gomitata nel tentativo di svegliare la nonna…..che tenerezza. Oppure…… chi di noi non ha mai chiesto al nonno di raccontare per l’ennesima volta di quando, da giovane, aveva combinato quella marachella o di come uscì incolume da quell’evento tumultuoso……..che fascino !

Non possiamo nascondere che queste esperienze sono molto importanti per la costruzione psicologico/affettiva della nostra personalità. Tralasciando in queste poche righe di argomentare le motivazioni che le scienze umane spiegano altrove ci addentriamo nel vivo del nostro discorso. La prima lettura di oggi dice così verso la fine parlando di Paolo e Barnaba : << Appena arrivati, (ad Antiochia) riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. >> ; ed il Salmo 114 sembra farle eco : << ….ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza. Per far conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno.>>.

Dobbiamo re-imparare (anche se non abbiamo più figli piccoli) ad usare questa potente arma umana di narrare la nostra storia. Quale storia ? La storia di noi due sposi, dalla prima infatuazione al primo timido bacio, dall’inizio del fidanzamento alla scoperta di un disegno di Dio Padre su noi due…….davvero?….sì….studiato e preparato in esclusiva per noi due fin dall’eternità. E dobbiamo ricordarcelo spesso a vicenda l’uno con l’altra e poi narrare ai figli, recuperando il significato originale e vero del ricordo, e cioé di riportare al cuore. Tutto qui ? Noooooo………questo è solo l’inizio ! Poi dobbiamo imparare a raccontare con entusiasmo le meraviglie che Dio opera ed ha operato in noi, alle persone che incontriamo fuori casa. Avete presente quando pensiamo alla tal persona che ogni volta che apre bocca parla solo del Milan o della Juve ? Ecco…..dovrebbero pensare così anche di noi…..quello/a lì ogni volta che apre bocca narra le imprese del suo Dio nel suo matrimonio.

Chissà se a qualche giovane/meno giovane che ci sente venga la nostalgia di un amore unico, indissolubile, totale, fedele e fecondo ? E se per caso vi dovessero chiedere : come mai ogni volta parli entusiasta del tuo matrimonio ? (risposta) Sai che c’è ? Che siamo narratori !

Giorgio e Valentina.

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