Domenica e famiglia, un connubio possibile / 2

Dopo aver capito cosa significhi essere precettati, affrontiamo il fatto che la Domenica non è un giorno come gli altri sei ; perché i cristiani si sono così tanto incaponiti su questo giorno, tanto da dargli un nome con riferimento divino ? La messa degli altri giorni è forse diversa da quella della Domenica ? Se io entro in una chiesa vuota il Martedì mattina non è la stessa cosa , anzi, meglio perché non c’è nessuno e dico le mie preghiere in tranquillità ?

Sono domande legittime e che riflettono la mentalità di questo mondo, ma non possiamo esaurire tutta la complessità che richiederebbe una giusta risposta approfondita. Cercheremo in poche righe ( sperando nel dono della sintesi ) di esporre almeno le linee fondamentali per muovere i primi passi incontro alla bellezza della Domenica. Per molti lettori potrebbe essere l’occasione di riconfermare le proprie buone abitudini ; per altri potrebbero essere davvero i primi passi ; per altri ancora potrebbe essere l’occasione di alzarsi dal divano in “memory foam” e smuoversi un po’ tentando timidamente di trascinarsi fino all’uscio di casa e, senza girarsi indietro per controllare che sul divano non ci sia più il proprio corpo scolpito, uscire di casa e recarsi in chiesa, la quale, è ancora uno dei pochi luoghi in cui c’è “entrata libera e senza consumazione obbligatoria”.

Cominciamo dal significato etimologico della parola : Dies Dominicus ( giorno del Signore ), con riferimento alla risurrezione dai morti di Gesù Cristo avvenuta in quel giorno che nella Bibbia viene definito semplicemente “il primo dopo il sabato”. Ora, il fatto che Dio abbia scelto accuratamente cosa compiere ed in quali giorni, non è un caso ; è una libera, irrevocabile ed insindacabile scelta di Dio, quindi dobbiamo solo fare lo sforzo di capirne i significati. Questa discriminazione di Gesù per gli altri giorni non significa che essi non abbiano valore, ma pone la Domenica su un gradino più alto rispetto agli altri ; inoltre ci ricorda che Dio ( che è fuori dal tempo ) ha deciso di entrare nel tempo e di farsi carne, di sottomettersi alle leggi del tempo.

Il cristianesimo ha preso talmente sul serio questo “farsi carne nel tempo” da riempire tutta la vita degli uomini di questo “Dio fatto uomo” impregnandone tutta la cultura del Suo ricordo. Ecco perché la Domenica ha questo nome, è un’invenzione dei cristiani, i quali, hanno vissuto la novità di questo Dio che è risorto dai morti…… è come se noi incontrassimo per strada la stessa persona di cui siamo stati al funerale solo 3 giorni fa….. impressionante vero ? Purtroppo, per molti cristiani, questo fatto non appare più una novità e la Domenica risulta quindi spenta.

Tutti noi viviamo con intensi stati d’animo e sentimenti alcune giornate particolari che ricordano eventi particolari legati ai propri cari defunti : il loro compleanno, l’onomastico, la data della loro morte, l’anniversario di matrimonio, la data dell’incidente, e così via, ognuno ha i propri ricordi. Ma questo atteggiamento dovremmo averlo anche e con maggiore intensità nei confronti di Gesù, il quale dovrebbe esserci più caro al nostro cuore dei nostri cari ; se le nostre persone care smuovono i nostri affetti/sentimenti , perché non dovrebbe smuoverli Colui che è morto per noi , e al nostro posto, per donarci la vita eterna ? E poi, non contento, ha sublimato tutto con la sua risurrezione dai morti , annunciandoci che neanche la morte ci può separare dal Suo amore eterno…. e noi dovremmo forse calpestare il giorno vittorioso di Cristo sulla morte , e , quindi, anche sulla nostra morte ?

Certo, la Messa domenicale , nella sua essenza, è uguale a quella degli altri giorni, ma lasciamo che sia San Giovanni Crisostomo a chiarirci un po’ meglio :

Tu non puoi pregare in casa come in chiesa, dove c’è il popolo di Dio raccolto, dove il grido è elevato a Dio con un cuore solo. Là c’è qualcosa di più, l’unisono degli spiriti, l’accordo della anime, il legame della carità, le preghiere dei sacerdoti

Da ultimo, capiamo il perché entrare in chiesa non deve essere e non è come andare a teatro , non è neanche paragonabile alla sala del bingo, non è nemmeno una “location party” dove sorseggiare allegramente i nostri cocktail mentre facciamo conversazione con gli altri. Se tanto ci piace entrare in chiesa il Martedì mattina ( cosa buona e giusta ma non deve essere l’unica volta ) , quando il silenzio regna sovrano…. quando non abbiamo distrazioni dalle altre persone…. quando possiamo goderci in santa pace la presenza di Dio ( nel tabernacolo ), allora dobbiamo impegnarci perché questo silenzio ci sia anche la Domenica mattina quando siamo in tanti….. allora dobbiamo impegnarci a non essere fonte di distrazione per le altre persone che sono lì con noi la Domenica mattina…… allora dobbiamo impegnarci nel godere e lasciar godere gli altri in santa pace la presenza di Dio anche la Domenica mattina senza mettere fretta a nessuno e rispettando il suo dialogo personale con Dio.

Coraggio allora, sposi carissimi, che in chiesa non c’è il Presidente dei Presidenti che ci aspetta, ma c’è Dio. E chissà cosa avrà domani da dirci ! Per scoprirlo bisogna che usciamo di casa e andiamo da Lui.

Giorgio e Valentina.

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