Carico come un mulo !

Sabato scorso ci è stato presentato un brano dal Vangelo di Matteo dove si narra di alcune guarigioni fisiche operate da Gesù ma anche di molti esorcismi, confermando che Satana ed i suoi angeli cattivi (demoni) esistono e sono reali, ma noi useremo solo una piccola parte di questo brano :

(Mt 8, 15-17) In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, […] Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva. Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie”.

La descrizione della guarigione della suocera di Pietro è scarna ed essenziale ma non banale, infatti lascia intendere che per Gesù non sono indifferenti le nostre infermità fisiche. Qualche malizioso sarebbe portato a pensare che Pietro, tornato a casa, non trovò il pranzo o la casa in ordine, poiché sua moglie, dovendo badare alla mamma febbricitante, avesse un po’ trascurato la cura della casa. Quindi, Pietro rientra in casa con 12 persone affamate e stanche ma non trova l’ospitalità e l’accoglienza dovute al Maestro ed ai suoi discepoli, e comincia a scongiurare Gesù di guarire la suocera per questi motivi ; ma queste sono solo illazioni di chi vuole screditare Gesù e l’opera degli evangelisti.

Matteo ci ha trasmesso solo ciò che serve per la nostra salvezza e non le chiacchiere da gossip. Innanzitutto ci racconta come a Gesù non siano indifferenti i nostri stati d’animo, le nostre situazioni contingenti, poiché Lui è venuto per salvarci e non ci ha mai promesso una vita agiata in questo mondo senza problemi di sorta ; però Gesù fa una cosa straordinaria, cioè non ci lascia soli con la nostra sofferenza, ci prende per mano, ci tocca la mano perchè vuole salvare ciò che c’è non quello che non ha bisogno di salvezza.

Dio si vuole rendere presente là dov’è la nostra contingenza, dentro la nostra situazione, non aspetta che ci passi la febbre per salvarci, ma ci tocca la mano per salvarci dalla infermità ; infatti, la suocera petrina, si alzò subito dopo la guarigione e si mise a servire.

Tanti sposi soffrono di una febbre che li lascia immobili, infermi : è la febbre della noia, della tristezza, della sindrome di Calimero ( “è un’ingiustizia, se la prendono tutti con me perché sono piccolo e nero” ), la febbre della superbia, la febbre dell’orgoglio, la febbre dell’ira ; è da queste febbri che dobbiamo chiedere a Gesù di essere liberati. Queste febbri, infatti, ci legano con pesanti catene che non ci permettono di servire il nostro coniuge ; se sono appesantito dalla noia, la mia famiglia e il mio lavoro saranno sempre una noia e non uno strumento di santificazione ; se ho la febbre della tristezza come farò a portare la gioia del Risorto nella mia relazione coniugale ? ; se mi sento Calimero non riuscirò ad aprirmi ai bisogni del mio amato/a ma pretenderò sempre attenzioni nei miei riguardi ; la febbre della superbia non mi permette di vedere la bellezza dell’altro/a perché io mi sento sempre il migliore ; la temperatura alta data dall’orgoglio non mi aiuta a riconoscere i miei errori ed umiliarmi nel chiedere perdono a lui/lei ; le febbri dell’ira annebbiano il controllo delle mie facoltà e mi rendono insopportabile ed acido/a.

Queste febbri sono quelle che ci bloccano nel cammino della santità nel matrimonio.

Ma ci basta che Gesù ci tocchi la mano e saremo guariti, a patto che ci lasciamo toccare da Lui. Guariti, sì, guariti ma per servire ; la guarigione dalle nostre febbri è ordinata alla nostra missione, all’espletamento dei doveri che la nostra vocazione richiede : servire l’altro/a, morire a noi stessi perché l’altro/a abbia vita, mettere al centro la felicità dell’altro/a.

Ma Gesù non si limita a guarirci perché il Suo metodo è innovativo ; non ci dà solo la medicina e poi con una formula magica la febbre svanisce ; Lui non compila solo la ricetta da portare al farmacista : no ! Gesù ci guarisce perché la medicina è Lui stesso, i Padri della Chiesa ci insegnano infatti che Gesù è medico e medicina insieme. Ma come fa ad operare ? Ce lo spiega il versetto di Isaia citato in fondo a questo brano evangelico : “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie” e le ha lasciate inchiodate alla Croce, ma Lui è risorto ! Si è caricato come un mulo !

Coraggio cari sposi, allunghiamo la mano e lasciamoci toccare dalla mano di Gesù, abbiate fiducia nella Sua potenza guaritrice, non abbiamo bisogno di altre medicine né di altri medici per guarire dalle nostre febbri e finalmente potremo alzarci dai nostri letti di infermità per servirLo nel nostro coniuge e scoprire che c’è più gioia nel dare gratuitamente che nel ricevere.

Giorgio e Valentina.

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