Occhio al tappeto !

Il Vangelo di ieri è famoso tanto quanto è sottovalutato da tanti cattolici :

( Lc 8,16-18 ) In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Quando Gesù parla alla folla parte sempre da esempi tratti dalla vita di tutti i giorni, usa immagini e similitudini che l’ascoltatore medio conosce e sa comprendere appieno, ma poi rincara la dose facendo degli affondi che non sfuggono all’ascoltatore più preparato e più attento. E terremo conto di questo metodo nella riflessione di oggi, facendo in modo che ogni coppia possa riceverne giovamento per la propria vita.

Ad una prima analisi è abbastanza scontato paragonare i discepoli di Gesù con questa luce, in quanto in altri discorsi lo stesso Gesù dice : <<[…] voi siete la luce del mondo […]>>, ecco quindi un primo insegnamento per noi sposi : abbiamo scoperto di essere luce del mondo, ma in quanto sposi col sacramento, la luce di ognuno si aggiunge a quella del proprio coniuge, dando vita ad una nuova luce più forte, più chiara, che riesce ad illuminare una stanza più grande oppure a definire ancora meglio i contorni della stanza dove siamo.

In una stanza di 30mq, con una lampadina da 60W, ci si vede discretamente da riuscire a svolgere tranquillamente tutte le attività ordinarie, la stessa stanza può però essere illuminata da un’altra lampadina uguale raggiungendo così 120W, e questa luce aggiunta ci permette di vedere nei dettagli le briciole di polvere/sporco che altrimenti sarebbero rimaste ad inzozzare la stanza. Oppure : possiamo sicuramente tracciare un disegno tecnico con maggiore precisione con una luce di 120W piuttosto che con i soli 60W iniziali. Trasportiamo ora questi paragoni nella nostra vita.

La stanza è simbolo innanzitutto del nostro cuore ( ma poi anche della nostra vita, della nostra famiglia e della vita delle persone con cui abitualmente interagiamo ) : se quindi nel mio cuore c’è solo la luce della mia vita di Grazia, posso sperare di vivere onestamente una vita di ordinaria santità, ma, se nel mio cuore lascio entrare la Grazia che c’è nel cuore del mio amato/a, allora il mio cuore riceve una luce aggiuntiva che riscalda maggiormente, illumina meglio e di più anche la stanza del mio cuore. Non possiamo quindi vivere una vita di fede da sposi come se fossimo due entità separate, che condividono tutto tranne la vita di Grazia… ma se il matrimonio è dare tutto, come è possibile farlo trattenendo per se stessi la vita di fede in un angolino privato in cui non permetto al mio coniuge di metterci dentro neanche il naso ? Troppi sposi cristiani vivono come due persone che si dividono le mansioni di famiglia/di casa con una perfezione incredibile e lodevole , logisticamente parlando, ma non vivono insieme la vita di Grazia : lui va a Messa il sabato sera così la domenica mattina ha tutto il tempo di accendere il barbecue con calma, lei invece va a Messa alle 10 con i bambini lasciando spazio al re del braciere … oppure… lui puntualmente va a Messa con i figli la domenica mattina apposta per lasciare libera la casa a lei, che è tutta settimana che non vede l’ora di metterla sottosopra per farla splendere come non mai libera dagli impicci di marito e figlioletti, senza dimenticare di chiedere al marito di passare al parco dopo Messa oppure al supermercato così da non averli tra i piedi finanche all’ora di pranzo … pregare insieme ? Non se ne parla nemmeno ! Andare insieme a Messa ? Utopia !

Vivendo così, si intuisce immediatamente come sia quasi impossibile che il cammino di santità personale e di coppia possa dirsi veloce, anzi, sarà talmente lento da considerarlo praticamente in sosta con le 4 frecce accese… in attesa di chissacché… il cuore ( la stanza dei 60W ) di ognuno resterà illuminato ( quando va bene ) solo dalla lampadina di quei 60 Watt che, senza manutenzione, si riempirà di polvere portando inesorabilmente ad una luce sempre più flebile fino a scomparire.

Passiamo ora alla seconda parte : “non c’è nulla di segreto…” ; dobbiamo restare sull’immagine della stanza del nostro cuore con i 60W : spesso noi pensiamo di tener nascosti i nostri segreti alla luce della Grazia. Speriamo di nasconderli in un luogo segreto del nostro cuore, ma che segreti sono ? Sono i nostri difetti, le nostre malefatte, i nostri peccati, le nostre cattive inclinazioni, i nostri vizi… gli sposi più onesti, li nascondono per vergogna, ma i più li nascondono perché in fondo in fondo sono legati ai loro peccati/vizi… la lampadina da 60W è accesa ma è talmente impolverata che la luce è fioca, questa è la condizione perfetta perché nessuno si accorga di quei vizi nascosti sotto il letto… in fondo in fondo spesso troviamo gusto nel peccare, ci piace peccare, perché spesso troviamo immediati appagamenti senza grandi sforzi… ed allora scatta l’operazione tappeto : ossia nascondere la sporcizia sotto il tappeto. Ma quale tappeto ? Il tappeto del “vado sempre a Messa la Domenica”….”non ho mai fatto le corna a lui/lei”…”aiuto sempre in oratorio quando serve”…”sono un grande lavoratore e non ho fatto mai mancare nulla alla famiglia”…”non ho tempo per Dio, devo stirare, cucire, lavare, pulire, stendere, stirare, lavorare, cucinare”…”almeno la Domenica ho diritto ad un riposo, e poi al Signore io ci penso lo stesso anche se non vado in chiesa” … ecc… ecc…

Tanto è comoda la situazione con poca luce cosicché nessuno si accorge dei miei vizi/peccati, tanto risulta scomoda ed ingombrante una seconda lampadina perché mi costringerebbe a togliere i miei segreti da sotto il letto, tutto ciò che è nascosto sarà visto/notato in piena luce… e questa situazione mi costringerebbe a prendere la decisione di cambiare. Infatti il giusto/il santo dà fastidio ai peccatori incalliti non tanto per ciò che fa o che evita di fare, ma perché li costringe a rivedere dentro sé stessi, mette a nudo i loro vizi/peccati, e questo è scomodo per essi che si sentono intoccabili e perfetti. E molti sposi, forse, non vivono insieme una vita di Grazia, a causa del fatto che la lampadina dell’altro/a costringe ad aver maggior luce nella propria stanza, e nascondere segreti diventa impossibile, ciò costringerebbe ad essere sempre all’altezza della situazione, ad impegnarsi nella vita di fede, di Grazia, e soprattutto ad abbandonare un vita peccaminosa a cui invece sono particolarmente affezionati.

Cari sposi, coraggio ! Non abbiate paura di far entrare nella stanza del vostro cuore una seconda lampadina da 60w, perché la vita di Grazia ha bisogno di continue conferme, ha bisogno di essere costantemente stuzzicata, stimolata, altrimenti inciamperemo sempre nei nostri difetti , nei nostri vizi/peccati. Nel matrimonio, la fede di uno arricchisce la fede dell’altra e viceversa, l’esempio di una stimola la conversione dell’altro e si entra così in un circuito virtuoso in cui si fa a gara nello stimarsi a vicenda nella Grazia di Dio.

Coraggio sposi, è ora delle pulizie di autunno !

Giorgio e Valentina.

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