Alla fine di questo pellegrinaggio

Ormai vicini alla chiusura del Giubileo della Speranza, che avverrà il 6 gennaio e che ha visto tutta la Chiesa affrontare un percorso spirituale durante quest’anno speciale di grazia, condividiamo con tutti voi l’ultima beatitudine scaturita dall’aver intrapreso insieme il santo viaggio della relazione sponsale e familiare:

 “BEATI SIETE VOI, SPOSI PELLEGRINI, SE SCOPRIRETE CHE IL PELLEGRINAGGIO SPONSALE È GUIDATO ANCHE DAL SILENZIO, IL SILENZIO DELLA PREGHIERA RECIPROCA, CHE APRE LA PORTA AL CUORE DEL NOSTRO SPOSO GESÙ”

Solitamente ogni pellegrinaggio è guidato da un professionista in grado di affiancare, accompagnare e condurre il pellegrino durante tutta l’esperienza. Nel matrimonio cristiano certamente la prima guida è lo Spirito Santo, che consacra la relazione il giorno delle nozze. È Lui che ha “abitato” le soste silenziose che, durante questo anno, abbiamo fatto.

Cari sposi, senza lo Spirito di verità non saremmo in grado di affrontare nessun cammino poiché come ci dice Giovanni “Egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future” (Gv 16,13).

Un pellegrinaggio non porta soltanto in un luogo sacro ma catapulta in uno stato dell’anima, proprio per questo al ritorno non si è mai gli stessi. Nonostante viviamo in un’epoca di accelerazione, algoritmi e produttività rapida, quest’anno abbiam cercato di “assaporare” la lentezza, l’incertezza e la vulnerabilità. Tutto ciò fa parte di ogni pellegrinaggio, proprio perché porta con sé una trasformazione.

Vogliamo lasciarvi, allora, qualche “regola” che abbiam tirato fuori verificando la trasformazione che è avvenuta, in questo periodo, alla nostra relazione:

  • Sposi, partite anche senza essere pronti perché lo zaino peserà comunque e la paura sarà sempre lì. Ma è proprio l’atto di partire insieme, cioè di ricevere il Sacramento del Matrimonio, che vi apre ad una relazione fertile e sempre nuova;
  • Sposi, se fallite ringraziate perché il fallimento quotidiano spoglia la relazione da ogni illusione di essere perfetti. Solo cadendo e rialzandosi insieme si impara davvero a camminare insieme;
  • Sposi, scoprite la solitudine fertile che non è isolamento ma è un dialogo intimo tra anime che non sempre si riesce a “sentire”: il silenzio non è una minaccia ma è guida e compagno, soprattutto quando nasce dalla preghiera reciproca;
  • Sposi, vivete il presente come non mai. Il pellegrinaggio è come una macchina che riporta all’adesso, al qui ed ora: respiro, passo, dolore, resistenza. Nella relazione familiare tutto ciò si intreccia in una meditazione incarnata che nessuna app di mindfulness potrà mai fare;
  • Sposi, trasformate il dolore in resilienza facendo di ogni “vescica” non una sofferenza sterile ma il “carburante” affinchè il restare insieme renda visibile che si può sopportare molto di più di quanto si creda;
  • Sposi, abbracciate l’ospitalità radicale poiché durante il cammino si incontra l’umanità nuda di entrambi ma anche di altri. Offrite l’acqua del puro amore anche a sconosciuti e lasciate le porte del cuore aperte senza chiedere nulla. Tale ospitalità è l’antidoto all’individualismo della società moderna e la manifestazione della presenza del Regno di Dio;
  • Sposi, accettate l’inutilità sacra. A volte, camminando si sentono delle voci comuni sulla relazione di coppia, del tipo “non produce”, “non accumula”, “non monetizza”. Proprio per questa apparente inutilità ogni relazione sponsale è sacra e conduce a scoprire che il suo valore non sta nell’output ma nella sua interiorità;
  • Sposi, collezionate le vertigini che vengono quando si incontra un bivio. Dio sta dando un’ulteriore possibilità di libertà, purché si continua a camminare insieme;
  • Sposi, imparate l’arte del lasciar andare ciò che pesa sulla relazione: uno zaino troppo pieno di egoismo, di convinzioni, di maschere. Si cammina più veloci con meno “Io” e più “Noi”;
  • Sposi, ritornate sempre a casa da pellegrini cioè mantenendo sempre vivo lo sguardo del viandante nella routine giornaliera, con meno automatismi e più autenticità.

Siamo convinti che quest’anno giubilare ha portato, e porterà ancora, i suoi “frutti di speranza” se il pellegrinaggio personale e di coppia vi ha condotto ad una rivoluzione esistenziale.

Cari sposi in un mondo che vi vuole consumatori di cose materiali, scegliete di essere pellegrini di sparanza; in una società che vi vuole celeri nel competere, scegliete la lentezza nell’aspettare i tempi dell’altro; in una cultura che vi vuole connessi 24 ore, 7 giorni su 7, scegliete il silenzio della preghiera. Siate sposi cristiani che fanno della povertà umana la loro ricchezza.

Quando vi sembra che Dio vi abbia tolto tutto, in realtà vi sta dando tutto se stesso. E allora scoprirete che il vero pellegrinaggio non è da un luogo all’altro della terra, ma è un pellegrinaggio interiore: dal fuori al dentro, dalle cose al cuore. Ah, come diversamente pensa il mondo! Se solo esso sapesse che avere Dio è possedere tutto, come vivrebbe più felice già fin da ora, pur in mezzo alle mille tempeste dell’esistenza! Dio lo si può trovare, non è lontano: vive nel cuore dell’uomo in grazia. Occorre solo mettersi in cammino, e la strada è la preghiera. Il pellegrino guarda dentro se stesso, sta raccolto, non si turba di fronte alle sventure: ha capito che il Padre non abbandona nessuno, perché Dio è amore. Non vi è più salita né discesa, montagna o avvallamento: egli tiene lo sguardo fisso verso la meta e lì ritrova tutto, ma proprio tutto (dai Racconti di un pellegrino russo)

Ricordatevi che essere sposi pellegrini, cioè che si sforzano di far crescere la loro relazione d’amore orientandola verso l’Alto, vi renderà liberi di vivere il Sacramento nuziale nella verità dello Spirito fino al giorno in cui ritorneremo, pellegrini, dal nostro Sposo Gesù.  

Daniela & Martino, Sposi Contemplativi dello Sposi

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2 Pensieri su &Idquo;Alla fine di questo pellegrinaggio

  1. Grazie infinite per la semplicità e la profondità veritiera di queste parole contenute nell articolo di oggi. Ci regalate vere pillole di riflessione autentica.

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