È appena uscito nelle sale “Il diavolo veste Prada 2”, sequel acclamato, annunciato, pubblicizzato ovunque. È così, ancora una volta, è utile riflettere partendo proprio dal quotidiano. Sì, perché – purtroppo – c’è qualcosa di affascinante nel male, quando si presenta bene. Non arriva quasi mai con il volto cupo e minaccioso che immaginiamo, ma con eleganza, sicurezza, perfino stile. Viene da pensare al titolo del celebre film “The Devil Wears Prada” , dove tutto è impeccabile, raffinato, desiderabile. Eppure, sotto la superficie, qualcosa consuma, svuota, logora.
Perché la verità è scomoda quanto liberante: il male non seduce con ciò che è brutto, ma con ciò che appare bello. Il male ti uccide con ciò che ti propone. Non ti distrugge con l’orrore, ma con il desiderio. Non ti spinge con la forza, ma ti attira con promesse che sembrano innocue, perfino giuste. Non ti aggredisce, ti lusinga. Ti attrae, ti confonde, ti manipola. “Massì, non c’è niente di male …”. Eppure già solo la parola compare nella frase.
Nel contesto della vita di coppia e del matrimonio, questa dinamica è fin troppo reale. Il male striscia e si insinua nel cuore, nella mente, nell’anima. Non con un “tradisci” urlato, con un “te lo meriti” sussurrato. Non con “lascia tutto”, con “pensa un po’ di più a te stesso”. Non con “smetti di amare”, con “non senti più quello di prima, no?”. E così, piano piano, si rischia davvero di scivolare. Il diavolo non distrugge l’amore con un colpo solo: lo consuma lentamente, rendendo attraente ciò che lo indebolisce. Ti propone libertà senza responsabilità, piacere senza verità, autonomia senza comunione. E mentre sembra offrirti di più, in realtà ti sta togliendo tutto. Anche nel matrimonio. Anche il matrimonio.
Una coppia cristiana oggi vive immersa in un mondo che ha reso tutto immediato, leggero, sostituibile. Anche l’amore. Anche le promesse. “Se non funziona, cambia.” “Se non ti soddisfa, lascia.” “Se ti pesa, evita.” Ma il matrimonio non è una tendenza. Non è la location di punta perché le foto vengono meglio e sono più instagrammabili. Il sacramento nuziale non è una fase, non è un accessorio da cambiare quando non è più “di moda”. È alleanza. Non perché sia tutto semplice, ma perché con Dio tutto è vero.
È scegliere ogni giorno l’altro, anche quando non è perfetto, anche quando non emoziona come all’inizio, anche quando richiede fatica. Perché l’amore non è solo sentimento: è fedeltà che attraversa il tempo. E qui sta la differenza radicale. Il male propone scorciatoie affascinanti. Dio propone strade vere. Il male promette tutto ma poi svuota e distrugge. Dio chiede tutto ma poi riempie e costruisce tutto. Il male dice: “Prendi.” Dio dice: “Dona”
E nella vita sponsale questo si vede chiaramente, perché quando una coppia smette di donarsi e inizia a trattenere, qualcosa si spegne. Quando l’“io” prende il posto del “noi”, l’amore perde respiro. Quando due sposi mettono Dio al centro, però, succede qualcosa di sorprendente: l’amore non semplicemente sopravvive, galleggia, ma cresce, si moltiplica. Diventa più profondo, più libero, più vero. Diventa fecondo. Non perché spariscano le difficoltà, ma perché cambia lo sguardo. Non si più è soli, si è in tre: te, io e soprattutto Dio.
E allora anche le tentazioni, quelle eleganti, quelle ben vestite, quelle che sembrano innocue, perdono forza. Perché vengono smascherate. Il diavolo vestirà anche Prada, sì. Ma resta sempre quello che è. Mentre l’amore vero non si lascia ingannare a lungo. Non è questione di stile ma di preghiera, di amore, di verità. Perché ha imparato a riconoscere ciò che costruisce da ciò che consuma. Ciò che illumina da ciò che abbaglia. Ciò che salva da ciò che, lentamente, “ti uccide con ciò che ti propone”.
Alla fine, la scelta è sempre lì, quotidiana, concreta: seguire ciò che brilla o ciò che resta. Sul serio. Il matrimonio cristiano, quando è vissuto fino in fondo, è proprio questo: non sceglie ciò che passa, ma ciò che dura. Non ciò che seduce, ma ciò che salva.
E allora, lasciamo che il male si vesta come vuole. Noi vestiamoci di luce, di bellezza, di pienezza di Cielo. Con buona pace della moda, noi “rivestiti di Cristo” (Gal 3, 27).
Fabrizia Perrachon
“Battiti d’amore vero”: testo di Fabrizia Perrachon, voce e musica di Marco Mammoli, realizzazione artistica di Michele Rosati. FINALMENTE LA CANZONE E’ USCITA SU YOUTUBE! Ascoltatela, cantatela, imparatela e diffondetela da questo link. Per acquistare i miei libri clicca qui. Desideri offrirmi un caffè, un cappuccino o una spremuta? Clicca qui! Mi darai una mano fondamentale nel sostenere tutte le mie numerose attività di evangelizzazione e diffusione della speranza cristiana! Grazie davvero dal profondo del cuore. Fabrizia