La vita è bella (con Dio)

Mia mamma cantava, mio padre fischiava. Se hai una mamma che canta e un padre che fischia, tre quarti dell’educazione è fatta. Perché per tutta la vita ti chiederai come facesse tua madre a cantare, quando a mezzanotte, stanca morta, cominciava a lavare i panni… ma canticchiava.

Così Franco Nembrini, durante Adolescence, una serie di incontri della Fondazione Oltre a tema adolescenza. E questa parabola educativa sembra, oggi, davvero lontana dalla percezione dell’educazione genitoriale comune! Che possano essere utili libri, manuali, spunti pedagogici, psicologici, eccetera… è vero. Le professioni che ruotano attorno all’universo bimbo sono tante, preziose, valevoli e spesso necessarie.

Qua c’è da fare un passo oltre: il primo latte che nutre un figlio qual è? Quello dato dall’allattamento, naturale o artificiale? Il primo latte è il noi di coppia. Il primo nutrimento di un figlio è la relazione fra madre e padre.

Come mamma e babbo si cercano, si parlano, a volte discutono ma si riappacificano, in che modo fanno la pace, quali parole usano con gli altri e fra loro. Sembra una grande responsabilità e in parte lo è – ma non verso i figli quanto verso il nostro sposo o sposa. Perché i figli beneficiano della qualità della relazione di coppia, del bene che abita la casa – al contempo, se il noi vacilla o stride, se il clima in casa è teso o difficile, anche questo viene assorbito dai piccoli. Non possiamo nasconderci da questo, anche se a volte preferiremmo non fosse vero – ci sentiremmo certamente sollevati da questa grande responsabilità e possiamo, effettivamente, anche vivere come se non fosse nostra.

Una cara amica, in presenza della figlia piccola, mi ha parlato del padre per oltre un’ora: le sue non erano parole gentili ma rancorose e taglienti. Litigi, screzi, distanze e una paventata separazione. La bimba certamente non ha compreso il contenuto di quei discorsi ma ha comunque respirato il disprezzo per il padre: l’età la preserva dai dettagli ma non dal clima che si respira in famiglia. I problemi di coppia, se ci sono, occorre siano certamente affrontati in modo serio e responsabile: nel mentre, è possibile tutelare e custodire eventuali figli presenti, che non hanno responsabilità dei nostri conflitti? Non è forse anche questa educazione? Mostrare che padre e madre si amano e si rispettano, che si è famiglia anche nei momenti difficili, a partire dalle parole dette e non. Senza generalizzare o nascondere eventuali crisi, mostrando ai figli una falsa realtà – ma affrontando i deserti con maturità, trattando i figli come persone senzienti, che meritano di respirare aria buona in casa.

E per noi due? Qual è il primo latte della nostra fede? Cosa ci nutre come singoli e come coppia? Il latte per un neonato non è solo nutrimento spicciolo. È contatto, benessere, vicinanza, calore e sicurezza. È tutto ciò che serve, prodotto in quel preciso momento e diverso ad ogni ora del giorno.

Come sposi o genitori, non c’è spazio per l’improvvisazione. Non possiamo canticchiare o fischiettare – riprendendo Nembrini – solo sforzandoci di farlo, perché così sembreremo felici agli occhi degli altri o dei figli. È irrealistico pensarci sempre sorridenti, è vero, ma dove abita il cuore (di una madre o di un padre) che canta nella fatica?

A parer mio, la risposta comprende la gratitudine. Un cuore grato è un cuore pieno, traboccante e perciò naturalmente portato a restituire quella Bellezza di cui gode. Come un vaso che viene riempito e, ormai colmo di acqua, non può fare altro che buttare fuori ciò che riceve: così è anche il cuore di noi sposi, se accogliamo la Vera acqua, quella che disseta davvero. Non si canta o si fischietta per educare ad una vuota spensieratezza: si è lieti nel Signore e dunque questa misteriosa letizia viene allo scoperto, per ognuno in modo diverso ma sempre autentico.

Gli sposi felici non sono felici perché sono sposi: prima di tutto, sono felici perché figli di Dio. Più del loro coniuge, amano Dio. Da qui, deriva tutto il resto, dalle piccole alle grandi scelte quotidiane… e anche la fatica della mezzanotte, quando si riordina una stanza caotica, si avvia una lavatrice, si stendono i panni, può diventare tempo di canto e ringraziamento. E i figli non capiranno subito ma avranno una grande e bella testimonianza di fede: babbo e mamma sono felici di vivere! La vita è bella, con Dio!

Giada Moneti @nesentilavoce

Acquista i libri di matrimoniocristiano

Lascia un commento