La Parola è un volto che ci ama! (2 puntata)

Dopo l’atto penitenziale, il Gloria e la colletta, ci introduciamo nel primo momento forte, decisivo e costitutivo della celebrazione: La liturgia della Parola.

La Parola legata al sacrificio di Cristo in modo fortissimo come solo il fuoco dello Spirito può fare. La Parola cosa è? E’ una storiella, il racconto delle opere di Gesù o del popolo d’Israele? No! La Parola è molto di più. La Parola è uno dei modi in cui Dio si manifesta. Sentivo giusto ieri un sacerdote paolino che definiva la Parola il volto di Cristo. Nella Parola incontriamo Gesù, diventiamo intimi con lui, viviamo quella relazione sponsale a cui tutti noi siamo chiamati. Lui è lo sposo di ognuno di noi (si anche per noi uomini). E’ bello sottolineare come nella liturgia ci sia spazio anche per una lettura dell’antico testamento. Questo per dirci che non basta conoscere le opere di Cristo ma per conoscerlo davvero dobbiamo comprendere da dove viene, la sua storia e la storia del suo popolo che è una bellissima storia di una sposa infedele sempre perdonata dallo sposo misericordioso e buono. Senza la liturgia della Parola perderebbe di valore anche la liturgia eucaristica. Il sacrificio di Cristo è un gesto di amore altissimo, ma che resterebbe lettera morta se non ci fosse una risposta da parte dell’amata, la Chiesa, noi tutti. L’amore per Cristo lo nutriamo con la Parola.

Il matrimonio è la stessa cosa. Esattamente lo stesso. Non si può vivere l’unione dei corpi senza una profonda unione dei cuori. Sarebbe un gesto vuoto e falso. Un egoismo travestito d’amore. La parola tra gli sposi è incontro, è conoscenza, è condivisione, è carezza, è calore, è sostegno, è correzione, è lamento, è aprirsi all’altro/a. La parola è via privilegiata per mostrarsi, per raccontarsi, per confrontarsi e per conoscersi. Gli sposi per vivere una liturgia sacra del loro matrimonio autentica hanno bisogno di una vita fatta di parola. Parola verbale ma anche e soprattutto parola non verbale. Baci, abbracci, tenerezza, carezze, sguardi, cura, servizio. Solo così ci si prepara all’unione dei corpi, al nostro dono totale l’uno per l’altra. Il nostro sacrificio, la nostra offerta d’amore all’altro. Esattamente come Gesù ha fatto sulla croce. Si è donato tutto per noi, per la sua sposa. Così dobbiamo fare noi.  Solo dopo che la parola ci ha reso un solo cuore saremo pronti ad essere una sola carne.

Concludiamo con il passo del Cantico dei Cantici, unione ideale tra la liturgia della Messa e la liturgia degli sposi.

Tu mi hai rapito il cuore,
sorella mia, sposa,
tu mi hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!
[10]Quanto sono soavi le tue carezze,
sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze.
L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.
[11]Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
c’è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.

L’amplesso è il culmine, il punto più alto di una sinfonia d’amore che nasce nel cuore, cresce nel dialogo d’amore e ci fonde in uno nei corpi per sperimentare la Trinità. Così diventa vera liturgia sacra, quel modo d’amare che Dio ha voluto per noi

Antonio e Luisa

Continua…..

prima puntata L’intimità e la Messa

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2 Pensieri su &Idquo;La Parola è un volto che ci ama! (2 puntata)

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