L’uomo forte

Nel Vangelo di ieri (lunedì 22 gennaio, Marco 3,22-30) mi ha colpito particolarmente un versetto:

Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega.

Mi sono visto come in una immagine, legato fortemente dal peccato, schiavo delle mie passioni e del mio egoismo, mentre il mio matrimonio rischiava di essere depredato dal ladro di vita, dal divisore. È un ladro furbo, subdolo, che ti ammalia con le parole, con la contro catechesi, facendoti apparire buono ciò che è male, facendoti vedere quanto sia un tuo diritto fare determinate azioni che in realtà ti nuocciono e ti fanno trovare legato e schiavo senza che tu te ne renda conto.

Ero legato, vedevo la nostra unione che si sgretolava, senza poter far nulla, proprio come se avessi le mani legate. Provate ad immaginare anche lo stato d’animo di uno schiavo, senza speranza, con lo sguardo rivolto sempre alle catene e mai verso l’alto… A causa del mio peccato, rischiavo seriamente di perdere la pietra preziosa, ma per grazia ho avuto la forza di chiedere aiuto al Salvatore, per intercessione di Maria, di liberarmi.

Non che ora non pecchi più, sia chiaro, ma il peccato non mi domina più, perché il Signore della mia vita è diventato Gesù Cristo e con Lui mi sento quell’uomo forte, insieme a Lui posso essere vigile sulla mia casa, sul mio cuore, sul mio matrimonio. Stando con Lui, unito a Lui nei Sacramenti e nell’adorazione eucaristica, sono attento a non lasciarmi incatenare di nuovo dal peccato. Mi viene in mente l’immagine che usa San Paolo nella lettera agli Efesini (cap. 6, 10-20), un guerriero rivestito delle armi della luce, che non teme alcun male “contro i principati, le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre…”, un’immagine che mi ha aiutato molto nel punto di svolta della nostra storia, quando ho deciso realmente di combattere contro il peccato che mi dominava.

Ogni giorno è una lotta, ogni giorno abbiamo bisogno di questa armatura e delle sue armi.

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