Dalla morale sessuale alla nostalgia per l’amore vero.

Sto leggendo l’esortazione post-sinodale Christus Vivit. Un documento rivolto ai giovani che si trovano spesso confusi e spaesati in una società che propone stili di vita e stili sessuali lontani, prima ancora che dalla morale cristiana, da quello che il cuore di ogni essere umano, giovane o maturo che sia, desidera ardentemente. Parole molto forti. Leggete cosa scrive il Santo Padre al punto 81 dell’esortazione:

I giovani riconoscono che il corpo e la sessualità sono essenziali per la loro vita e per la crescita della loro identità. Tuttavia, in un mondo che enfatizza esclusivamente la sessualità, è difficile mantenere una buona relazione col proprio corpo e vivere serenamente le relazioni affettive. Per questa e per altre ragioni, la morale sessuale è spesso «causa di incomprensione e di allontanamento dalla Chiesa, in quanto è percepita come uno spazio di giudizio e di condanna»

Cosa ci vuole dire? Sono sbagliati i nostri giovani? Certamente no! Desiderano ancora ardentemente una relazione affettiva e sessuale autentica. Spesso non sanno ascoltare, se non aiutati, il loro cuore, ma il loro cuore non può funzionare diversamente. Sono fatti per amare e per essere amati. E’ sbagliata la società? Alcuni diranno di sì, altri di no, ma in realtà non è davvero importante saperlo. La società è così. La Chiesa deve prenderne atto e trovare la modalità migliore per riportare i giovani alla verità sul loro corpo e sulla sessualità. Quindi ciò che ci sta dicendo il Papa è che spesso ad essere sbagliata è la Chiesa? Non certamente nel suo magistero e negli insegnamenti sulla morale. Quelli sono meravigliosamente veri, posso testimoniarlo con la mia vita e il mio matrimonio. E’ sbagliato il modo. E’ sbagliata la pastorale, detto con un linguaggio clericale. Le persone tutte, e in particolare i giovani, sono stanche di maestri che dicono ciò che è giusto e ciò che non lo è. Sono stanche di divieti. Non puoi avere rapporti prima del matrimonio, non puoi masturbarti, i rapporti orali non vanno bene, niente anticoncezionali e così via. Senza motivare questi divieti se non con il peccato. Non si può minacciare di incorrere in un peccato più o meno grave e minacciare di inferno. Forse un tempo, ma ora no. Attenzione non dico che tutte quelle belle abitudini che ho elencato siano cosa buona e giusta. Tutt’altro! La Chiesa non può più permettersi di usare le parole devi o non devi. Non funziona. Allontana solo i giovani dalla Chiesa. I sacerdoti lo sanno e spesso decidono di evitare questo genere di argomenti per non avere problemi. Anche questo è un atteggiamento sbagliato! La Chiesa non deve rinunciare ad insegnare ai giovani come diventare pienamente uomo e pienamente donna, e la sessualità è un argomento imprescindibile per questa finalità. Come fare allora? Serve una rivoluzione copernicana. Dobbiamo passare dal devi e non devi al vuoi essere felice oppure vuoi accontentarti della miseria relazionale che hai ora? La carta vincente non è vietare determinati gesti o determinate modalità di vivere la sessualità, ma raccontare, testimoniare e rendere conto con la nostra vita che la proposta della Chiesa è la più bella, è l’unica che permette una gioia che è piena. Per questo non servono tanto i maestri quanto i testimoni. Servono sposi felici e realizzati che sappiano toccare il cuore dei ragazzi, che provochino in loro quella nostalgia di un amore autentico e pieno che è radicata nel cuore dei giovani. Allora sì, che si potrà spiegare perchè i rapporti prima del matrimonio sono una menzogna, perchè la masturbazione è una illusione di impossessarsi di un piacere che è destinato a far parte di una comunione e non di una solitudine. Non a caso questo gesto, passato il piacere di pochi secondi, lascia sempre sensazioni negative e non positive. Allora sì che si può raccontare come l’incontro intimo, per essere un vero incontro d’amore, non può prescindere dall’essere unitivo e aperto alla vita (attenzione non significa che vada ricercato un figlio ad ogni rapporto). Per questo il sesso orale non può essere amore ma uso dell’altra persona. Per questo si può raccontare come gli anticoncezionali pongano una barriera invisibile, ma altamente divisiva tra gli sposi e non permettano un dono totale e un’accoglienza totale dell’altro/a. Solo chi ha provato nella propria vita tutto questo può testimoniarlo e raccontarlo in modo credibile.

Il nostro libro L’ecolgia dell’amore sta avendo un grande successo proprio perché è aderente a quanto scrive il Papa e quanto i giovani vogliono. Nessuna predica o filippica, ma è solo un racconto, il racconto di una meraviglia. Il racconto di una sessualità vissuta alla presenza di Cristo. Lasciatemelo dire non c’è nessun’altra proposta che il mondo possa offrire che possa reggere il confronto. Una meraviglia da scoprire, vivere e testimoniare per i nostri figli e per tutte le future generazioni.

Antonio e Luisa

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