I cattolici ai tempi di Nerone: la vita socio-politica dei nostri tempi

Ma un cattolico chi deve votare? Una domanda da un milione di dollari. C’è chi sostiene quel partito, chi quell’altro per svariate ragioni, c’è il sacerdote che fa politica spiccia e chi la fa in modo velato. Ma l’universalità e l’unità del cattolicesimo allora  va a farsi benedire?

E’ il pericolo di chi confonde Cesare con Dio. A Gesù per metterlo in difficoltà gli fanno una domanda ingannevole: “E’ giusto pagare i contributi ai romani?” che velatamente voleva dire “E’ giusto che Israele sia sottomesso alle leggi dei romani?” E guardate bene che i romani non erano questo popolo civile che c’è tanto nell’immaginario popolare. L’impero romano era una dittatura, esisteva la schiavitù e leggi ingiuste da un punto di vista “civile” e dei “diritti democratici”, e qualsiasi richiesta “democratica” veniva soffocata nel sangue. Allora tutti, proprio tutti si aspettavano che Gesù si sarebbe schierato apertamente contro l’impero romano, contro le ingiustizie, il messia che il popolo ebreo aspettava era un messia guerriero, non “questo coso” che andava in giro a dire “amate i vostri nemici” e sciocchezze varie su “beati i poveri” e “beati i perseguitati”.

Gesù non si schiera a favore dei romani, ne contro, ma risponde: “Date a Cesare, ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio”.

La storia dell’impero romano, Gesù l’attraversa, così come Dio ha sempre fatto nella storia umana. Esistevano i sacrifici umani un tempo, ma Dio pian piano fa comprendere che non è quel genere di divinità che vuole sacrifici umani. Dio è paziente, è un Dio che non va per strappi, ma per gradi. E’ un Dio che non taglia l’albero, ma è un Padre che pota i rami, aspettando che porti frutto l’anno dopo.

Il cristianesimo ha attraversato l’impero romano, ha compreso cosa c’era di buono in esso e l’ha fecondato. E’ stato il sale che ha dato sapore alla minestra, è stato il lievito che ha fatto lievitare il pane buono. I primi cristiani hanno potato con la pazienza del contadino i rami secchi, per permettere anche a una realtà così terrena e barbara di portar frutto.

Oggi la situazione è difficile, il marcio che c’era nella democrazia cristiana ha mostrato che le cose di questo mondo sono decadenti, il seme della zizzania (la corruzione) è ovunque, anche nelle cose più sante che l’uomo riesca a fare. E’ la nostra natura decaduta che non ci permette di rendere pienamente pure le cose. La grazia ci aiuta, ma l’uomo è fragile, la sua natura fragile rimane, e la grazia non può andare oltre il nostro libero arbitrio.

Concretamente non c’è nessun partito che un cattolico può votare, mi fanno sorridere i sacerdoti/cattolici che dicono questo è votabile, quello no. Basterebbe leggersi la Dottrina Sociale della Chiesa per capire che non c’è nessun partito votabile e che dire questo no e quello si non fa altro che mettere ancora più confusione in tanti cattolici già confusi.

Allora il cattolico non può esercitare il voto democratico? Non può partecipare attivamente alla vita politica? Ci sono santi papi che hanno scritto largamente su questo, per cui dirò solamente alcune cose.

Partiamo dalla storia presente:

  1. Viviamo in un periodo storico molto particolare, il mondo si sta scristianizzando, i valori cristiani si stanno perdendo: fratellanza, solidarietà, rispetto della vita umana (qualsiasi essa sia). Dall’avvento del cristianesimo mai il mondo ha provato cosa significhi vivere senza Dio.
  2. L’avvento di nuovi diritti che si rifanno al concetto di libertà, una parola importante quanto pericolosa, perché la libertà è un concetto astratto e relativo, ciò che per me è libertà, può essere coercizione per l’altro. Ma anche senza scomodare i diritti degli altri, la libertà se non si rifà a delle leggi che sono scritte nel cuore dell’uomo, diventa la peggior schiavitù (ad esempio un tossicodipendente può essere libero di far uso di sostanze, quella che chiamerà libertà non è altro che una forma peggiore di schiavitù).

In questo particolare periodo, diventa difficile per un cattolico votare per un partito, perché tutti i partiti rispecchiano alcuni valori, ma mancano in altri. Ancora più difficile se debbo esercitare un’attività politica.

Al cattolico oggi è richiesto coraggio, posso votare per uno o per l’altro, ma denunciando apertamente dove questi valori non coincidono con i valori evangelici. Voto per la Lega? Va bene, ma non posso difendere una politica dell’immigrazione totalmente cieca davanti al bisogno del fratello. L’immigrato non è un numero, ma è una persona (rispetto della vita in ogni sua forma). Posso votare PD e M5S? Va bene, ma non posso difendere politiche che vanno contro la vita, come l’eutanasia e l’aborto (rispetto della vita in ogni sua forma), politiche per la liberazione delle droghe, ecc.

Se il cattolico vuole fare attività politica in un partito, deve difendere, anche contro il partito stesso, i valori cristiani. Se non lo fa, il sale che è chiamato a gettare perderà sapore e chi allora salerà la minestra?

E purtroppo qui arriviamo a un altro punto focale della storia presente: i cattolici (i battezzati) sulla carta sono ancora la maggior parte, ma la fede non si dimostra con un patentino, baciando crocifissi o mostrando rosari, la fede la si dimostra con i fatti, schierandosi totalmente per i valori cristiani, anche se questo significa essere messi da parte, anche se questo significa ricevere la gogna pubblica, anche se questo significa non essere influenti in politica.

“Non si possono servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro”. Una vita conforme al Vangelo è una vita chiamata a una scelta radicale!

Non avremo influenza politica, non avremo possibilità concreta di cambiare le sorti dell’Italia e dell’Europa, ma se rimarremo fedeli ai valori evangelici, se rimarremo fedeli a Cristo, a quello che ci ha insegnato, saremo il sale di questa Terra, e il deserto di oggi ritornerà a germogliare! Siamo pochi è vero, ma lo erano anche gli apostoli e i primi discepoli… Anche se pochi, impauriti e confusi, come diceva San Giovanni Bosco, se Dio è con noi, siamo la maggioranza. Oggi c’è chiesto di aver fede, di rimanere aggrappati a Lui, alla Roccia, e fare il nostro dovere fino in fondo, sarà Lui a moltiplicare i nostri sforzi.

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