La passione delle pazienze

..di Pietro e Filomena, “Sposi&Spose di Cristo”..

Era tanto che volevamo farlo…era da tanto tempo che volevamo pubblicare questa bellissima poesia di Madeleine Delbrêl (1904-1964) poetessa, mistica ed assistente sociale francese.

Oggi l’abbiamo fatto.

E’ una poesia, ma è anche una riflessione lucida.

Buona lettura:

+++

“La passione delle pazienze”

La passione, la nostra passione, sì, noi l’attendiamo.

Noi sappiamo che deve venire, e naturalmente intendiamo

viverla con una certa grandezza.

Il sacrificio di noi stessi: noi non aspettiamo altro che

ne scocchi l’ora.

Come un ceppo nel fuoco, così noi sappiamo di dover

essere consumati. Come un filo di lana tagliato

dalle forbici, così dobbiamo essere separati. Come un giovane

animale che viene sgozzato, così dobbiamo essere uccisi.

La passione, noi l’attendiamo. Noi l’attendiamo, ed essa non viene.

Vengono, invece, le pazienze.

Le pazienze, queste briciole di passione, che hanno lo

scopo di ucciderci lentamente per la tua gloria, di

ucciderci senza la nostra gloria.

Fin dal mattino esse vengono davanti a noi:
sono i nostri nervi troppo scattanti o troppo lenti,

è l’autobus che passa affollato,

il latte che trabocca, gli spazzacamini che vengono,

i bambini che imbrogliano tutto.

Sono gl’invitati che nostro marito porta in casa

e quell’amico che, proprio lui, non viene;

è il telefono che si scatena;

quelli che noi amiamo e non ci amano più;

è la voglia di tacere e il dover parlare,

è la voglia di parlare e la necessità di tacere;

è voler uscire quando si è chiusi

è rimanere in casa quando bisogna uscire;

è il marito al quale vorremmo appoggiarci

e che diventa il più fragile dei bambini;

è il disgusto della nostra parte quotidiana,

è il desiderio febbrile di quanto non ci appartiene.

Così vengono le nostro pazienze, in ranghi serrati o in

fila indiana, e dimenticano sempre di dirci che sono il martirio preparato per noi.

E noi le lasciamo passare con disprezzo, aspettando –

per dare la nostra vita – un’occasione che ne valga la pena.

Perché abbiamo dimenticato che come ci sono rami

che si distruggono col fuoco, così ci son tavole che

i passi lentamente logorano e che cadono in fine segatura.

Perché abbiamo dimenticato che se ci son fili di lana

tagliati netti dalle forbici, ci son fili di maglia che giorno

per giorno si consumano sul dorso di quelli che l’indossano.

Ogni riscatto è un martirio, ma non ogni martirio è sanguinoso:

ce ne sono di sgranati da un capo all’altro della vita.

E’ la passione delle pazienze.

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Grazie, “Il Signore ti dia Pace!”

4 Pensieri su &Idquo;La passione delle pazienze

  1. Meravigliosa, lucidissima fotografia, un realissimo spaccato di vita che racconta come le nostre attese e i nostri progetti si infrangono con la realtà che si propone a noi. La realtà è la nostra verità, la verità del progetto che Dio ha da sempre per noi, che Dio ha pensato, voluto, amato per noi, perché – che ci piaccia o no – è proprio quello che fà per noi, ciò che ci serve per essere come Lui ci ha fatti: a Sua immagine e somiglianza, santi e immocolati…. ma è una strada davvero dura, mentre spesso, l’attesa della passione è la scelta più facile, la via larga che vogliamo imboccare, che preferiamo perché – diciamocelo – conviene darsi tutti una volta per sempre, anche se con grande spargimento di sangue, piuttosto che morire lentamente, in silenzio, nell’indifferenza dei più, uccidendo quotidianamente un pezzetto di noi, del nostro ego, delle nostre convinzioni, di quelle che credevamo le nostre certezze, donando noi stessi nel luogo e nella situazione in cui siamo chiamati ad operare, qui ed ora… scegliendo l’abbandono e rinunciando al controllo.

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    • Rileggendomi, non vorrei creare fraintendimenti… non è che darsi tutti in un atto eroico sia facile o non valoroso, ma seguendo il pensiero della mistica e riferendomi alla mia personale esperienza di vita, credo che se siamo chiamati a dare noi stessi nella nostra famiglia, tra i fornelli e i capricci dei nostri figli, allora, il nostro io (bisognoso di riconoscimenti), potrebbe ben preferire uno spendersi “eclatante” piuttosto che un servizio umile e costante che invece di risplendere agli occhi di tutti, faccia luce solo nei tempi e al cospetto di Dio.

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